{"id":38674,"date":"2006-12-15T15:00:52","date_gmt":"2006-12-15T15:00:52","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/item\/30"},"modified":"2006-12-15T15:00:52","modified_gmt":"2006-12-15T15:00:52","slug":"forugh-farrokhzad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/forugh-farrokhzad\/","title":{"rendered":"Forugh Farrokhzad"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/2\/20061218-furough28   1.JPG' width='178' height='155' alt='forough farokhzad' \/><\/div>\n<p>\n<b>Forugh Farrokhzad, la poetessa che sfid\u00f2 l&#8217;Islam<br \/>\nDi: Antonio Colecchia<br \/>\nfonte.internet<br \/>\nNotti insonni\/Ascolto vuoti silenzi\/ Elaboro il nulla\/Setaccio il mare\/Il dolore \u00e8 gi\u00e0 Amore.<br \/>\nAncora oggi, a quasi 40 anni dalla sua morte, rimane come il punto di riferimento per la poesia persiana femminile, l\u2019unica coraggiosa voce del dissenso e della ribellione, un mito che \u00e8 riuscito a superare, oltre la morte, anche la rivoluzione islamica<\/b><!--more-->Notti insonni<br \/>\nAscolto vuoti silenzi<br \/>\nElaboro il nulla<br \/>\nSetaccio il mare<br \/>\nIl dolore \u00e8 gi\u00e0<br \/>\nAmore.<br \/>\nForugh Farrokhzad, nera, brusca, bruciante. L\u2019iraniana dolce e ribelle che con la sua poesia sfid\u00f2 la tradizione islamica.<\/p>\n<p>Forugh Farrokhzad nacque a Teheran il 5 gennaio del 1934, figlia di un militare e di una casalinga. Segu\u00ec gli studi di disegnatrice di moda e si dedic\u00f2 alla pittura. A sedici anni spos\u00f2 un anziano cugino, disegnatore e caricaturista, con un matrimonio combinato dalla famiglia secondo la tradizione islamica.<br \/>\nNello stesso periodo inizi\u00f2 a scrivere versi. Nel 1952 pubblic\u00f2, incoraggiata anche dal marito, la sua prima raccolta di poesie \u201cAssir\u201d (la prigioniera). Fu un grande scandalo: per la prima volta una donna islamica esprimeva le proprie emozioni intime con versi espliciti e immediati. Giudicata peccatrice e immorale, sub\u00ec la critica pi\u00f9 aspra e offensiva dalla cultura integralista bigotta e tradizionalista: fu denominata ben presto la poetessa del peccato.<\/p>\n<p>\u201cLo desidero perch\u00e9 mi stringa a s\u00e9<br \/>\nmi stringa a s\u00e9 che sono folle d\u2019amore<br \/>\ne avvolga alla mia esistenza, forte<br \/>\nquelle braccia possenti e calde<br \/>\nvorrei, nei suoi baci ardenti<br \/>\ncercare rovente passione del piacere.\u201d<\/p>\n<p>Farrokhzad diventa, suo malgrado, la voce del dissenso femminile, non per una consapevolezza intellettuale, ma istintivamente: il suo scopo era di far comprendere l\u2019integrit\u00e0 individuale di una donna, artista e poeta che si avvicina all\u2019arte senza dover mascherare la propria realt\u00e0 interiore.<br \/>\n\u201cCoraggiosa, non cercava n\u00e9 alibi n\u00e9 difese, come i professionisti del dolore conosceva da vicino i loro desideri, l&#8217;orrore del mondo, e come gli esperti della giustizia sentiva la necessit\u00e0 della lotta senza mai tradire la sua ispirazione profonda\u201d, \u00e8 la prima donna in Iran a scrivere di amore, desiderio, sensualit\u00e0, e questo era intollerabile. &#8220;Annegate (nella loro) giovent\u00f9 non colpevole&#8221; e limitate ad una vita repressa dietro le tenda delle tradizioni, le donne giovani come lei hanno desiderato liberarsi dalla prigione della castit\u00e0 velare e hanno forzato il comportamento tradizionale, gridando fuori la propria natura.<\/p>\n<p>\n<b>Il mio amato<\/b><\/p>\n<p>Il mio amato<br \/>\ncon quel corpo nudo sfrontato<br \/>\nstava come la morte<br \/>\nsulle sue gambe possenti.<\/p>\n<p>Impazienti linee curve<br \/>\nseguivano<br \/>\ni suoi lombi ribelli<br \/>\nnei loro disegni fermi.<\/p>\n<p>Il mio amato<br \/>\nsembra perso da generazioni<br \/>\ncome un tartaro<br \/>\nnel costante agguato di un cavaliere<br \/>\nnell&#8217;abisso dei suoi occhi.<br \/>\nO un berbero<br \/>\ntrafitto dal sangue caldo di una preghiera<br \/>\nnel fresco bagliore dei suoi denti.<\/p>\n<p>Il mio amato<br \/>\ncome la natura<br \/>\nha un franco ineluttabile concetto<br \/>\napprova<br \/>\nl&#8217;onesta legge del potere<br \/>\ncon il mio fallimento.<\/p>\n<p>E&#8217; selvaggiamente libero<br \/>\ncome un sano istinto<br \/>\nnelle profondit\u00e0 di un&#8217;isola deserta.<br \/>\nToglie<br \/>\ndalle scarpe la polvere delle strade<br \/>\ncon i brandelli della tenda di Majnun.<\/p>\n<p>Il mio amato<br \/>\nsembra sia stato straniero<br \/>\ndall&#8217;inizio della sua esistenza<br \/>\ncome un dio in un tempio nepalese.<br \/>\nE&#8217; un uomo dei secoli passati<br \/>\nuna reminiscenza della bellezza originaria.<\/p>\n<p>Nel suo spazio<br \/>\ncome nel profumo dell&#8217;infanzia<br \/>\ncostantemente risveglia<br \/>\nmemorie innocenti.<br \/>\nE&#8217; come un&#8217;allegra canzone popolare<br \/>\npiena di barbarie e nudit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo 3 anni, il legame matrimoniale cominci\u00f2 a pesare sul suo temperamento artistico\u2013intellettuale, anche perch\u00e9 non accettava la supremazia maschile che la legge coranica imponeva e a cui il marito si rifaceva. Scelse il divorzio e, per poterlo ottenere, dovette rinunciare per sempre a vedere il suo figlioletto di tre anni. Una scelta difficile compiuta per la passione e l\u2019amore per la poesia e per l\u2019arte. Ricominci\u00f2 a disegnare e a dipingere; scrisse altre due raccolte di poesia \u201cDivar\u201d (il muro)<\/p>\n<p>\u2026. Ed in quella citta\u2019<br \/>\nIl castello dei sogni avr\u00e0 una serratura d\u2019oro pesante<br \/>\nI vostri occhi con il loro grido silenzioso<br \/>\nOffuscher\u00e0 la mia vista<br \/>\nCos\u00ec come i vostri oscuri segreti<br \/>\nCostruiranno una parete intorno me.<\/p>\n<p>\u201cLe tue spalle sono<br \/>\ntorri di ferro<br \/>\nsplendore sublime del sangue e vita<br \/>\ndel colore di un braciere ramato<br \/>\nNel silenzio del tempio di passione<br \/>\ndormo accanto al tuo corpo, fervida<br \/>\nsegno dei miei baci sulle tue spalle<br \/>\nsegno del morso ardente del serpente<br \/>\nLe tue spalle sono<br \/>\ndirezione di preghiera per i miei occhi bramosi<br \/>\nLe tue spalle sono pietra<br \/>\ndove appoggio la fronte in adorazione.\u201d<\/p>\n<p>e Osyan (la ribellione).<\/p>\n<p><b>Il dono<\/b><\/p>\n<p>Parlo dal profondo della notte<br \/>\ndal profondo del buio<br \/>\ne dal profondo della notte<br \/>\nparlo<br \/>\nse verrai a mia casa, amico<br \/>\nportami una luce e una finestra<br \/>\nche io possa osservare attraverso<br \/>\nla folla felice nel vicolo.<\/p>\n<p>Nel 1958 conobbe il regista\u2013scrittore Ebrahim, di cui diventa fedele collaboratrice e con il quale nasce un intenso legame amoroso che, fra alti e bassi, l\u2019accompagner\u00e0 fino alla sua morte. Inizi\u00f2 a occuparsi anche di montaggio, sceneggiatura e regia. Si ciment\u00f2 nel 1963 anche come attrice in \u201cSei personaggi in cerca di autore\u201d di Luigi Pirandello. Nel 1962 realizz\u00f2 un documentario sulla vita dei lebbrosi in una casa di cura di Tabriz dal titolo\u201d Khan\u00e8 siyah ast\u201d (La casa \u00e8 nera), che vinse il primo premio alla regia al festival di Uberhausen e nello stesso anno pubblic\u00f2 la sua opera poetica pi\u00f9 importante, \u201ctavallodi digar\u201d (l\u2019altra nascita ).<\/p>\n<p>\u201cPiu\u2019 sola di una foglia<br \/>\nCol peso delle mie gioie lontane<br \/>\nAdagio avanzo<br \/>\nSulle acque azzurre d\u2019estate<br \/>\nFino alla terra della morte<br \/>\nFino alla riva nostalgica d\u2019autunno \u201c<\/p>\n<p>Nel 1965 l\u2019UNESCO realizz\u00f2 due cortometraggi sulla sua vita. Nel 1966 partecip\u00f2 alla seconda edizione del festival cinematografico di Pesaro.<\/p>\n<p>Tra mari pericolosi<br \/>\nho navigato<br \/>\nSotto foschi cieli<br \/>\nho camminato<br \/>\nma la tua luce<br \/>\nmi ha sempre guidato<\/p>\n<p>Sono depressa<br \/>\nVado nel giardino e stendo le dita<br \/>\nSulla pelle tesa della notte<br \/>\nLe lampade che si uniscono sono spente<br \/>\nNessuno mi introdurr\u00e0 alla luce del sole<br \/>\nO mi accompagner\u00e0\u2019<br \/>\nAl raduno dei passeri<br \/>\nImpara il volo a memoria<br \/>\nGiacch\u00e8 l\u2019uccello \u00e8 mortale<\/p>\n<p>Non cess\u00f2 la sua intensa attivit\u00e0 di scrittrice e tradusse in persiano molte poesie occidentali. Era in piena attivita\u2019 produttiva quando, il 14 febbraio del 1967, perse la vita in un incidente stradale a Theran.<\/p>\n<p>La mia morte verr\u00e0 un giorno<br \/>\nUn giorno di primavera, luminoso e bello<br \/>\nun giorno di inverno, distante polveroso,<br \/>\nun vuoto giorno di autunno, privo di gioia.<br \/>\nLa terra mi invita nel suo abbraccio,<br \/>\nLa gente mi raccoglie e mi seppellisce l\u00e0<br \/>\nForse a mezzanotte i miei ammiratori<br \/>\nPoseranno sopra di me corone con tante rose.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 pubblicata postuma l\u2019ultima, e forse anche la pi\u00f9 importante, raccolta poetica, \u201cIman biavarim be aghaz-e fasl-e sard\u201c (Crediamo soltanto all\u2019inizio della stagione fredda). Ancora oggi, a quasi 40 anni dalla sua morte, rimane come il punto di riferimento per la poesia persiana femminile, l\u2019unica coraggiosa voce del dissenso e della ribellione, un mito che \u00e8 riuscito a superare, oltre la morte, anche la rivoluzione islamica. Un punto fermo per le generazioni di artisti che vogliono inventare nuovi spazi di libert\u00e0. A distanza di tanti anni \u00e8 ancora fra i poeti persiani pi\u00f9 amati e letti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non ho guardato?<br \/>\nCome quando l\u2019uomo passava lungo gli alberi bagnati<br \/>\nPerch\u00e9 non ho guardato<br \/>\nSembra avesse pianto mia madre quella notte<br \/>\nQuella notte che giunsi al dolore e l\u2019embrione si form\u00f2<br \/>\nQuella notte che divenni la sposa delle spighe d\u2019acacia<br \/>\nQuella notte Isfahan era colma d\u2019echi di azzurre maioliche<br \/>\nE colui che era la mia met\u00e0<br \/>\nEra ritornato dentro il mio embrione<br \/>\nE io lo vedevo nello specchio<br \/>\nChe era puro e luminoso come specchio<br \/>\nE d\u2019improvviso mi chiam\u00f2<br \/>\nE io divenni la sposa delle spighe di acacia.<\/p>\n<p>&#8220;Risalir\u00f2<br \/>\nla scala della Vita<br \/>\nper ritrovare<br \/>\nun sogno<br \/>\ne sentir\u00f2 pulsare<br \/>\nil cuore<br \/>\nin eufonia<br \/>\ndi Pace&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forugh Farrokhzad, la poetessa che sfid\u00f2 l&#8217;Islam Di: Antonio Colecchia fonte.internet Notti insonni\/Ascolto vuoti silenzi\/ Elaboro il nulla\/Setaccio il mare\/Il dolore \u00e8 gi\u00e0 Amore. 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