{"id":391,"date":"2009-11-04T12:11:50","date_gmt":"2009-11-04T12:11:50","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=391"},"modified":"2009-11-04T12:11:50","modified_gmt":"2009-11-04T12:11:50","slug":"salterella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/salterella\/","title":{"rendered":"SALTERELLA"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20091104-SALTARELLA1.JPG' width='219' height='156' alt='' \/><\/div>\n<p>\n<b>SALTERELLA<\/b><br \/>\ndi<b> Ines Scarparolo<\/b><\/p>\n<p>Giaceva stremata, sul fondale in secca  di un corso d&#8217;acqua montano, una minuscola goccia d&#8217;acqua di rara trasparenza. Da qualche giorno era rimasta sola; le sue compagne, sfinite per la mancanza di pioggia, si erano addormentate sul greto del fiume, sciogliendosi a una a una sotto il torrido abbraccio del sole. <!--more-->Anche la piccola goccia pareva ormai non avere speranza; attendeva, rassegnata alla fine, che l&#8217;astro di fuoco toccasse lo zenit  quando, dal limitare del profumato bosco di mirtilli a lei antistante, le era parso di udire un bisbigliare accorato: \u201cPiccola, piccola mia, su, da brava, rotola dolcemente su te stessa e giungi fin qui, sotto le mie foglie. Ti protegger\u00f2 io dai raggi di Mastro Sole, almeno fino a che non si scioglieranno le nevi delle grandi Dolomiti o soffieranno in cielo le nubi del nord: vedrai, si rovesceranno  allora secchi e secchi d&#8217;acqua sulla valle e tu ritroverai altre gocce sorelle\u201d.  Salterella, cos\u00ec l&#8217;aveva chiamata Nonno Acquazzone, considerando la sua destrezza nel saltellare allegramente da un argine all&#8217;altro del fiume, sollev\u00f2 gli occhietti stanchi e scorse, a breve distanza, una graziosa pianta di felce che,  intenerita dalla sua fresca giovinezza, l&#8217;attendeva per accartocciarsi pietosamente su di lei, evitandone la fine. Rotolando piano, spingendosi avanti a fatica, graffiando la sua purezza contro le pietre pi\u00f9 aguzze, Salterella arriv\u00f2 infine alla felce rigogliosa che, velocemente, l&#8217;avvolse con le sue fronde. Subito chiuse gli occhi, convinta che quella dolce frescura non fosse altro che il respiro della Morte che avanzava, ma presto si addorment\u00f2 e la generosa pianta, con un fruscio delicato e acquietante, la cull\u00f2 dolcemente sino al mattino successivo. Nacque da quel momento un prezioso legame tra la felce e la goccia, tanto che Salterella non rimpiangeva pi\u00f9 come un tempo le perdute sorelle, ma aspettava paziente il nuovo avvento delle piogge, ascoltando attenta storie e leggende che l&#8217;amica, con affettuosa pazienza e un sentimento di materna protezione, le raccontava.<br \/>\n\u201cPiccola mia, non temere. Le vedi quelle nubi al di sopra della Malga del Nello? Sono giunte ieri sera dalla lontana Alsazia, spazzando le vette con cupi sibili di vento e spargendo dappertutto grandine grossa come uova di quaglia, tanto che persino le Piramidi di Segonzano hanno lasciato cadere, esauste dalla lotta, detriti di sabbia e roccia&#8230;<br \/>\nAncora un po&#8217; di pazienza, piccola, poi arriveranno da noi, e gi\u00e0 saranno pi\u00f9 tranquille ma decise a riempire con forza ogni bacino d&#8217;acqua. Tu, non tremare, se sentirai soffiare e urlare il vento attorno a te, o udrai rombare il tuono e si scateneranno in cielo i bagliori delle saette&#8230; \u00c8 il giusto momento, sai, \u00e8 l&#8217;addio all&#8217;estate; quando torner\u00e0 la quiete, io ti lascer\u00f2 andare e tu certo saprai, con sicurezza, giungere l\u00e0 dove le gocce d&#8217;acqua, tue sorelle,  saranno ad aspettare. <\/p>\n<div class=\"rightbox\">\n<img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20091104-SALTARELLA 2.JPG' width='264' height='188' alt='' \/><\/div>\n<p>Per passare il tempo, da sotto quel tettuccio di verdi pinnule , Salterella si era messa a osservare cosa succedeva in quel piccolo angolo di mondo; attravers\u00f2 il greto un gatto dal pelo di colore indefinito, magro e spelacchiato. Dalla bocca gli penzolava una salsiccia, forse rubata a casa di Manfredo il macellaio.  L&#8217;animale si rincantucci\u00f2 in uno spiazzo  ombroso, proprio accanto alle nostre due amiche, e azzann\u00f2 ingordamente il boccone: non l&#8217;avesse mai fatto! Subito emise un miagolio irritato di protesta: sentiva in bocca uno strano gusto di rancido, che glielo fece sputar via nonostante la fame nera&#8230; Ci sarebbe proprio voluto una bella ciotola d&#8217;acqua fresca ma, vista la siccit\u00e0 del periodo, si sarebbe accontentato anche solo di rinfrescarsi bocca e baffi con una minuscola goccia d&#8217;acqua&#8230; ma il fiume era completamente asciutto.<br \/>\n\u201cMiaaoooo armaooo&#8230; Ho sete! Tu, stupida pianta, dimmi che fiume pu\u00f2 mai essere questo, a secco come il deserto del Sahara!\u201d. Fu in tale maniera villana che \u201cR\u00f9spio\u201d, cos\u00ec chiamato dagli altri randagi proprio per il suo carattere ruvido e scontento, si rivolse alla nostra felce. La pianticella, infastidita da quel modo di fare, lo guard\u00f2 da sotto in su, fingendosi perfettamente a suo agio; sotto sotto per\u00f2, era tutta agitata per il timore che Salterella si facesse vedere da quel gattaccio zoticone: \u201cAh ah, che fiume pu\u00f2 mai essere, mi chiedi&#8230; Sei davvero un po&#8217; a digiuno di notizie geo-idriche, vero? Questo, gentiluomo mio,  \u00e8 un fiume di monte, attualmente in secca. Come puoi vedere tu stesso, acqua qui, per ora, non ne trovi una goccia!\u201d. Sfortuna volle che, proprio in quel momento, Salterella venisse solleticata dalle fronde che la coprivano e sternutisse&#8230; \u201cE-e-e&#8230;tciiiiii\u201d! La potenza dello sternuto la fece balzare fuori all&#8217;improvviso e cadere, spaventatissima, proprio ai piedi del gatto spelacchiato.<br \/>\n\u201cSi-si-si-gnore, guardi che&#8230; con me mica si disseta, sa. Sono sola e l&#8217;avverto che ho un po&#8217; di gusto salato nella pancia, dato che pur&#8217;io mi stavo dissecando completamente al sole&#8230;\u201d, fece la povera Salterella, impietrita dallo spavento.<br \/>\nLa felce intanto, senza perder tempo, aveva iniziato a stormire con forza, mandando il suo richiamo fin lass\u00f9 dove, in un batter d&#8217;occhio, si riunirono le nubi grigie del Nord, sospendendo di fretta i loro accurati esercizi di respirazione, adatti a rinforzare la potenza di emissione idrica. <br \/>\n\u201cFiume in secca sull&#8217;argine del bosco di mirtilli! Pronte, attente e&#8230;  viaaa!!\u201d &#8211; tuon\u00f2 la nuvola che coordinava il gruppo, poi, senza pensarci pi\u00f9 di tanto, lei e a ruota le altre, provvidero a liberare le abbondanti vasche d&#8217;acqua in magazzino. Con incredibile velocit\u00e0 d&#8217;impatto, il prezioso elemento cadde a valle e sul fiume, rinfrescando i fiori tristi e appassiti, rinvigorendo le foglie ormai bruciate dall&#8217;arsura e&#8230; facendo una bella doccia fredda a \u201cR\u00f9spio\u201d che, con la lingua penzoloni, stava per inghiottire golosamente la povera Salterella. L&#8217;improvviso scroscio l&#8217;aveva  prontamente salvata, facendola balzare nel bel mezzo della grande onda d&#8217;acqua dove, ancora incredula ma gonfia di felicit\u00e0, essa ritrov\u00f2 le sorelle di un tempo. \u201cEcco dov&#8217;eri andata a finire, piccola scavezzacollo di una Salterella!  Ci sono arrivate notizie delle tue avventure fino al gelo del Grande Nord, ed \u00e8 certo bellissimo essere ancora insieme!\u201d<br \/>\nSalterella scoppi\u00f2 in un&#8217;allegra risata, quindi guard\u00f2 riconoscente la felce amica e, con voce commossa, sussurr\u00f2 un \u201cGrazie\u201d che subito si confuse con il picchiettare delle gocce sul bosco.<br \/>\nE il gatto spelacchiato? &#8211; vi chiederete a ragione. Se n&#8217;era rimasto l\u00ec, con un palmo di naso, a ripensare a quanto era avvenuto poi, scappandosene velocemente al riparo, con saccenza aveva miagolato: \u201cArmiaooo, marameoo&#8230; Ricordatevi, pietre del fiume, e piante del bosco, e uccelli del cielo, con \u201cRuspio\u201d c&#8217;\u00e8 ben poco da ridere. Persino le nuvole del cielo obbediscono, quando lui ha sete!\u201d. Dal fiume, Salterella e le amiche lo motteggiavano, con benevola condiscendenza.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t<b>Ines Scarparolo<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SALTERELLA di Ines Scarparolo Giaceva stremata, sul fondale in secca di un corso d&#8217;acqua montano, una minuscola goccia d&#8217;acqua di rara trasparenza. 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