{"id":73,"date":"2006-12-17T09:03:54","date_gmt":"2006-12-17T09:03:54","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=73"},"modified":"2006-12-17T09:03:54","modified_gmt":"2006-12-17T09:03:54","slug":"pirooz-ebrahimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/pirooz-ebrahimi\/","title":{"rendered":"Pirooz Ebrahimi"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/2\/20061218-pirooz  1.JPG' width='141' height='186' alt='' \/><\/div>\n<p>\n<b>L\u2019AMORE NON HA CONFINI<br \/>\nRacconto di Pirooz<\/b><br \/>\nFinalmente avevo terminato il liceo e quindi sfogliavo pensieroso la \u201cguida dello studente\u201d per decidere quale facolt\u00e0 avrei scelto. Ma quel che nella mia mente si affacciava era l\u2019immagine della divisa della Marina Militare. Quindi dopo aver convinto la mia famiglia mi iscrissi all\u2019Accademia Militare. Quattro anni a studiar sodo ed infine la laurea, ma non solo vinsi una borsa di studio che mi avrebbe portato per tre anni in Italia per un corso triennale dal quale ne sarei uscito con una specializzazione che nel mio paese non c\u2019era: pilota di Hover Craft.<!--more-->Arrivai con la nave e con altri undici miei compagni provenienti anch\u2019essi dal Golfo Persico nel porto di Livorno, beninteso dopo aver firmato una dichiarazione con l\u2019obbligo di rientro a fine corso nelle nostre nazioni d\u2019origine e con la clausola che non avremmo potuto contrarre matrimonio sul suolo italiano con una cittadina italiana.<br \/>\nIniziammo subito dopo esserci sistemati negli alloggi a noi destinati, il corso intensivo di lingua italiana che durava quattro mesi per poi essere inseriti insieme agli altri compagni provenienti da altre aree del mondo, con gli ufficiali italiani al corso effettivo di piloti di Hover Craft.<br \/>\nLivorno era una gran bella citt\u00e0, vedevo dal terrazzino della stanza che dividevo con Ahmad le persone che passeggiavano, abiti colorati, bambini con grandi cono gelato.<br \/>\nAlle otto del mattino iniziavano le lezioni il mio compagno di banco era un livornese di nome Sandro, alto, magro con furbi occhi neri, un compagnone con un grande cuore. Stringemmo quasi subito amicizia e fu lui a farmi conoscere la sua citt\u00e0, le vie, i localini frequentati dai giovani, la moda italiana e tante altre cose.<br \/>\nArriv\u00f2 il Natale, il mio primo Natale italiano, non conoscevo questa festa, non \u00e8 nella nostra tradizione, quindi mi lasciai condurre da Sandro per negozi alla ricerca di regalini indicati, per i nostri amici e anche per la sua famiglia, dato che per la cena della vigilia ero invitato a casa sua.<br \/>\nArrivai con vari pacchettini luccicanti e mi apr\u00ec la porta suo padre, con un sorriso mi strinse la mano, poi mi present\u00f2 agli altri, nonni, zii, e\u2026Alba sorella di Sandro.<br \/>\nRimasi impietrito e quando le strinsi la mano esordii:<br \/>\n\u201cPlaisir de faire la votre connaissance mademoiselle\u201d &#8211;<br \/>\nRisero, avevo sbagliato lingua \u2026 pass\u00f2 come un vezzo da mediorientale colto.<br \/>\n\u201cEhi Reza\u201d -disse il mio compagno di stanza \u2013 \u201cspegni quella luce e smetti di fissare il soffitto, sono le tre di notte!!\u201d<br \/>\n\u201cOh scusa Ahmad\u201d \u2013 non aggiunsi altro, volevo restare con i miei pensieri, con l\u2019immagine di Alba negli occhi, spensi la luce e mi girai e rigirai nel letto\u2026 che bel nome Alba\u2026 che bella lei\u2026 mi addormentai.<br \/>\nLa rividi a capodanno perch\u00e9 con gli amici di vecchia data di Sandro e anche altri nuovi del corso, si organizz\u00f2 una festa, affittammo un localino per ballare e viziarci con panettone e champagne, ne bevvi due coppe di quel vino amarognolo con le bollicine, e mi sentivo leggero leggero, preferii continuare con bibite analcoliche per evitare brutte figure, ero pur sempre un ufficiale della Marina, quindi dovevo darmi contegno e non solo, non potevo certo fare gaffe davanti ad Alba.<br \/>\nPurtroppo la mia \u201clibera uscita\u201d era poco libera, come militare dovevo rientrare non pi\u00f9 in l\u00e0 delle due di notte.<br \/>\nPassarono i mesi ed era ormai un\u2019abitudine frequentare la casa di Sandro, anche loro si erano abituati a me, ci vedevamo spesso e spesso pranzavo da loro la domenica.<br \/>\n\u201cAhmad, ho deciso, devo parlarle, devo parlare ad Alba, sono innamorato e lei lo deve sapere\u201d \u2013 mi sfogai con il mio compagno.<br \/>\n\u201cMa scherzi, vuoi farti espellere dal corso e ritornare a casa senza diploma? Siamo ormai a met\u00e0, non puoi buttare via tutti gli sforzi che hai fatto per \u2026 per una donna\u2026 oh insomma non sai neppure se ti vuole.\u201d \u2013 Ahmad era visibilmente spaventato per me.<br \/>\n\u201cAppunto amico, per questo devo dirle tutto ci\u00f2 che provo, quali sono i miei sentimenti, poi dipender\u00e0 da lei, si vedr\u00e0\u201d \u2013 dissi convinto.<br \/>\n\u201cBene, allora non mi raccontare pi\u00f9 nulla, non voglio essere coinvolto nella tua avventura, io finir\u00f2 questo corso e lo voglio finire in pace!\u201d \u2013 usc\u00ec sbattendo la porta.<br \/>\nPovero lui, aveva ragione ad essere preoccupato, ma l\u2019amore non ha confini, e soprattutto non sente ragioni.<br \/>\nCos\u00ec telefonai ad Alba:<br \/>\n\u201cCiao, sono Reza, come va?\u201d \u2013 un colpo di tosse nervoso poi continuai \u2013 \u201cti devo parlare, da solo, vorrei vederti al pi\u00f9 presto\u201d \u2013 un attimo di silenzio poi lei mi rispose:<br \/>\n\u201cMa\u2026 va bene\u2026 per\u00f2 non subito, per le 17,30 ci vediamo al baretto della spiaggia\u201d.<br \/>\nUscito dal corso non presi l\u2019autobus, cominciai a correre, una specie di jogging forzato per scaricare la tensione. Arrivai sudaticcio e affannato, le gambe un po\u2019 molli, mi sedetti e ordinai un cappuccino.<br \/>\nAlba arriv\u00f2 con circa 15 minuti di ritardo, avevo gi\u00e0 mangiato le unghie della mano sinistra nell\u2019attesa, lei mi vide, mi salut\u00f2 e si sedette sbuffando e sorridendo, quasi per giustificare il ritardo, ma non la feci parlare, cominciai quasi subito con tono solenne<br \/>\n\u201c\u2026 insomma voglio sposarti\u201d \u2013 cos\u00ec finii la mia dichiarazione.<br \/>\n\u201cSi\u201d \u2013 lei rispose cos\u00ec, semplicemente, come se l\u2019avesse sempre saputo, come se non stesse aspettando altro.<br \/>\nLe nostre famiglie furono messe al corrente, ma il nostro fidanzamento doveva restare un segreto sino alla fine del corso e al mio rientro dopo il diploma nella mia nazione, furono tempi difficili, anche contrarre il matrimonio (ovviamente per procura) e i documenti non fu facile, ma noi superammo tutto.<br \/>\nEcco ora siamo qui al matrimonio di nostra figlia, ha vent\u2019anni ed \u00e8 bellissima, ed io guardo Alba e una lacrima le scende sulla guancia, che bella mamma e, e che bella moglie, dandogli un bacio sulle tempie le sorrido e poi\u2026 corro verso la mia bambina, devo essere il primo a baciare la sposa!!<br \/>\nPoi di corsa andranno all\u2019aeroporto e partiranno per l\u2019Italia, prima tappa i nonni a Livorno e la passeggiata lungomare, forse berranno un cappuccino al \u201cnostro barettino\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019AMORE NON HA CONFINI Racconto di Pirooz Finalmente avevo terminato il liceo e quindi sfogliavo pensieroso la \u201cguida dello studente\u201d per decidere quale facolt\u00e0 avrei scelto. Ma quel che nella mia mente si affacciava era l\u2019immagine della divisa della Marina Militare. Quindi dopo aver convinto la mia famiglia mi iscrissi all\u2019Accademia Militare. Quattro anni a <a href='https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/pirooz-ebrahimi\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}