{"id":5253,"date":"2013-10-20T22:20:38","date_gmt":"2013-10-20T22:20:38","guid":{"rendered":"http:\/\/mahmag.org\/it\/?p=5253"},"modified":"2013-10-29T20:27:17","modified_gmt":"2013-10-29T20:27:17","slug":"la-minaccia-nucleare-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/it\/2013\/10\/20\/la-minaccia-nucleare-in-medio-oriente\/","title":{"rendered":"La minaccia nucleare in Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/mahmag.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/10\/amir-madani.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5262\" alt=\"amir madani\" src=\"http:\/\/mahmag.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/10\/amir-madani-300x111.jpg\" width=\"300\" height=\"111\" srcset=\"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/10\/amir-madani-300x111.jpg 300w, https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/10\/2013\/10\/amir-madani.jpg 555w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>La recensione di Gian Franco Tracci<\/strong><\/p>\n<p>Nel volume <b>\u201cLa minaccia nucleare in Medio Oriente \u201c<\/b> edizioni CLUEB, Amir Madani, Alessandro Politi e Rodolfo Guzzi sostengono che un conflitto tra Stati Uniti, Iran e Israele, dato per inevitabile da molti\u00a0 analisti, sarebbe invece alquanto improbabile per le inevitabili conclusioni disastrose, anche in quanto non mancherebbero di essere coinvolti altri attori importanti a livello globale.<\/p>\n<p>Amir Madani \u00a0illustra la situazione dei rapporti USA-Iran, \u00a0L\u2019Autore risale alle varie fasi storiche del nucleare iraniano, cita le verifiche\u00a0 dell\u2019AIEA, indica la consistenza della minaccia nucleare iraniana e delinea le prospettive di una possibile soluzione negoziale.<\/p>\n<p>Il Madani, architetto italiano di origine iraniana, \u00a0vive in Italia da pi\u00f9 di 30 anni ed \u00e8 un profondo conoscitore dell\u2019area mediorientale; come analista strategico sostiene che storicamente l\u2019Iran \u00e8 un paese che per secoli \u00e8 stato la pi\u00f9 avanzata civilt\u00e0 del mondo e la potenza dominante della Regione. La civilt\u00e0 iranica nei secoli si \u00e8 estesa in molti paesi del Medio Oriente, che tuttora conservano con l\u2019Iran importanti legami storici, culturali ed etici. Ancora\u00a0 oggi in molti paesi della regione si parla la lingua iranica parsi. E\u2019 inevitabile pertanto che ancora oggi l\u2019Iran moderno, erede di secoli di storia, sia sensibile alle istanze popolari che lo considerano \u00a0ancora una potenza non trascurabile della Regione.<\/p>\n<p>Visto il ruolo strategico che le armi nucleari hanno assunto dopo la Seconda Guerra Mondiale, l\u2019Iran non ha mai accettato di giocare un ruolo succube e secondario in presenza di altre potenze della regione cio\u00e8 India,\u00a0 Pakistan e Israele, che hanno invece acquisito capacit\u00e0 nucleari senza alcuna opposizione internazionale ed in particolare degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>E\u2019 per questi motivi che fin dall\u2019epoca dello Shah Reza Pahlevi, l\u2019Iran ha perseguito programmi di sviluppo dell\u2019energia nucleare, bench\u00e8 il paese possieda una delle pi\u00f9 grandi riserve di prodotti petroliferi del mondo.<\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Statunitense nei rapporti con L\u2019Iran, dopo la Seconda Guerra Mondiale ha mantenuto un\u2019attitudine altalenante. Prima ha sostenuto il rovesciamento del governo Mossadegh, poi ha assunto \u00a0una posizione di completa contrapposizione contro il regime degli Ayatollah, \u00a0\u00a0rimanendo per\u00f2 silente di fronte alle dimostrazioni scatenate dall\u2019Onda Verde dell\u2019opposizione politica interna in cui la parte pi\u00f9 progressista \u00a0perseguiva l\u2019obiettivo di una maggiore democrazia laica.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiunge che l\u2019Amministrazione Obama sembra ormai orientata a ridurre il suo interesse per l\u2019area mediorientale per rivolgersi all\u2019area dell\u2019Oceano Pacifico, accentuando in tal modo l\u2019insicurezza di Israele, che sembra orientata a una prova di forza contro l\u2019Iran sentendosi minacciato direttamente dalla possibilit\u00e0 dello sviluppo di una capacit\u00e0 nucleare iraniano, anche se gli Stati Uniti farebbero tutto il possibile per evitare l\u2019iniziativa israeliana, ancorch\u00e8 limitata, in quanto un eventuale conflitto provocherebbe un\u2019inevitabile escalation.<\/p>\n<p>Amir Madani delinea con numerosi e puntuali richiami storici l\u2019evoluzione del nucleare iraniano che dal 1979 inizia ad alimentare forti tensioni tra l\u2019Iran e gli Stati Uniti. La crisi arriva al suo culmine con la deposizione di Mohammad Khatami e l\u2019ascesa al potere di Ahmadinejad.<\/p>\n<p>Il nucleare \u00e8 forse l\u2019unico tema sul quale l\u2019establishement iraniano raccoglie tuttora il consenso di una gran parte della societ\u00e0 civile pi\u00f9 emancipata. Ufficialmente il programma nucleare iraniano \u00e8 per usi civili e sarebbe perseguito per la produzione di energia per scopi civili. \u00a0Tecnicamente per\u00f2 il nucleare per scopi bellici \u00e8 sviluppabile con continuit\u00e0 rispetto all\u2019energia nucleare civile e l\u2019ambiguit\u00e0 dei comportamenti governativi iraniani su questo tema preoccupa le cancellerie occidentali e in particolare anche Israele.<\/p>\n<p>Nella sua analisi, Amir Madani ricostruisce le fasi storiche del nucleare iraniano, partendo dalla monarchia Pahlavi degli anni Sessanta, in cui gli Stati Uniti promuovevano i progetti iraniani sull\u2019uso del nucleare e molte aziende degli Stati Uniti, della Germania e della Francia facevano a gara a vendere all\u2019Iran i loro reattori nucleari, ritenendo che l\u2019iniziazione dell\u2019Iran al nucleare sarebbe servita alla pace mondiale.<\/p>\n<p>A livello popolare i fermenti e le lotte sociali della societ\u00e0 iraniana, che aspirava a riforme pi\u00f9 democratiche, nel 1979 portavano alla rivoluzione guidata dall\u2019Ayatollah Ruhollah Khomeini, che deponeva il regime dello Shah Reza Pahlevi. Nel corso della successiva guerra Iran-l\u2019Iraq (1980-1988) gli impianti nucleari gi\u00e0 installati rimanevano danneggiati e diventavano inutilizzabili. Dopo il conflitto, i nuovi governanti iraniani riprendevano interesse per il nucleare e offrivano agli USA e agli altri paesi dell\u2019Europa occidentale l\u2019opportunit\u00e0 di costruire nuovi reattori. Di fronte al loro rifiuto, il regime teocratico iraniano si rivolgeva alla Russia per riavviare il programma nucleare iraniano.<\/p>\n<p>L\u2019Amministrazione Obama recentemente ha molto attenuato la tensione precedente con l\u2019Iran. Madani ritiene che un\u2019eventuale soluzione negoziale in questo periodo andrebbe cercata prevalentemente nei rapporti bilaterali tra i due paesi.<\/p>\n<p>Da notare che in Iran esiste una legge che vieta espressamente di intraprendere qualsiasi attivit\u00e0 nel settore militare relativo al nucleare, anche se \u00e8 noto che il nucleare militare non \u00e8 separabile dal nucleare civile. In un articolo comparso sull\u2019International Herald Tribune si sostiene che l\u2019Iran armato nuclearmente non sarebbe un pericolo per nessuno, in quanto un eventuale impiego dell\u2019arma nucleare da parte iraniana avrebbe risultati catastrofici per lo stessoaggressore, a fronte di avversari che sono tutti nuclearmente molto pi\u00f9 potenti dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>Storicamente l\u2019Iran \u00e8 una delle nazioni pi\u00f9 antiche del mondo, con una forte tradizione di nazionalismo. Un\u2019eccessiva pressione esterna rafforza le anime radicali interne e indebolisce ulteriormente il movimento democratico di opposizione dell\u2019Onda Verde nato nel 2009.<\/p>\n<p>L\u2019Europa dovrebbe essere uno dei protagonisti principali della mediazione attraverso le diplomazie per \u00a0prevenire un conflitto da cui per l\u2019Europa stessa sarebbe difficile sottrarsi. Purtroppo, a fronte dell\u2019assenza di una presa di posizione politica dell\u2019UE, la vera protagonista della partita resta la Casa Bianca, Tra gli attori non statuali che agitano la minaccia del terrorismo internazionale, anche l\u2019Iran non desidera la vittoria delle forze salafite del Jihadismo legate ad al-Qaeda ed ai Taliban che fomentano l\u2019insicurezza globale.<\/p>\n<p>In Israele, lo spettro della guerra con l\u2019Iran serve per premere sul piano strategico verso gli Stati Uniti e sulla politica interna per raccogliere il supporto delle destre israeliane, per tenere compatta la societ\u00e0 sul piano esistenziale e per rinviare altre tematiche di fondo.<\/p>\n<p>Storicamente, da millenni gli ebrei hanno sempre mantenuto ottime relazioni con il potere iraniano contingente e sono stati sempre protetti. Le relazioni tra i due popoli erano ben radicate nel tessuto sociale e quindi nel paese reale non viene presa sul serio l\u2019attuale\u00a0 retorica anti\u2013iraniana di Netanyahu.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alessandro Politi affronta l\u2019ipotesi di conflitto Iran-Israele e pone in evidenza che, anche nell\u2019ipotesi peggiore per Israele, esiste una fortissima disparit\u00e0 di armi nucleari a favore di Tel-Aviv. Da uno scambio nucleare l\u2019Iran uscirebbe praticamente annientato anche in quanto sarebbe sufficiente\u00a0 una sola delle armi nucleari megatoniche disponibili in Israele per paralizzare l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Nell\u2019ipotesi di un attacco di Israele rivolto a colpire il potenziale nucleare dell\u2019Iran, i bersagli pi\u00f9 probabili sarebbero Natanz, Araq ed Isfahan sui quali potrebbe essere utilizzata una munizione guidata GBU 57-A\/B fornita dagli Stati Uniti e del peso di 15 t., trasportabile da un aereo USA B-2 Spirit; l\u2019arma sarebbe in grado di penetrare nei siti Iraniani, e l\u2019operazione sarebbe condotta in \u00a0contemporanea con una operazione di lancio di 30 IRBM, l\u2019attacco di 80 caccia F-15\/F-16 ed un massiccio attacco di guerra elettronica contro radar, missili e caccia intercettori. L\u2019operazione dovrebbe prevedere il sorvolo dello spazio aereo dell\u2019Iraq e di altri paesi. Le possibilit\u00e0 di difesa e di risposta dell\u2019Iran sarebbero decisamente ridotte. La situazione cambierebbe in peggio qualora intervenissero anche gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Pur esistendo un rischio concreto che scoppi un conflitto regionale dalle dinamiche imprevedibili, un attacco israeliano avrebbe un effetto solo temporaneo. Infatti, secondo l\u2019US Central Command, un attacco israeliano avrebbe un effetto di ritardare solo di un paio d\u2019anni il programma nucleare iraniano. Esistono pertanto valide alternative ad uno scenario di guerra.<\/p>\n<p>Sul piano geo-strategico, fino ad ora le sanzioni contro l\u2019Iran sono state un colabrodo. Violazioni alle sanzioni sono state commesse da almeno 12 paesi, compresa l\u2019Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rodolfo Guzzi indica il profilo delle strutture nucleari iraniane e fornisce chiarimenti sul processo di arricchimento dell\u2019Uranio. L\u2019AIEA fino ad ora non ha fornito un rapporto sul processo di arricchimento e l\u2019Iran per suo conto insiste nel dichiarare che il suo programma nucleare \u00e8 di natura pacifica.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019analisi del Guzzi, andrebbe anche considerato che l\u2019Iran dispone di 22 siti nucleari e di altri numerosi centri di ricerca in medicina nucleare e che il programma nucleare si fonde con altri programmi che comprendono lo sviluppo di vettori per il lancio di satelliti e lo sviluppo di acciai speciali per uso bellico.<\/p>\n<p>Il Prof. Guzzi illustra ampiamente le attivit\u00e0 che si svolgono nelle principali infrastrutture impiegate in attivit\u00e0 nucleari e missilistiche. L\u2019Iran disporrebbe di una vasta gamma di missili che vanno da una gittata di 800 miglia (Sharab 3), alla gittata di 3000 miglia (ICBM). Con ben quattro lanci, l\u2019Iran. ha gi\u00e0 ampiamente dimostrato la capacit\u00e0 di lanciare satelliti.<\/p>\n<p>Secondo il Guzzi altri analisti ritengono che l\u2019Iran manchi ancora delle capacit\u00e0 tecnologiche per\u00a0 ridurre le dimensioni ed il peso delle testate nucleari come payload dei missili, anche se i tempi non sarebbero lontani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gianfranco Tracci<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recensione di Gian Franco Tracci Nel volume \u201cLa minaccia nucleare in Medio Oriente \u201c edizioni CLUEB, Amir Madani, Alessandro Politi e Rodolfo Guzzi sostengono che un conflitto tra Stati Uniti, Iran e Israele, dato per inevitabile da molti\u00a0 analisti, sarebbe invece alquanto improbabile per le inevitabili conclusioni disastrose, anche in quanto non mancherebbero di <a href='https:\/\/mahmag.org\/it\/2013\/10\/20\/la-minaccia-nucleare-in-medio-oriente\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5253"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5253"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5253\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5253"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5253"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5253"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}