{"id":390,"date":"2009-10-24T10:24:21","date_gmt":"2009-10-24T10:24:21","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=390"},"modified":"2009-10-24T10:24:21","modified_gmt":"2009-10-24T10:24:21","slug":"e-solo-la-voce-che-resta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/e-solo-la-voce-che-resta\/","title":{"rendered":"\u00c8 solo la voce che resta"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20091024-Forugh Farrokhzad.JPG' width='120' height='184' alt='' \/><\/div>\n<p>\n<b>Forugh Farrokhzad<\/b><br \/>\n<b>\u00c8 solo la voce che resta<\/b><br \/>\nCanti di donna nel Novecento persiano.<br \/>\nAliberti editore<br \/>\na cura di<b> Faezeh Mardani<\/b><\/p>\n<p>\u00abNoi abbiamo perduto<br \/>\ntutto ci\u00f2 che potevamo perdere<br \/>\nnoi, ci siamo messi in cammino, senza lume,<br \/>\ne la luna,<br \/>\n<!--more-->l\u2019affabile femmina, luna,<br \/>\nera sempre l\u00ec<br \/>\nnei ricordi infantili di un tetto di argilla<br \/>\ne sui campi verdi<br \/>\nimpauriti dall\u2019assalto delle cavallette<br \/>\nQuanto bisogna pagare?\u2026\u00bb<\/p>\n<p><i>Questo lavoro va in stampa mentre per le strade di Tehran, le donne, cresciute con la poesia di Farrokhz\u00e2d, muoiono davanti agli occhi di tutto il mondo. \u00c8 dalla seconda met\u00e0 dell\u2019ottocento che le donne iraniane, attraverso la poesia e la parola, testimoniano la loro condizione, lottano per i loro diritti, e quando \u00e8 necessario, offrono la vita per i loro ideali. La storia continua e si ripete.<br \/>\nAncora oggi le impavide donne iraniane con la loro presenza e con la loro voce proibita raccontano al mondo la tormentata storia della loro terra.<\/i><br \/>\n\u00c8 sempre la voce che resta\u2026<\/p>\n<p><i>\u00abL\u2019Io passionale della poetessa, la sua determinazione a non rinunciare alla propria identita&#768; femminile, domina la scena e, in modo implicito, diviene stimolo al coraggio delle giovani donne, mosse a far nascere una nuova consapevolezza, capace di sconvolgere le convinzioni religiose e morali radicate da secoli nella realta&#768; sociale iraniana\u00bb.<br \/>\n<\/i><br \/>\nFaezeh Mardani, traduttrice e curatrice del testo<\/p>\n<p>\n&#8230;perche&#769; devo fermarmi? <br \/>\nLa complicita&#768; delle lettere di piombo e&#768; sterile <br \/>\nla complicita&#768; delle lettere di piombo non salvera&#768; il misero pensare.<br \/>\nIo sono della stirpe degli alberi <br \/>\nmi turba respirare l\u2019aria infetta  <br \/>\nmi consiglio&#768; un uccello morto <br \/>\ndi non dimenticare il volo <br \/>\nIl fine di tutte le forze e&#768; giungere, <br \/>\ngiungere all\u2019origine luminosa del sole <br \/>\ne calare nella percezione della luce. <\/p>\n<p>\u00c8 &#768;naturale <br \/>\nche i mulini a vento marciscano <br \/>\nPerche&#769; devo fermarmi? <br \/>\nPrendo le acerbe spighe di grano al petto <br \/>\ne le allatto <\/p>\n<p>\nLa voce, la voce, solo la voce, <br \/>\nla voce del limpido desiderio di fluire dell\u2019acqua <br \/>\nla voce del scendere della luce stellare <br \/>\nsulla superficie femminea della terra <br \/>\nla voce del concepimento del seme del senso <br \/>\ne l\u2019estensione del pensiero condiviso dell\u2019amore. <br \/>\nLa voce, la voce, la voce, <br \/>\ne &#768;solo la voce che resta.<\/p>\n<p>Perch\u00e8 devo fermarmi?<\/p>\n<p><b>Forugh Farrokhzad<\/b> nasce a Teheran nel 1934 da una madre casalinga e un padre militare. Inizia a comporre poesie da giovanissima e a sedici anni si sposa con un disegnatore e caricaturista. Dopo soli tre anni \u00e8 costretta a una difficile scelta tra la famiglia e la poesia. La vita matrimoniale dell\u2019autrice non permette lo sviluppo delle sue capacita&#768; artistiche ed esige, in accordo con le convenzioni culturali della societa&#768; iraniana, una totale dedizione al marito e alla famiglia. Farrokhza&#770;d, dopo tre anni dal matrimonio, si trova a dover dolorosamente scegliere tra la poesia e la vita familiare. <br \/>\nMentre la poesia ufficiale, banale e mal riuscita imitazione della poesia romantica europea in metrica classica, piena dei lamenti del cuore e di lacrime d\u2019amore, riempie le pagine delle riviste letterarie e il golpe del 1953 determina i destini politici del Paese, Forugh Farrokhza&#770;d, ancora troppo giovane e inesperta poetessa che segue la strada aperta da Nima&#770; Yushij, diventa la voce audace della ribellione femminile. <br \/>\nNon \u00e8 chiaro se la scelta che fece fu davvero consapevole oppure fu una necessita&#768; che andava ben oltre la sua volonta&#768;. Forugh e&#768; travolta dall\u2019impeto della poesia, che richiede tutta la sua attenzione, e non puo&#768; che metterla al centro della sua vita. <br \/>\nDopo il divorzio, per la legge e per le convinzioni religiose e culturali dominanti, non e&#768; piu&#768; ritenuta adeguata a esercitare il ruolo di madre e per il resto della sua vita non potra&#768; piu&#768; vedere il figlio.<br \/>\nForugh Farrokhza&#770;d pubblica nel 1955, appena ventenne, la prima raccolta di poesie Asir (Prigioniera). I versi di questo volume annunciano la nascita di una scrittura femminile spregiudicata, che racconta le esperienze intime della sfera sentimentale, emotiva ed erotica di una giovane donna, tesa ad affrontare i severi e spietati giudizi morali e religiosi della societa&#768; in cui vive. \u00c8&#768; difficile credere che l\u2019autrice fosse cosciente di quello a cui andava incontro o che abbia agito ispirata da una consapevole coscienza civile e ideologica.<br \/>\nIl suo particolare interesse per le arti visive, la pittura e il cinema, la conduce a un importante incontro d\u2019amore e di creativita&#768;. Il noto scrittore e regista Ebra&#770;him Golesta&#770;n diventa il personaggio che contribuisce ai rapidi cambiamenti artistici nella vita della poetessa. Inizia la sua attivita&#768; cinematografica come montatrice, attrice, sceneggiatrice e regista. Nel 1962 realizza un duro,coraggioso,e nello stesso tempo poetico, documentario sulla vita di un gruppo di lebbrosi rinchiusi in una casa di cura a Tabriz, che ottiene il primo premio al Festival di Oberhausen. Nel 1964 partecipa, in veste di attrice, alla messa in scena di Sei personaggi in cerca d\u2019autore di Luigi Pirandello. <br \/>\nNello stesso anno pubblica la sua pi\u00f9 importante opera poetica, Tavallodi digar (\u201cUn\u2019altra nascita\u201d). Nel 1965 l\u2019Unesco realizza due cortometraggi sulla sua vita.<br \/>\nConsiderata la pi\u00f9 grande poetessa iraniana contemporanea, la sua opera \u00e8 stata pi\u00f9 volte candidata al Nobel per la letteratura.<br \/>\nLa poetessa muore a trentadue anni in un incidente stradale.<\/p>\n<p><b>Faezeh Mardani<\/b>, nata a Tehran, insegna Lingua Persiana e Storia contemporanea dell\u2019Iran all\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Traduttrice e interprete, ha pubblicato il Vocabolario Persiano-Italiano-Persiano (Milano, 2000) e Io parlo persiano (Milano, 2002) presso la casa editrice Vallardi. Le sue poesie sono uscite in diverse antologie. Ha pubblicato saggi e articoli su riviste specialistiche riguardo alla poesia e alla cultura persiana. Vive a Reggio Emilia.<\/p>\n<p>\u00abLa poesia persiana contemporanea nasce da una forte cesura con la grande tradizione classica, cesura che si crea a partire dagli anni Venti del secolo appena trascorso attraverso l\u2019abbandono della prosodia classica a favore del verso libero e, soprattutto, attraverso la scoperta e l\u2019assimilazione di correnti di pensiero, manifesti estetici e movimenti artistici europei: simbolismo, socialismo, esistenzialismo&#8230; I \u201cnuovi poeti\u201dsi rifiutano di ripetere l\u2019eterna canzone degli amori della rosa e dell\u2019usignuolo, vera immagine-emblema di tutta la tradizione classica. Si comincia a parlare di rivoluzione e di temi sociali, sull\u2019onda dell\u2019emozione e delle speranze suscitati dalla rivoluzione d\u2019Ottobre in un Iran che entrava allora nell\u2019epoca della dinastia dei Pahlavi e si continua a parlare, ovviamente, anche dei temi piu&#768; consueti come l\u2019amore e la morte, sia pure rivisitati alla luce di una nuova sensibilita&#768;, piu&#768; personale, intimistica, esistenzialista, pessimista&#8230; (&#8230;)<br \/>\nIn Forugh l\u2019ansia moderna e individualista di vivere la propria vita come un unicum e di cogliere senza remore le gioie piu&#768; belle dell\u2019amore, si coniuga con l\u2019acuta, \u201cantica\u201d consapevolezza della provvisorieta&#768;, con l\u2019angoscia della mortale caducita&#768; del tutto, con il sospetto di una grande menzogna che incombe e ci inganna, che puo&#768; persino disumanizzare lo sguardo.(&#8230;)<br \/>\nUn esito nel senso del carpe diem di Khayya&#770;m e&#768; precluso a Forugh, non tanto dalla sua condizione femminile in una societa&#768; \u2013 quella iranica del secondo dopoguerra \u2013 certamente piu&#768; libera dell\u2019attuale ma comunque sempre severa con le donne e limitativa delle loro liberta&#768; individuali; le e&#768; precluso piuttosto da un\u2019ansia radicale e indefettibile di verita&#768;,di \u201cautenticita&#768;\u201da tutti i costi,da una sete di ricerca intrinsecamente \u201cfilosofica\u201d, che la portano a ricercare il Vero prima ancora che la gioia, che la spingono a indagare il mistero dell\u2019esistenza prima che a ricercare facili consolazioni. La consolazione, se mai arriva, e&#768; proprio in questa stessa ricerca, che e&#768; poetica ed esistenziale e insieme, ricerca radicale capace di \u201ccom-muovere\u201dancora le intelligenze e i cuori dei lettori\u00bb.<\/p>\n<p><b>dalla Presentazione di Carlo Saccone, Facolta&#768; di Lingue e Letterature Straniere Universita&#768; di Bologna<\/b><\/p>\n<p>Aliberti editore Srl<br \/>\nSede operativa: Via Meuccio Ruini, 74 42100 Reggio Emilia &#8211; Tel 0522 272494 Fax 0522 272250<br \/>\nSede legale: Piazza del Popolo, 18 00187 Roma<br \/>\n<b>www.alibertieditore.it<br \/>\n<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forugh Farrokhzad \u00c8 solo la voce che resta Canti di donna nel Novecento persiano. 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