{"id":38752,"date":"2006-12-31T14:46:27","date_gmt":"2006-12-31T14:46:27","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=93"},"modified":"2006-12-31T14:46:27","modified_gmt":"2006-12-31T14:46:27","slug":"baran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/baran\/","title":{"rendered":"BARAN"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20061231-Baran.jpg' width='250' height='250' alt='Baran di Majid Majidi' \/><\/div>\n<p>\n<b>BARAN di Majid Majidi<\/b><br \/>\nQuando l\u2019amore governer\u00e0 il mondo<br \/>\ndi <b>Cristina Miliacca<\/b><br \/>\nFonte.<b>www.ilcinemante.com<\/b><br \/>\nL\u2019amore e l\u2019altruismo sono stati dello spirito che si svelano pian piano. Quando l\u2019anima resta attratta dal proprio oggetto \u201cdestinato\u201d, si scopre capace di tutto pur di raggiungere l\u2019amato, di renderlo felice, di evitargli tristezze e angosce.<!--more-->Quando \u00e8 pura e idealizzata, quasi che il riferimento all\u2019amato sia un \u201cdislocamento\u201d del rapporto col divino, questa attrazione pu\u00f2 catalizzare trasformazioni totali della persona, maturazioni, nuovi valori di cui prima la persona non era dotata in quanto completamente o troppo centrata su se stessa, oppure su schemi di pensiero con chiavi di apertura poco visibili dall\u2019interno. L\u2019essenza di questo amore \u00e8 \u201ccompassione\u201d, nel senso in cui Milan Kundera lo ha definito (\u201cL\u2019insostenibile leggerezza dell\u2019essere\u201d): \u00abvivere insieme a qualcuno la sua disgrazia, ma anche provare insieme a lui qualsiasi altro sentimento: gioia, angoscia, felicit\u00e0, dolore\u2026 designa quindi la capacit\u00e0 massima di immaginazione affettiva, l\u2019arte della telepatia delle emozioni\u2026 \u00e8 il sentimento supremo\u00bb.<br \/>\nE\u2019 il sentimento supremo, la compassione catartica, il filo conduttore di tutto il film, che si snoda sulle azioni di Latif, un ragazzo iraniano addetto alla mansione di custode in un cantiere edile dove lavorano numerosi operai afgani fuggiti clandestinamente dal proprio Paese. Tutto \u00e8 scherzo e scherno per Latif, forte della impertinenza propria della baldanza giovanile, finch\u00e9 da un incidente sul lavoro scaturisce l\u2019incontro con Baran, una giovanissima afgana che, fingendosi ragazzo, entra a lavorare nel cantiere per sostentare la famiglia. La scoperta da parte di Latif della vera identit\u00e0 della ragazza \u00e8 una folgorazione che, dapprima indistintamente e poi in maniera sempre pi\u00f9 prepotente, comincia a raschiare la superficie dell\u2019anima di Latif ed a scoprirne l\u2019ingenuit\u00e0 fertile e generosa. Latif si lascia coinvolgere emotivamente e spiritualmente dalle sfortune della sua amata e cerca di aiutarla con il proprio sacrificio, ponendola prima del suo stesso ego. E come per una propriet\u00e0 transitiva dell\u2019amore, il giovane iraniano empaticamente avverte nel dramma di Baran il dramma di tutti gli afgani, costretti a fuggire dal proprio Paese devastato dal conflitto interno ma senza potersi mai distaccare del tutto da esso perch\u00e9 l\u00ec restano gli amici, i fratelli, gli altri\u2026<br \/>\nLatif, per quella compassione di cui dicevamo prima, avverte dentro s\u00e9 il dolore della sua amata, della sua famiglia, dei loro connazionali\u2026 Avverte che di fronte a tutto questo egli \u00e8 impotente, un dramma troppo corale per un solo piccolo uomo, e tuttavia cerca di contribuire come pu\u00f2, perch\u00e9 \u2013 sempre in virt\u00f9 della compassione \u2013 anche un solo piccolo sorriso nell\u2019anima della sua amata \u00e8 per lui altrettanta gioia.<br \/>\nNon si pu\u00f2 dire che dal punto di vista tecnico e stilistico il film abbia particolari di notabilit\u00e0. La narrazione stessa \u00e8 troppo ingenua per un pubblico occidentale, una sorta di favola senza lieto fine didascalica della situazione afgana, raccontata attraverso l\u2019amore dei due giovani protagonisti. In questo torna un po\u2019 alla ribalta l\u2019eterno dilemma: il cinema deve essere divertimento, puro \u201centertainment\u201d, oppure deve essere trasformativo, veicolo di messaggi sociali e civili? I due estremi possono, e in che misura, incontrarsi e interpenetrarsi?<br \/>\nIl film ha a modo suo un aspetto di denuncia, proposta in maniera aggraziata, senza il chiasso e lo show a cui siamo abituati. Non aspettate di trovarvi di fronte al film americano, tutto luci e fuochi d\u2019artificio! Neanche al filmone europeo di spessore intellettuale, ridondante di riflessioni e emozioni complesse. Siamo al cospetto di un encomiabile cinematografia, dove la differenza culturale si avverte senza troppe analisi, anzi, \u00e8 l\u2019essenza stessa della bellezza e della grazia di questo cinema. Questo \u201cdistinguo\u201d culturale e il garbo della regia di Majidi sono l\u2019ancora di salvezza di un tipo di film che, se fosse stato europeo o statunitense, avrebbe potuto facilmente essere accusato di irrealistica ingenuit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BARAN di Majid Majidi Quando l\u2019amore governer\u00e0 il mondo di Cristina Miliacca Fonte.www.ilcinemante.com L\u2019amore e l\u2019altruismo sono stati dello spirito che si svelano pian piano. 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