{"id":38682,"date":"2006-12-25T07:04:05","date_gmt":"2006-12-25T07:04:05","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/item\/34"},"modified":"2006-12-25T07:04:05","modified_gmt":"2006-12-25T07:04:05","slug":"anahid-baklu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/anahid-baklu\/","title":{"rendered":"Anahid Baklu"},"content":{"rendered":"<p><b>Anahid Baklu <\/b> \u00e8 nata nel nord dell&#8217;Iran nel 1965. Nel 1986 ha pubblicato il lavoro teatrale Taghfire Sarneveshtast (Era colpa del destino). In Iran i suoi testi poetici sono stati pubblicati su varie riviste, e di lei ha scritto il famoso critico Reza Baraheni in Tara Dar Mes (Oro nel reame, 1989). Nel 1992, con Kamiar Shahpur, ha tradotto in persiano Cesare Pavese. Ha pubblicato la raccolta poetica Asre caff\u00e9 (Il pomeriggio del caff\u00e9, 1990).<br \/>\nVive tra Roma e Dubai, e in Italia ha recitato le sue poesie nel corso di manifestazioni al Palazzo delle Esposizioni e al Caff\u00e9 Notegen (Roma 1992) ed \u00e8 stata pubblicata nel Quaderno Mediorientale II della collana &#8220;Cittadini della Poesia&#8221; (Loggia de&#8217;Lanzi 2000).<br \/>\nFonte.<b>www.sagarana.it<\/b><\/p>\n<p><!--more--><b>L&#8217;ALBERO SPOGLIO DELL&#8217;AUTUNNO<\/b><\/p>\n<p>L&#8217;albero spoglio dell&#8217;autunno<br \/>\ngi\u00e0 s&#8217;annerisce.<br \/>\nHo strappato la punta delle lancette<br \/>\nche scimmiottano le ore della mia morte<br \/>\ndalle ombre livide inclinate.<br \/>\nE la pianta eretta nella sua crescita incerta<br \/>\nsomiglia alle nostre mani.<br \/>\nVieni, io costantemente ti chiamo,<br \/>\ne la mia luna scioglie il ghiaccio della solitudine.<\/p>\n<p>\nMio cuore, cinque piume di luce salite in alto.<br \/>\nAh, mio cuore, tu cos\u00ec soffice<br \/>\ncompagno di giochi della luna<br \/>\ncon le ali chiare e oscure<br \/>\ndella luna ritardi l&#8217;ingresso.<br \/>\nE la luce tremante, nel tempo<br \/>\ndel mio sonno, guarda la mia veglia.<\/p>\n<p>\nIo ho diversi amori gioiosi<br \/>\nche non controllo.<br \/>\nE&#8217; stato nella lotteria del sole<br \/>\nche ho perduto la nuvola dell&#8217;amore,<br \/>\nsono cos\u00ec le nostre mani di rugiada.<br \/>\nTu resta, che non manchi la tua ombra dalla mia<br \/>\ntesta di girasole<\/p>\n<p>Sai che il cuore dell&#8217;albero palpita ancora?<br \/>\nL&#8217;albero promesso al tuo scheletro.<br \/>\nI morti delle diverse ombre dicono:<br \/>\n&#8220;Almeno non subire il colpo del picchio&#8221;.<br \/>\nL&#8217;albero sorride al picchio<br \/>\nquesto \u00e8 il suo ultimo intento.<br \/>\nEd io quando aspetto la morte che<br \/>\ni condannati degli alberi allineati sanno,<br \/>\nil comando che libera lo spazio \u00e8 il vento nell&#8217;aria.<\/p>\n<p>\nLa finestra aperta, io chiusa<br \/>\nblu espanso e senza scopo<br \/>\ne il legame ha impiccato la stoffa della tenda.<br \/>\nDall&#8217;albero nessun segno,<br \/>\nall&#8217;improvviso il vaso del colore<br \/>\nsi rompe in mezzo al cielo.<\/p>\n<p>\nIo dalle tue labbra sfumate di petunia<br \/>\nho cantato l&#8217;improvvisarsi del giardino.<br \/>\nAvevo gli occhi negli occhi del vino per poterti bere.<br \/>\nIl calice misurato della mia et\u00e0<br \/>\n\u00e8 il taglio amaro di un amore ribelle.<br \/>\nChe sia una lunga primavera<br \/>\nla tua anima rosa accanto a me.<\/p>\n<p>\nResta, nella curva dell&#8217;ultima fine<br \/>\ncon il vento che cavalca da solo.<br \/>\nAll&#8217;ultimo sguardo rapido, femminile,<br \/>\ninteramente femminile nella scelta del migliore<br \/>\nper quanto sono frettolosa dimentico nello specchio<br \/>\nla delicata satira del sorriso.<br \/>\nVaga, con il cavalcare solitario del vento<br \/>\nnella curva dell&#8217;ultima fine.<\/p>\n<p>\n<b>La Storia<\/b><\/p>\n<p>Il primo giorno tutto \u00e8 solitudine<br \/>\nsotto la manciata di cenere<br \/>\nla notte si spargono farfalle di cenere<br \/>\nnel domicilio della solitudine.<br \/>\n<b><\/p>\n<p>Il secondo giorno<\/b><\/p>\n<p>Il secondo giorno, dopo il sonno,<br \/>\nl&#8217;albero ed io, gli occhi nella nostra tortuosit\u00e0.<br \/>\nPer amicizia l&#8217;albero bussa alla finestra.<br \/>\nAhim\u00e9! Io so che quando lancio il laccio<br \/>\nprima del viaggio, l&#8217;albero mi strangola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anahid Baklu \u00e8 nata nel nord dell&#8217;Iran nel 1965. Nel 1986 ha pubblicato il lavoro teatrale Taghfire Sarneveshtast (Era colpa del destino). In Iran i suoi testi poetici sono stati pubblicati su varie riviste, e di lei ha scritto il famoso critico Reza Baraheni in Tara Dar Mes (Oro nel reame, 1989). 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