{"id":38757,"date":"2007-02-01T07:08:18","date_gmt":"2007-02-01T07:08:18","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=121"},"modified":"2007-02-01T07:08:18","modified_gmt":"2007-02-01T07:08:18","slug":"il-poeta-delle-spazzature","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/il-poeta-delle-spazzature\/","title":{"rendered":"Il poeta delle spazzature"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070201-roberta folatti.jpg' width='100' height='100' alt='Roberta Folatti' \/><\/div>\n<p>\n<b>Mohammad Ahmadi<\/b> \u00e8 un regista iraniano quarantaquattrenne, che nell\u2019ultima edizione del Festival del cinema africano, d\u2019Asia e America Latina, che si svolge ogni anno a Milano, ha vinto il premio assegnato dal pubblico con il film Il poeta delle spazzature.<br \/>\nL&#8217;intervista \u00e8 stata realizzata da: <b>Roberta Folatti<\/b><br \/>\nTratto dal sito:<b>www.altrenotizie.org<\/b><br \/>\n<!--more-->Malgrado l\u2019apprezzamento degli spettatori, il film non ha ancora trovato una distribuzione e rischia, come tante altre pellicole interessanti, di rimanere \u201cinedito\u201d. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con Ahmadi, che \u00e8 autore anche di libri e reportage fotografici che raccontano il suo paese.<br \/>\n<b><br \/>\nCome descriverebbe il suo film, \u201cIl poeta delle spazzature\u201d, a coloro che non hanno avuto la possibilit\u00e0 di vederlo?<\/b><\/p>\n<p>Prima con una breve poesia:<br \/>\n<b><br \/>\n&#8220;I tarocchi delle immondizie,<br \/>\nlettere d\u2019amore,<br \/>\nseparare una foglia dall\u2019albero,<br \/>\nla conoscenza di uno spazzino con un poeta<\/b>&#8220;<\/p>\n<p>Il mio \u00e8 un film in lode alla poesia, all\u2019amore e alla vita. La vita senza gli estremi politici di destra e di sinistra. La storia si svolge in un\u2019atmosfera totalmente politica, in un periodo in cui la situazione era resa soffocante dalla presenza da un gruppo estremista che terrorizzava gli scrittori e i poeti oppositori, arrivando anche ad ucciderli. Uno spazzino, tramite le immondizie che ogni sera raccoglie, scopre i segreti custoditi dentro le case e viene coinvolto nelle avventure sentimentali e sociali che avvengono in esse.<\/p>\n<p><b>Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea del film?<\/b><\/p>\n<p>Ho sempre avuto la passione per il cinema e per la regia, ma ho cominciato in qualit\u00e0 di direttore della fotografia e direttore di produzione con registi come Mohsen Makhmalbaf, Abolfazl Jalili, Samira Makhmalbaf, Marziyeh Meshkini, Ali Shah Hatami. Per\u00f2 coltivavo l\u2019idea di dirigere un film, cos\u00ec un giorno mi sono deciso seriamente. Mi hanno proposto diverse sceneggiature ma nessuna mi convinceva, finche non ho parlato con Makhmalbaf, che mi ha sottoposto ben venticinque progetti chiedendomi di sceglierne uno. \u201cScegli quello che preferisci e io ti scrivo la sceneggiatura\u201d mi ha detto, il prescelto \u00e8 stato \u201cIl poeta delle spazzature\u201d.<br \/>\n<b><br \/>\nChe cosa ha imparato facendo il direttore della fotografia di un grande maestro come Makhmalbaf?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019ho conosciuto durante la lavorazione del film \u201cGabbeh\u201d e la nostra collaborazione e amicizia continua tuttora. Intorno al 95\u2019, 96\u2019 Makhmalbaf aveva organizzato delle lezioni rivolte alla sua famiglia a cui ho partecipato anch\u2019io. Ho imparato tante cose da lui. In queste lezioni, oltre che di cinema, si parlava di filosofia, misticismo, economia, gestione amministrativa. Mentre giravo il mio film, Makhmalbaf era occupato in Tagikistan a dirigire \u201cSesso e filosofia\u201d e non \u00e8 riuscito nemmeno una volta a venire sul mio set a darmi dei consigli. Ho cercato di mostrare il mio punto di vista, nonostante la sceneggiatura fosse sua. Ognuno di noi ha un suo particolare sguardo, un proprio punto di vista.<br \/>\n<b><br \/>\nIl suo paese, l\u2019Iran, \u00e8 una fonte di ispirazione?<\/b><\/p>\n<p>L\u2019Iran \u00e8 un paese talmente ampio che, nello stesso momento, ci possono essere le quattro diverse stagioni, quindi dal punto di vista culturale \u00e8 assai variegato. In Iran vivono diverse etnie, se hai gli occhi aperti e ti guardi bene intorno trovi sicuramente molta ispirazione.<br \/>\n<b><br \/>\nQuanto \u00e8 difficile lavorare in Iran?<\/b><\/p>\n<p>In ogni paese fare film comporta delle difficolt\u00e0, l\u2019Iran non fa eccezione. Ci siamo abituati alla particolare situazione iraniana e i problemi che nascono cerchiamo di affrontarli al meglio.<br \/>\n<b><br \/>\nGli spettatori del Festival del cinema africano, d\u2019Asia e d\u2019America Latina hanno scelto il suo film, \u00e8 nata una comunicazione speciale col pubblico italiano?<\/b><\/p>\n<p>Credo che gli spettatori italiani siano intelligenti, il film l\u2019hanno guardato con tanta attenzione e del resto la storia \u00e8 molto umana, universalmente comprensibile \u2013 in ogni paese esiste lo spazzino ed esistono la destra e la sinistra, in Italia pi\u00f9 che in altri luoghi.<br \/>\nGli italiani sono riusciti a percepire nel migliore dei modi il senso del film. Io ho cercato di non allontanarmi dalla realt\u00e0 della vita, dalla profondit\u00e0 del reale. Il neorealismo \u00e8 nato in Italia e il mio film \u00e8 vicino alle opere neorealiste. Anche per questo credo che gli italiani l\u2019abbiano apprezzato. In pi\u00f9 c\u2019\u00e8 una storia d\u2019amore, che parla un linguaggio universale, comune a tutti i popoli del mondo.<br \/>\n<b><br \/>\nLei \u00e8 anche fotografo, ha pubblicato libri fotografici e fatto delle mostre. Che soggetti predilige?<\/b><\/p>\n<p>Mi sono avvicinato al cinema come direttore della fotografia e nel frattempo ho preso la laurea in Fotografia all\u2019Universit\u00e0 di Tehran. Attraverso le immagini mi interessa raccontare la realt\u00e0 sociale, i problemi che la gente incontra quotidianamente. Gli eroi dei miei film vengono scelti tra le persone comuni e il pubblico si identifica facilmente con questi eroi, trova canali di comunicazione.<br \/>\n<b><br \/>\nLe immagini quanto possono essere importanti?<\/b><\/p>\n<p>Cinema vuol dire immagine, per poter comunicare con gli spettatori bisogna parlare attraverso delle belle immagini. Secondo me un film \u00e8 in grado di creare un buon canale di comunicazione con gli spettatori se tutte le sue componenti, dalla sceneggiatura ai dialoghi agli attori, sono al servizio dell\u2019immagine, senza che nessun elemento prevalga sull\u2019altro. Non bisogna mai ignorare la magia dell\u2019immagine.<\/p>\n<p>Il sito del regista \u00e8:<br \/>\n<b>www.ahmadi.ws <\/b><\/p>\n<p><b>Un ringraziamento va alla preziosa traduzione di Pirooz<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mohammad Ahmadi \u00e8 un regista iraniano quarantaquattrenne, che nell\u2019ultima edizione del Festival del cinema africano, d\u2019Asia e America Latina, che si svolge ogni anno a Milano, ha vinto il premio assegnato dal pubblico con il film Il poeta delle spazzature. 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