{"id":38742,"date":"2006-12-10T12:50:46","date_gmt":"2006-12-10T12:50:46","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=10"},"modified":"2006-12-10T12:50:46","modified_gmt":"2006-12-10T12:50:46","slug":"la-musica-persiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/la-musica-persiana\/","title":{"rendered":"LA MUSICA PERSIANA"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/1\/20061214-music.jpg' width='221' height='166' alt='' \/><\/div>\n<p><b>il testo del musicista iraniano.Darioush Madani<br \/>\nIn Mesopotamia e nell\u2019antico Egitto la musica si svilupp\u00f2 in maniera complessa, come ci attestano i documenti iconografici e lo studio etnomusicologico comparato sulle tradizioni musicali sopravvissute fino ad oggi. I testi sacri, le opere artistiche (uno fra i tanti esempi sono le figure dipinte sulle pareti delle tombe egizie), le tavolette con le scritture cuneiformi ed altri documenti ancora, ci comunicano informazioni utilissime sulla musica e sul suo ruolo centrale in queste antichi popoli.<\/b><!--more-->La musica della civilt\u00e0 persiana risente molto della cultura musicale della Mesopotamia, dai Sumeri ai Babilonesi.<br \/>\nQuest\u2019influenza culturale probabilmente \u00e8 dovuta a due fattori principali: 1. la vicinanza geografica fra impero Assiro-babilonese e impero persiano; 2. la conquista della babilonia da parte del re persiano nel 538 a.c. Inoltre un altro aspetto da sottolineare \u00e8 lo scambio culturale avvenuto prima della conquista della babilonia tra quest\u2019ultima e la citt\u00e0 di Susa capitale dell\u2019impero persiano. In Persia la musica,, come arte da un lato e come scienza dall\u2019altro \u00e8 stata sempre oggetto di studio e di attenzione. Considerandola come una scienza matematica, scienziati come Farabi (morto nel 950 d.c.), Ibnesina (Avicenna), Abdolghader Maraghei e molti altri si occuparono di essa. L\u2019interesse dei persiani all\u2019arte, al tempo dei Sassanidi (224-642 d.c.) e quello particolare per la musica nei regni di Baharam-e-gur e Khosrow ha fatto sviluppare un sistema musicale molto complesso. A quest\u2019epoca la musica diventa una scienza molto progredita. Verso la fine della dinastia dei Sassanidi l\u2019evento storico importante \u00e8 la conquista da parte degli arabi del territorio persiano, evento che port\u00f2 musicisti e cantanti insieme alla conversione all\u2019Islam e che li vide eseguire la loro musica e il loro canto nei palazzi dei califfi Omavidi ed Abbassidi come un tempo, nei palazzi dei re persiani.<br \/>\nUno degli elementi pi\u00f9 importanti nello sviluppo della musica prima dell\u2019Islam era l\u2019attenzione dell\u2019antica religione persiana, in altre parole la religione zoroastriana, a quest\u2019arte. Erodoto, uno degli storici al tempo di Ciro, il re Persiano, scrive: \u201ci Persiani per donare al loro Dio non praticavano il sacrificio, non accendevano il fuoco sacro e non spargevano il vino sulle tombe, per\u00f2 uno dei loro sacerdoti cantava un inno religioso\u201d e noi oggi sappiamo che questi canti religiosi non sono altro che inni di Zaratustra detti ghata. A quest\u2019epoca i musicisti venivano chiamati koniagar, appartenevano ad una casta molto alta e avevano un ruolo molto importante. L\u2019improvvisazione era un elemento essenziale, spesso il koniagar recitava e cantava le sue poesie improvvisandone la melodia. Uno tra i pi\u00f9 noti musicisti in questo periodo era Barbad che ha creato un sistema musicale fatto di 7 kossrawan\u00ec, 30 lahn e 360 dastan corrispondenti ai sette giorni della settimana, ai 30 giorni del mese e ai 360 giorni dell\u2019anno perci\u00f2 ogni giorno dell\u2019anno aveva un modo musicale corrispondente Alcuni di questi modi descrivono eventi storici del passato della Persia, altri descrivono varie stagioni ed altri ancora momenti di gioia, di dolore e altri stati d\u2019animo. Barbad era inoltre un eccellente improvvisatore; nei libri storici c\u2019\u00e8 un racconto su di lui che merita di essere qui riportato: si dice che il re persiano Kossrow aveva un cavallo chiamato Shabdiz, da lui molto amato e aveva avvisato tutti i funzionari del palazzo ed anche i guardiani del cavallo che se qualcuno avesse portato la notizia della morte di Shabdiz sarebbe stato subito ucciso. Gli scritti su questo evento raccontano che Shabdiz muore per una malattia, gettando tutti i sudditi nello sconforto, i quali, non sapendo come dare la notizia al re si rivolgono a Barbad, musicista della corte ed egli canta e suona improvvisando davanti al re, il quale intuisce subito l\u2019accaduto e dice: \u201cAllora Shabdiz \u00e8 morto!\u201d e questi risponde:\u201dha detto sua maest\u00e0 stessa che \u00e8 morto Shabdiz!\u201d, cos\u00ec vengono salvati i funzionari del palazzo.<br \/>\nCon la conquista della Persia nel 642 da parte degli arabi la musica koniai viene oscurata. Sul cielo della Persia compare la nuvola del silenzio quasi per 300 anni e la figura del musicista perde via via valore.<br \/>\nMery Boies nel suo libro \u201cIl mestiere del koniagar in Persia\u201d scrive: \u201c\u2026pare che in questo periodo buio le pratiche musicali del passato scompaiono apparentemente per due motivi: uno, che i brani cantati e suonati in Persia fino a quel tempo non venivano trascritti e un koniagar improvvisava senza l\u2019aiuto della notazione e componeva la musica sulle sue poesie; due, che dopo la conquista della Persia da parte degli arabi i poeti cominciarono a scrivere in lingua araba e si sostitu\u00ec alla metrica persiana quella nuova, chiamata aruz. Tra la fine del IX e primi decenni del X sec. il grande poeta e musicista persiano Rudak\u00ec, sulla base della tradizione, canta e suona con l\u2019arpa le canzoni del passato e da qui inizia una nuova epoca, in questo modo la musica preislamica con cambiamenti metrici (aruz) continua a vivere. In questo periodo, sotto le dinastie dei Samanidi e dei Ghaznevidi, si assiste ad un\u2019esaltazione della pi\u00f9 antica tradizione del passato, Ferdosi (morto nel 1020), poeta epico persiano, scrive la sua grande opera: \u201cShahname\u201d (il libro del re), in questo momento storico non \u00e8 raro sentire la musica dell\u2019epoca sassanide. Nel XII e XIII sec. fior\u00ec specialmente la teoria musicale che tocc\u00f2 uno dei suoi vertici con Safiadin (morto nel 1294), autore del libro \u201cKetabe-advar\u201d (il libro dei modi), pi\u00f9 avanti, sotto i Timuridi, Abdol Khader-e-maraghi (m. 1435) scrive il \u201cJameal-alhan\u201d (la raccolta delle melodie), in questo libro sono raccolti i pi\u00f9 antichi brani musicali persiani con notazione, esso divenne il testo di riferimento di tutto l\u2019oriente islamico. Nel XV secolo la musica persiana era raccolta in 12 maqam o modi che sono: oshagh, nava, busalik, rast, eraq, esfahan, zirafkand, bozorg, zanguleh, rahavi, hosseini, hejasi. Alcuni musicisti ne hanno aggiunti altri sei: ghavesht, gardunie, noruz, salmak, maye, shahnaz. Dalla met\u00e0 del 1800 nella dinastia Qajar i 12 maqam vengono riordinati in un sistema musicale chiamato radiff.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 il radiff?<br \/>\nRadiff in persiano significa ordine ed \u00e8 l\u2019insieme dei 12 modi (scale modali): 7 dastgah e 5 avazat, questo ordine \u00e8 proposto dai grandi maestri. All\u2019interno di ogni modo esistono delle frasi musicali chiamate ghushe. Nella met\u00e0 del XIX sec. la famiglia musicista Ali Akbar Farahani e poi i suoi figli Mirza Abdollah e Aga Hosseingoli hanno divulgato i loro radiff, i pi\u00f9 importanti attualmente in Iran.<br \/>\nI radiff pi\u00f9 importanti sono:<br \/>\n&#8211; Radiff di Mirza Abdollah (strumentale)<br \/>\n&#8211; Radiff Aga Hosseingoli (strumentale)<br \/>\n&#8211; Radiff Abdollah Davami (vocale)<br \/>\n&#8211; Radiff Taherzadeh (vocale)<br \/>\nQuesti radiff sono stati tramandati agli allievi.<br \/>\nI radiff trascritti:<br \/>\n&#8211; Radiff di Mirza Abdollh e di Aga Hosseingoli, trascritti dal grande musicista Vazir\u00ec nei primi del 1900<br \/>\n&#8211; Radiff di Mussa Maruf\u00ec che ha utilizzato i due radiff sopraccitati e li ha raccolti in un nuovo radiff.<br \/>\n&#8211; Radiff di Davami eseguito dal suo allievo Karimi, trascritto dal maestro Massudieh (vocale).<br \/>\n&#8211; Radiff di Abolhassan Saba, trascritto per violino, santur e setar.<br \/>\nInfine riportiamo qui sotto i nomi di dastgah e avazat:<br \/>\nDastgah Avazat<br \/>\n1)<br \/>\nShur &#8212;&#8212;&#8211; abuata<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; bayte tork<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-afshari<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-dashti<br \/>\n2) Homayun &#8212;&#8212;&#8212;- esfahan<br \/>\n3) Chargah<br \/>\n4) Segah<br \/>\n5) Nava<br \/>\n6) Mahur<br \/>\n7) Rast-pangegah<br \/>\nL\u2019arte dell\u2019improvvisazione:<br \/>\nSulla base del commento del maestro M. R. Lotfi si possono classificare i musicisti in quattro gruppi:<br \/>\n1) Musicisti che salgono sul palcoscenico e non eseguono musica scritta ma improvvisano affidandosi totalmente alla loro cultura musicale basata sul radiff.<br \/>\n2) Musicisti che suonano una percentuale minima di musica scritta e la maggior parte della loro esecuzione musicale \u00e8 improvvisata .<br \/>\n3) Musicisti che suonano col 100% di musica scritta.<br \/>\n4) Musicisti che suonano il radiff in maniera identica ai maestri del passato con minime variazioni negli abbellimenti.<br \/>\nL\u2019arte dell\u2019improvvisazione pura deve essere libera e senza una composizione a priori, questa libert\u00e0 avviene quando il musicista acquisisce a pieno l\u2019insegnamento del maestro e con una grande capacit\u00e0 musicale lo supera.<br \/>\nDarioush Madani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il testo del musicista iraniano.Darioush Madani In Mesopotamia e nell\u2019antico Egitto la musica si svilupp\u00f2 in maniera complessa, come ci attestano i documenti iconografici e lo studio etnomusicologico comparato sulle tradizioni musicali sopravvissute fino ad oggi. 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