{"id":4,"date":"2006-12-15T14:16:20","date_gmt":"2006-12-15T14:16:20","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/item\/4"},"modified":"2006-12-15T14:16:20","modified_gmt":"2006-12-15T14:16:20","slug":"nader-naderpur","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/nader-naderpur\/","title":{"rendered":"Nad\u00e8r Naderp\u00f9r"},"content":{"rendered":"<p><b>Nad\u00e8r Naderp\u00f9r \u00e8 nato a Teheran nel 1929, da una famiglia aristocratica (discendente da Nad\u00e8r Sci\u00e0h). La raffinata cultura dei giovani aristocratici persiani del suo tempo non poteva prescindere da una parallela cultura occidentale, e Naderp\u00f9r ebbe una doppia formazione, francese e persiana, alla quale si aggiunse pi\u00f9 tardi l\u2019interesse per la lingua e la poesia italiane.<br \/>\nfonte.https:\/\/ginalabriola.tripod.com<br \/>\nGina Labriola e Nad\u00e8r Naderp\u00f9r nella foto.<\/b><!--more-->Terminati gli studi letterari a Teheran, si trasfer\u00ec a Parigi e si laure\u00f2 alla Sorbona in letteratura francese; \u00e8 uno dei pi\u00f9 efficaci traduttori di poeti francesi in persiano.<br \/>\nPi\u00f9 tardi, dopo un lungo soggiorno in Italia, tradusse per la casa editrice Franklin alcuni tra i pi\u00f9 importanti poeti italiani (tra gli altri, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Pasolini).<br \/>\nLa sua importanza di traduttore e poeta cosmopolita \u00e8 pari al ruolo che assunse giovanissimo nel campo della poesia persiana. Fu uno dei pi\u00f9 efficaci e convinti rappresentanti della nouvelle vague della poesia in Iran che faceva capo al poeta innovatore Nim\u00e0 Yuscij (1896-1960).<br \/>\nImportanti e significative la posizione civile e le opinioni politiche di Naderp\u00f9r : fece parte, giovanissimo, del Tud\u00e8h (il partito comunista iraniano), ma ne usc\u00ec dopo l\u2019occupazione dell\u2019Azerbagian da parte dell\u2019Unione sovietica nel 1948. Milit\u00f2 nel movimento nazionalista di Mossadeq, il quale, sconfitto e in disparte, resta, in maniera esplicita o allusiva, nell\u2019opera del poeta, il &#8221; Gran Vecchio &#8220;, un simbolo di indipendenza e di nazionalismo laico.<br \/>\nNel periodo post-Mossadeq e pre-Khomein\u00ec, nell\u2019epoca Palhav\u00ec con le sue luci e le sue ombre, Nad\u00e8r esprimeva il malessere di tutti gli intellettuali di formazione europea e di ideali democratici, anche se non poteva prescindere dal consenso per la politica di laicizzazione del paese da parte dello Sci\u00e0h.<br \/>\nNell\u2019epoca dei rubinetti d\u2019oro, conduceva una vita francescana, occupandosi di radio, televisione, riviste letterarie, conferenze, e, naturalmente, di traduzioni e di poesia. Alternando a lunghi periodi di permanenza in Europa \u00e8 vissuto e ha lavorato a Teheran fino al 1980, quando \u00e8 partito per un volontario, tristissimo esilio in Francia, preceduto dalla figlia Pup\u00e0k.<br \/>\nNel 1985 inizia per il poeta una nuova fase della vita: si trasferisce negli Stati Uniti, accompagnato dalla giovane moglie Jal\u00e8h, e dal 1988 ha insegnato letteratura persiana all\u2019Universit\u00e0 di Los Angeles, invitato a convegni, conferenze, dibattiti, seminari, organizzati dalla numerosa colonia di esuli iraniani in America.<br \/>\nMuore nella primavera del 2000. Gli esuli iraniani a Parigi organizzano importanti manifestazioni in suo onore.<br \/>\n<b><br \/>\nDal cielo alla corda<br \/>\n(Dar assem\u00e0n t\u00e0 rissm\u00e0n)<br \/>\nTeheran 1978<\/b><\/p>\n<p>E\u2019 seccato il piracanto<br \/>\ne l\u2019alchimia del tempo<br \/>\nha tramutato il fuoco della profezia<br \/>\nin oro e sangue,<br \/>\nil colore dell\u2019oro e del sangue<br \/>\nha fatto dimenticare<br \/>\nalle starne canore il profumo dei campi.<br \/>\nIl sole non \u00e8 pi\u00f9 il Cristo della luce.<br \/>\nTutte le nuvole sono gravide di inverno,<br \/>\ni ruscelli scorrono indifferenti<br \/>\nverso il fiume senza sole<br \/>\ne tutte le strade, nel loro perpetuo cammino<br \/>\nsboccano nella disperazione dei vicoli ciechi.<br \/>\n&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br \/>\n&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<br \/>\nIl mattino \u00e8 profeta di dolore<br \/>\ne la notte esegeta della disperazione.<br \/>\nLa luce non sa pi\u00f9 mostrare il cammino.<br \/>\nIl riflesso degli specchi<br \/>\nha portato gli occhi delle allodole<br \/>\nverso un\u2019eterna cecit\u00e0<br \/>\ne l\u2019uomo morso dal serpente<br \/>\n\u00e8 atterrito dalla corda bianca e nera.<br \/>\nLa corda \u00e8 il serpente<br \/>\ne il serpente \u00e8 la corda della forca<br \/>\nla forca \u00e8 il vertice<br \/>\ndove il cielo si annoda alla corda.<br \/>\nE il cielo dorme, e la forca veglia.<\/p>\n<p>O tu, messaggero dell\u2019alba!<br \/>\nTu solo, fa trasparire la luce<br \/>\nabbi piet\u00e0 degli alberi<br \/>\nd\u00e0 coraggio ai fiumi,<br \/>\nche affidino il cuore al calore del sole.<\/p>\n<p>Tu solo puoi spingere le strade<br \/>\nad oltrepassare il buio dei vicoli ciechi.<br \/>\noffri, tu solo, al cuore dell\u2019uomo tanta chiarezza<br \/>\nche possa accendere ancora in questa notte<br \/>\nla lampada della verit\u00e0,<br \/>\ntu solo, fa che le mani<br \/>\npossano imparare dalla forma delle foglie<br \/>\nil senso dell\u2019amicizia.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><b>Il falso mattino<br \/>\n(da &#8221; Sob-e dorugbin &#8220;)<br \/>\nParigi 1982<\/b><\/p>\n<p>Stasera la terra non ha pi\u00f9 peccati.<br \/>\nL\u2019ascesi bianca della neve<br \/>\nha nascosto l\u2019eresia degli uomini.<br \/>\nQuesta maschera d\u2019argento<br \/>\nsul nero volto della natura<br \/>\n\u00e8 la menzogna del mondo.<br \/>\nQuesta sera il vecchio albero<br \/>\npensa di essere ancora giovane,<br \/>\nma quando sorge il sole<br \/>\nsi sciolgono i suoi pensieri di neve.<br \/>\nQuale occhio<br \/>\npotr\u00e0 vedere il volto della verit\u00e0<br \/>\nche come il sole si nasconde?<br \/>\nForse verr\u00e0 la risposta<br \/>\nda un occhio che conosce il pianto.<br \/>\n&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br \/>\n&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p>Ah ! Il gallo che aspetta il mattino !<br \/>\nUna favilla non muore<br \/>\nin un batuffolo di cotone.<br \/>\nMa guarda : il sole \u00e8 morto<br \/>\nnella bianchezza dell\u2019azzurro.<br \/>\nLa magia della neve ha addormentato<br \/>\ngli occhi degli alberi ingenui<br \/>\ned ha portato via col cavallo della fantasia<br \/>\nnei vecchi giorni<br \/>\ni contadini pazienti che vanno a piedi<br \/>\nverso la citt\u00e0 irreale dell\u2019adolescenza.<br \/>\nMa il cuore della terra \u00e8 imbevuto<br \/>\ndel pianto della pioggia nella notte<br \/>\ne confessa una celata verit\u00e0.<\/p>\n<p>***<br \/>\n<b><br \/>\nL\u2019indovino<br \/>\n(da &#8221; Sob-e dorugbin &#8220;)<br \/>\nParigi 1982<\/b><\/p>\n<p>L\u2019alveare del sole si era rovesciato<br \/>\nfuggite da lui le api di luce.<br \/>\nal di l\u00e0 dei prati,<br \/>\ncalpestati dal cielo,<br \/>\nerano caduti<br \/>\ni rossi petali del tramonto.<\/p>\n<p>Un vecchio chiromante \u2013 il vento \u2013<br \/>\narriv\u00f2 da una strada lontana,<br \/>\navvolto intorno al collo<br \/>\nlo scialle giallo dell\u2019autunno.<br \/>\nEra invitato, quel giorno,<br \/>\ndagli alberi della via<br \/>\nche dal suo lucido responso<br \/>\nvolevano conoscere il destino.<\/p>\n<p>Ad ogni passo lo salutava un albero<br \/>\nogni ramo gli tendeva la mano.<br \/>\nAd una ad una il vento respinse quelle mani,<br \/>\npoi, come uno zingaro, inton\u00f2 un canto nostalgico.<br \/>\nCant\u00f2, cant\u00f2 finche i corvi della sera<br \/>\nevocarono la notte tra i rami degli alberi.<br \/>\nAtterrite da quella voce, caddero le foglie<br \/>\ncome se un colpo di fucile<br \/>\nle avesse colpite in cielo, a mille a mille.<br \/>\nCome acqua, sulle foglie scivol\u00f2 la notte.<\/p>\n<p>Ogni foglia una mano recisa :<br \/>\nil vento chiromante<br \/>\nsenza guardare le linee delle palme,<br \/>\naveva letto il destino di ogni foglia.<\/p>\n<p>(Le poesie di Nad\u00e8r Naderp\u00f9r sono state tradotte in Italiano da Gina Labriola)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nad\u00e8r Naderp\u00f9r \u00e8 nato a Teheran nel 1929, da una famiglia aristocratica (discendente da Nad\u00e8r Sci\u00e0h). 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