{"id":88,"date":"2006-12-25T05:40:19","date_gmt":"2006-12-25T05:40:19","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=88"},"modified":"2006-12-25T05:40:19","modified_gmt":"2006-12-25T05:40:19","slug":"arte-di-fare-il-bagno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/arte-di-fare-il-bagno\/","title":{"rendered":"Arte di fare il bagno"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20061225-Arte di fare il bagno.jpg' width='109' height='173' alt='Arte di fare il bagno' \/><\/div>\n<p>\n<b>Arte di fare il bagno;Giraldi Editore, 2004<br \/>\ndi Nader Ghazvinizadeh<\/b><br \/>\nIl libro Arte di Fare il Bagno, prima opera &#8220;solista&#8221; di Ghazvinizadeh, ripercorre, in trenta poesie,<br \/>\ntutte le raccolte dell&#8217;autore, da Il Bar dell&#8217;Alba (&#8217;99) a Cinema a Merenda (&#8217;04), con il tocco di classe della postfazione di Roberto Roversi. (dalla nota editoriale)<br \/>\n<b>di Alex Caselli (da www.daemonmagazine.it)<\/b><!--more--><b>I Ciclisti<\/b><br \/>\nAbbiamo nella gola<br \/>\nle dolcezze di Laiguaglia e Albissola<br \/>\nla ruota di farina, la strada di pietra<br \/>\nusciamo la mattina, mugnai della fatica<br \/>\nabbiamo tutti nel cuore la salita.<\/p>\n<p>Postfazione<br \/>\ndi Roberto Roversi<\/p>\n<p>Solo ad aprire la nostra finestra sul mondo, per le notizie che ci arrivano &#8211; e anche non tutte ma solo una parte &#8211; e ci colpiscono giorno dopo giorno, come una sventagliata di mitra, questo mondo sembra affogato in una menlma viscida, in un mare di fuoco. Violenza inesorabile ovunque. Spietatezza e indifferenza ostentata, aggressivit\u00e0 tempestosa solo per conquistare potere e accontentare tutte le voglie; suscitate o insinuate. E&#8217; vero &#8211; ed \u00e8 giusto dirlo &#8211; chenon tutti sono frantumati dentro a questo dissesto, e si comportano con affaticata equit\u00e0 e non calpestano frettolosi le ore (o le foglie) della loro vita; ma \u00e8 anche vero che quanto sopra rapidamente enunciato consegna i pi\u00f9 dei viventi dentro a questo quadro dissennato e furibondo.<br \/>\nAllora, ed \u00e8 una buona urgente domanda da proporsi in varie occasioni, e che adesso nel privato mi pongo (per poi rispondermi o cercare di farlo giorno dopo giorno) dove collochiamo o possiamo collocare con una qualche convinta fermezza, la scrittura opoetica dentro al finimondo ubiquo in cui niente \u00e8 trattenuto dopo il suo apparire e tutto appena fatto si dissolve dopo una effimera esistenza di farfalla? Che cosa, insisto, cerchiamo e leggiamo inseguendo la popesia, senza illusioni ma per drammatica necessit\u00e0? La poesia \u00e8 ancora, pu\u00f2 essere ancora non un velo ma un muro salvifico? Rispondiamo con una affermazione e cos\u00ec incalziamo con ragionevole intemperanza l&#8217;ansia delle e nelle nostre letture.<br \/>\nSe dunque tutto \u00e8 movimento, ogni pagina letta, ogni libro aperto ingoiato e poi rinchiuso, \u00e8 un approdo, un porto dell&#8217;attesa e della speranza, dopo (ripeto) quel tempestoso viaggio in mare sulle pagine. Perci\u00f2 anche questo libro\/freccia, questo libro\/racconto di Nader \u00e8 barca o gabbiano su mare procelloso con finale trionfo di suoni e di sorptrese. Un Wandebuch, un libro, una raccolta, giovanilmente goethiana nella sua disperata o prepotente concisa, vitalit\u00e0. Le pagine di questa raccolta racchiudono il sentimento esasperato di un prender terra provenienti dal mare; di calpestarla questa con ombroso entusiasmo e curiosit\u00e0 e sorpresa, ancora grondanti di salso. E subito dopo, quasi accompagnato da respiri, il brivido continuo di occhiate acuti come tanti bagliori di lama che perlustrano il territorio nuovo su cui si \u00e8 calati, per orientarsi, per intendere, per capire contrassegnandolo in ogni particolare.<br \/>\nQuesta mi sembra, fuori dai denti, la buona, direi anzi la novit\u00e0 dei testi di Nader. La registrazione, dopo continui scontri diretti, delle quotidiane &#8220;necessit\u00e0 esistenziali&#8221;; lui che viene da lontano ma sembra aver decifrato gi\u00e0 un po&#8217; tutto questo mondo con una concisione sorprendente.<br \/>\nAfferra e scontra la realt\u00e0 bruscamente ma senza lasciarsi travolgere; anzi con la pienezza culturale di capirla e se possibile condividerla. Il nuovo \u00e8, ripeto, suono e parola e Nader li sta conquistando al prezzo di una attenzione non disarmata.<br \/>\nArte di fare il bagno \u00e8 l&#8217;arte di godersi i momenti magici e ripetibili che la vita ci offre. La mitizzazione di una realt\u00e0 comprendente il modello (il cinema con il suo catalogo d&#8217;improvvisazioni) e l&#8217;esperienza trasfigurata, &#8211; poich\u00e9 per l&#8217;appunto resa mitica, &#8211; in forme di compiaciuta esaltazione. Nader Ghazvinizadeh \u00e8 un poeta epico. Conosce le regole del mondo che vive, ma ci\u00f2 non gli impedisce di godere e magnificare la vita che gli si offre, di farne arte: &#8220;fu in quell&#8217;attimo che mi trovai sul palcoscenico \/ retrobottega, avanspettacolo&#8221;. Le poesie di questo libro funzionano nel momento in cui questa trasfigurazione si compie, non come retorica di un mondo, ricostruito a pezzi separati, ma come momento di piacere mitico nel presente. Si capisce allora come l&#8217;urbanistica e il calcio, pi\u00f9 che passioni per il poeta, giochino un ruolo importante in queste poesie. La prima, per il fascino di una scienza, che ci rapporta ai luoghi e ci da una mappa del nostro &#8220;sentire&#8221;, il calcio invece per quell&#8217; imprevedibile darsi e sottrarsi, per l&#8217;obliquit\u00e0 di movimento, &#8211; proprio come in un dribbling &#8211; insita nel vivente. Naturalmente qui \u00e8 l&#8217;ispirazione, la deduzione improvvisa a risultare determinante. Per questo devo rilevare che accanto a notevoli poesie, ce ne sono altre non riuscite, dove sembra evidente che il poeta si \u00e8 lasciato sfuggire il momento decisivo e subentra dunque la retorica o uno sguardo fotografico non riscattato. Ma le poesie che funzionano, &#8211; e sono proprio tante per un esordio &#8211; lo fanno proprio perch\u00e9 per dirla con Nader &#8220;tra il silenzio e quel che non diciamo \/ c&#8217;\u00e8 un fiume del quale non parliamo.&#8221; Il fiume \u00e8 la vita, che come il calcio \u00e8 gitana. Il poeta non si limita solo ad essere il Mister, che coordina, suggerisce, inventa, ma al contrario \u00e8 lui stesso a scendere in campo, a parlare il linguaggio delle cose di cui partecipa, a giocarsi la &#8220;matta&#8221;. Il mito e l&#8217;epica sono tutte l\u00ec, nel mondo amato ed esaltato nel presente e quindi non ricostruito a posteriori, dove anche nei meccanismi pi\u00f9 imbarazzanti, l'&#8221;arte&#8221; \u00e8 partecipare dell&#8217;avventura &#8220;e si gode l&#8217;ora dei moscerini \/ il vino di sera nelle citt\u00e0 in fiera&#8221; e le storie diventano i lineamenti stessi del poeta.<\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arte di fare il bagno;Giraldi Editore, 2004 di Nader Ghazvinizadeh Il libro Arte di Fare il Bagno, prima opera &#8220;solista&#8221; di Ghazvinizadeh, ripercorre, in trenta poesie, tutte le raccolte dell&#8217;autore, da Il Bar dell&#8217;Alba (&#8217;99) a Cinema a Merenda (&#8217;04), con il tocco di classe della postfazione di Roberto Roversi. 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