{"id":38733,"date":"2006-12-25T05:06:18","date_gmt":"2006-12-25T05:06:18","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=87"},"modified":"2006-12-25T05:06:18","modified_gmt":"2006-12-25T05:06:18","slug":"amir-khusro-musico-e-poeta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/amir-khusro-musico-e-poeta\/","title":{"rendered":"Amir Khusro, musico e poeta"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20061225-Amir Khosru foto.jpg' width='300' height='404' alt='Amir Khosro' \/><\/div>\n<p>\n<b>Amir Khusro, musico e poeta<br \/>\nA cura di Alessandra Loffredo<\/b><br \/>\nMeglio conosciuto come Amir Khusro Dehlavi, fu uno dei maggiori poeti e musicisti indiani, vissuto a cavallo tra il XIII e il XIV secolo ed ancora oggi una delle figure iconiche della storia della cultura nel subcontinente indiano. <br \/>\nFonte.Internet<!--more-->Abul Hasan Yaminuddin Khusro &#8211;  o Khusrau o Khusraw &#8211; nacque nella citt\u00e0 di Patiali, attuale Uttar Pradesh nel 1253, dal padre  &#8211; capo della trib\u00f9 dei Lachin, originaria della Transoxiana e di lingua turca  e madre indiana musulmana di Delhi, dove madre e figlio si trasferirono dopo la morte del padre avvenuta nel 1260 e dove gi\u00e0 nel 1271 Amir complet\u00f2 il  primo di una lunghissima serie di Diwan, raccolte, di poesie. Nonostante le origini turche Khusro aveva appreso perfettamente Persiano, Arabo, Hindi e Sanscrito. Affascinato dalla poesia persiana emul\u00f2 in principio i versi del poeta Nizami, diventando poi a sua volta uno dei pi\u00f9 celebrati poeti Sufi di tutti i tempi. Ma oltre alla maestria poetica, Khusro aveva coltivato sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0 lo studio della antichissima tradizione musicale indiana. Venne prontamente invitato come poeta di corte presso i regnanti del Sultanato di Delhi, per spostarsi poi in varie zone del paese, dal Bengala al Multan, servendo sette diversi sovrani, sposandosi con una nobile fanciulla che gli dar\u00e0 3 figli e combattendo contro l&#8217;invasione dei Mongoli, fino al fondamentale incontro, nel 1310 con Nizamuddin Aulia, un mistico Sufi, originario di Bukhara e appartenente all&#8217;ordine Chisthi, rifugiato a Delhi a causa delle invasioni mongole, appunto.  <br \/>\nSecondo Nizamuddin Aulia il fine ultimo dell&#8217;esperienza terrena era la cura del cuore umano dal dolore e dalle sofferenze. Credeva che la devozione verso Dio potesse essere di due tipi: Lazmi, intransitiva, e Mutaaddi, transitiva. Nel primo caso, che prevede esclusivamente preghiere, digiuni e pellegrinaggi sacri, il fedele \u00e8 l&#8217;unico che ne ottiene i benefici, mentre nel secondo si \u00e8 fondamentalmente strumento di conforto per il prossimo. Secondo la sua visione, totalmente non violenta e fondata sul perdono, chi causa sofferenze al suo prossimo non pu\u00f2 mai raggiungere l&#8217; eccellenza dello spirito: sebbene ci siano molte vie per raggiungere Dio, offrire comprensione e aiuto al cuore umano \u00e8 certamente la pi\u00f9 sicura e rapida. Le sue parole di conforto attraversarono ogni barriera religiosa e il suo dargah, tomba &#8211; santuario in New Delhi, \u00e8 ancora oggi meta continua di pellegrini di ogni credo.<br \/>\nLa predicazione di Nizamuddin Aulia influenz\u00f2 profondamente Khusro, che ne divenne il pi\u00f9 fedele discepolo e cantore. Alla morte di questi, Khusro si ritir\u00f2 dalla vita mondana e visse 6 mesi in preghiera accanto alla tomba di Aulia. Furono gli ultimi, perch\u00e8 anche il discepolo mor\u00ec nel 1326 e accanto al suo maestro venne sepolto.<br \/>\nSono innumerevoli le composizioni poetiche a musicali a lui attribuite ma purtroppo nessun documento originale ci \u00e8 fino ad ora pervenuto della sua enorme produzione in Hindi, al contrario di quella tramandata in  Persiano da antichi testi. Paheli, enigmi &#8211; indovinelli, Dohas, distici e Geets, canzoni, sembra siano giunti a noi esclusivamente per tradizione orale, attraverso i qawwals, cantanti di Qawwali, i Mirasis e i Bhands, intrattenitori professionisti, ma anche  attraverso le Ayah, donne del popolo impiegate come balie e inservienti  dalle famiglie nobili e passando dunque attraverso queste a far parte del patrimonio culturale di tutti. E&#8217; probabile quindi  che i testi siano stati ampiamente modificati e adattati, ma rispecchiando sempre il sentimento di sorpresa, universalit\u00e0 e amore presenti nelle altre opere certamente autentiche di Khusro.<br \/>\nL&#8217;apporto straordinario di Khusro alla cultura indiana fu quello di fondere definitivamente la tradizione musicale e poetica persiana con quella indiana. A lui sono attribuiti l&#8217;applicazione del sistema persiano Maqam alla classificazione dei Raga indiani, l&#8217;invenzione di nuovi Raga stessi e di nuovi schemi ritmici, Taal, la diffusione del Qawwali, l&#8217;invenzione di nuove forme di canto come la Tarana, il Khayal, il Naqsh e la Qalbana, e ogni innovazione che nei secoli venne apportata alla musica del subcontinente, fino al punto di produrre leggende ed evidenti anacronismi, come quello che lo vuole inventore del Sitar, strumento che molto pi\u00f9 probabilmente fece la sua comparsa solo nel XVIII secolo. <br \/>\nUn celebre Qawwali:<br \/>\nHai preso con te i miei sguardi, la mia identit\u00e0 solo con un&#8217;occhiata<br \/>\nFacendomi bere il vino con la tua pozione d&#8217;amore mi hai avvelenato solo con un&#8217;occhiata<br \/>\nTi do la mia vita, oh mio tintore, mi hai tinto di te solo con un&#8217;occhiata<br \/>\nTi do la mia vita intera, oh Nijam,<br \/>\nHai fatto di me la tua sposa solo con un&#8217;occhiata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amir Khusro, musico e poeta A cura di Alessandra Loffredo Meglio conosciuto come Amir Khusro Dehlavi, fu uno dei maggiori poeti e musicisti indiani, vissuto a cavallo tra il XIII e il XIV secolo ed ancora oggi una delle figure iconiche della storia della cultura nel subcontinente indiano. 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