{"id":38670,"date":"2006-12-15T14:53:54","date_gmt":"2006-12-15T14:53:54","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/item\/27"},"modified":"2006-12-15T14:53:54","modified_gmt":"2006-12-15T14:53:54","slug":"kambiz-tashayoee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/kambiz-tashayoee\/","title":{"rendered":"Kambiz Tashayoee"},"content":{"rendered":"<p><b>Kambiz Tashayoee, nato a Tehran nel 1947,poeta,scrittore,traduttore e professore di musica, vive a Padova. Studioso di letteratura europea, in particolare quella del Novecento, ha ricevuto numerosi premi letterari sia in Italia che all&#8217;estero. Collabora con traduzioni alla rivista iraniana di poesia &#8220;Magazine Sh\u00e9r&#8221;.<br \/>\nTratto dal libro:Fin dietro al tempo<br \/>\nPrefazione di Sabino S. Acquaviva. Nota di Carla Rugger. Disegni del pittore danese Ib Nielsen.<br \/>\nVeneta Editrice<\/b><!--more-->Le sue poesie sono inserite in varie antologie e molte riviste letterarie. Collabora con riviste e letterarie italiane e con la rivista &#8220;Punto di Vista&#8221; attraverso la quale ha presentato celebri poeti iraniani dei quali ha tradotto numerose poesie. In riviste letterarie iraniane ha presentato e tradotto poesie di poeti italiani, tra cui G. Carducci e L. Pirandello.<br \/>\nHa partecipato a molti premi letterari ottenendo oltre ottanta importanti riconoscimenti, tra questi il primo premio al &#8220;Citt\u00e0 di Venezia&#8221;. La &#8220;Accademia Internazionale Artistico-Letteraria Citt\u00e0 di Boretto&#8221; (Reggio Emilia) lo ha nominato prima &#8220;Accademico di Merito, quale membro Honoris Causa a vita&#8221;, poi &#8220;Cavaliere Accademico al Merito della Cultura internazionale&#8221; e in seguito &#8220;Commendatore al Merito della Cultura internazionale&#8221;. Questi riconoscimenti gli sono stati conferiti &#8220;per l&#8217;elevazione del sentimento umano e particolari benemerenze culturali ed artistiche attraverso i pi\u00f9 nobili ideali di vita&#8221;.<br \/>\nNel 1995 ha pubblicato il libro di poesie Fin dietro al tempo, con la prefazione del prof. Sabino S. Acquaviva (Universit\u00e0 di Padova, facolt\u00e0 di Sociologia) che cos\u00ec ha scritto, tra l&#8217;altro: \u00abCome Leopardi parla di noi in maniera chiara e umana, i versi di Kambiz ci aiutano a interpretare o fissare i sentimenti pi\u00f9 nobili o pi\u00f9 drammatici. Ci aiuta a descrivere noi stessi, il nostro bisogno d&#8217;infinito; ci offre versi e pensieri che dureranno in eterno, come eterni, secolo dopo secolo, sono i sentimenti, i bisogni e i desideri di ogni uomo, ogni donna, ogni generazione\u00bb.<\/p>\n<p><b>Fin dietro al tempo<\/b><br \/>\nMeditare sotto le scale della notte,<br \/>\nla sete delle voci<br \/>\ne delle parole che hanno odore dell&#8217;amore<br \/>\nper l&#8217;uomo<br \/>\nmi hanno portato sulle ali<br \/>\ndell&#8217;alba.<br \/>\nQuesto profumo mi chiama,<br \/>\nmi trascina via per via<br \/>\ne mi fa attraversare ponti lignei vecchi<br \/>\ne rotti fino ai sentieri,<br \/>\npunti lontani.<br \/>\nPer stringere queste<br \/>\nmani,<br \/>\nfin dietro al tempo sono fermo.<\/p>\n<p>portiamo perfazione e la nota del suo libro.<\/p>\n<p>La prefazione di Sabino S. Acquaviva<br \/>\nUn poeta originario di un paese lontano parla di noi? Della vita e della morte, dei significati dell&#8217;esistenza? Eccoci tutti impegnati a tentare di scoprire le origini profonde della sua maniera di pensare e scrivere, a faticare per cogliere frammenti della sua cultura, del mondo e dei valori in cui si \u00e8 formato, e questo in ogni pagina riga o parola. Invece no, parlare delle poesie di Kambiz M. Tashayoee , riflettere sui suoi versi, significa confrontarsi con qualche cosa di universale, sia nel linguaggio che nei contenuti. I sentimenti che descrive non sono dell&#8217;Asia o dell&#8217;Europa, dell&#8217;Islam o del Cristianesimo. Semplicemente riguardano l&#8217;uomo. Usando un linguaggio poetico affascinante si confronta con i dolori e le gioie, lo stupore e le disillusioni, i sogni e la realt\u00e0, di uomini e donne di questo pianeta. Ma forse, anche se le chiavi di lettura delle sue poesie sono molteplici, quella che pi\u00f9 mi convince dipana il problema del tempo. &#8220;La cenere del tempo&#8221;, osserva, &#8220;siede sul grido dell&#8217;uomo, l&#8217;eco del ritmo della morte nella tromba d&#8217;aria del cosmo si sente all&#8217;infinito&#8221;. Ma la morte, il tempo, l&#8217;infinito, sono presenti nella mente di ognuno di noi. Dalle ricerche sull&#8217;esperienza religiosa condotta da psicologi e sociologi emergono conclusioni che gi\u00e0 sono nella filosofia e nelle poesie di Kambiz: &#8220;Nella culla della notte sogno, il sognare l&#8217;immortalit\u00e0 \u00e8 il sogno di un sogno&#8221;. Questo desiderio di sfuggire la morte, di essere per sempre, \u00e8 di tutti. Tutti vorrebbero esprimere desideri e sentimenti parlando, come fa Kambiz con una sintesi affascinante, di &#8220;binari dell&#8217;infinito&#8221; o esprimendo il desiderio di &#8220;chiudere la porta dietro all&#8217;universo&#8221;. Con i suoi versi riesce a esprimere sentimenti e pensieri di quanti hanno interrogato la vita, la morte, l&#8217;infinito e l&#8217;eterno. Ma anche di chi ripetutamente si domanda quali sono le origini dell&#8217;universo.<br \/>\nIn conclusione, un poeta calato nella vita che non viene catturato dal rarefatto mondo di una poesia criptica e incomprensibile per la maggioranza degli uomini. Come Leopardi parla di noi in maniera chiara ed umana: i suoi versi ci aiutano a interpretare o fissare i sentimenti pi\u00f9 nobili o pi\u00f9 drammatici. Ci aiuta a descrivere noi stessi, il nostro bisogno di infinito: ci offre versi e pensieri che dureranno in eterno, come eterni, secolo dopo secolo, sono i sentimenti, i bisogni e i desideri di ogni uomo, ogni donna, ogni generazione.<br \/>\nLa nota di Carla Rugger<br \/>\nNella poesia di Kambiz M. Tashayoee vibra il silenzio &#8211; il silenzio parla &#8211; \u00e8 tangibile come una ferita, \u00e8 vulnerabile, \u00e8 sereno, incorruttibile. Si circonda di note cristalline, proteggono ci\u00f2 che sta dentro in questo suo silenzio: la sua voce, la sua essenza, la sua nudit\u00e0.<br \/>\nEchi antichi si insinuano sotto il velo delle parole del poeta d&#8217;oggi che accetta la sfida del mondo (sfidando egli stesso) con la sua isola di felicit\u00e0 e di tormento. Il simbolismo delle sue immagini interiori ne accentua il significato; l&#8217;enigma si risolve lentamente aprendo varchi infiniti di possibilit\u00e0. Un fuoco caldo di parole lievitano con il loro peso consapevole in seno al mondo. Allusioni, echi profondi si infrangono sulle dure pareti dell&#8217;esistere provocando scintille di saggezza. Il poeta &#8220;dice&#8221;, assumendo di volta in volta aspetti disarmanti; un pensiero si allunga all&#8217;infinito.<br \/>\nIl titolo della lirica che d\u00e0 inizio alla raccolta ha peso metafisico nel susseguirsi del verso: &#8220;&#8230;Meditare sotto le scale della notte | la sete delle voci e delle parole che hanno odore dell&#8217;amore | Fin dietro al tempo sono fermo.&#8221; Ci\u00f2 che sta alle sue spalle, il poeta \u00e8 l\u00e0, nel tempo e oltre il tempo, immobile nella sua pura essenza, pronto a raccoglierne la memoria, echi e timbri millenari; egli ha &#8220;sete&#8221; delle antiche voci, delle &#8220;parole&#8221; che hanno forgiato l&#8217;uomo, l&#8217;umanit\u00e0, e con il suo desiderio d&#8217;infinito, nel buio che \u00e8 anche luce, \u00e8 pronto a superare ogni ostacolo, ogni avversit\u00e0.<br \/>\nOgni parola di questa intensa silloge \u00e8 un invito alla riflessione; i versi liberano vortici di energia spirituale e cosmica, il linguaggio che ne deriva assume connotazioni differenti. Talvolta il verso s&#8217;allunga come un lungo respiro sul mondo, e in questo ritmo silenzioso percorso da fremiti si cela la purit\u00e0 di un pensiero che cerca approdi e certezze per sopravvivere. Ma al suo interno, nel nucleo mobile e inquieto, un desiderio spinge a guidare il Destino, o di imbrigliarne i disegni. La voce del poeta talora si fa forte, ora lieve, ma sempre, al suo interno umori e pulsioni scorrono come lava incandescente sul suo tessuto innocente. Egli corre incontro alla Poesia -timbro del sangue- come un assetato, come un bambino che protende le braccia per afferrare l&#8217;oggetto del suo desiderio. Si dona; crede nell&#8217;umanit\u00e0 e nel suo riscatto, sa che l&#8217;uomo conserva in s\u00e8 semi di saggezza e di giustizia-crescer\u00e0, allora, cos\u00ec che dalla fonte della vita fluiranno rivoli di pace. Desiderio del poeta, desiderio dell&#8217;uomo.<br \/>\nLentamente la poetica di Kambiz si inoltra sul terreno della Storia umana illuminando zone d&#8217;ombra per lasciar spazio a porzioni di verit\u00e0. Egli si interroga, ascolta, pensa, giudica, ma \u00e8 il suo, un giudizio privo di condanna. La sua acutezza di sentimenti gli permette di &#8220;vedere&#8221; ci\u00f2 che altri non vedono, di percepire il &#8220;ventre&#8221; del mondo con le sue laceranti contraddizioni. Giustizia, libert\u00e0, verit\u00e0 sono i cardini su cui appoggia la sua poesia, che diventa cos\u00ec, forza universale, voce solitaria che penetra con il suo timbro particolare &#8220;la dura scorza&#8221; del vivere. L&#8217;amore per Kambiz \u00e8 fonte inesauribile di stimolo; la donna nei suoi versi \u00e8 simbolo di eterne dolcezze, idealizzata dal poeta essa percorre i suoi sogni, li fa fremere; \u00e8 un amore che scorre come rivoli di miele, acqua di sorgente in cui dissetare se stesso. Questo invincibile, folle sentimento guida la sua raccolta poetica, si fa portavoce e messaggio; s&#8217;uniscono il senso del presagio, l&#8217;ineluttabilit\u00e0 del Destino, la metafora, l&#8217;idealismo, che coinvolgono in maniera indissolubile il pensiero di Kambiz, poeta del silenzio e della meditazione. L&#8217;eco delle sue parole assorbe il peso della Storia fatta di tragicit\u00e0 e di errori; egli ripone speranza nell&#8217;uomo affinch\u00e9 possa risvegliarsi da un torpore che annienta il suo spirito, la sua capacit\u00e0 di &#8220;essere&#8221; in seno al mondo. Ma \u00e8 attraverso e mediante l&#8217;Amore, la comprensione che si potranno raggiungere in parte le segrete aspirazioni dell&#8217;umanit\u00e0 sofferente; per il poeta questo &#8220;assioma&#8221; diventa imperioso, lo fa vivere; il suo grido \u00e8 come un macigno scagliato nelle viscere dell&#8217;indifferenza.<br \/>\nMa attenzione alle voci, alterne stridule voci che vorrebbero sopraffare la voce intima del poeta, il suo silenzio che \u00e8 impasto di parola e gesto. Egli afferma: &#8220;&#8230; Cambiate i posti dei quadri come si cambia l&#8217;inverno con la primavera, l&#8217;alba con il tramonto. Spostate i vasi dei fiori e le sedie. Ma, non cambiate la tonalit\u00e0 della voce. &#8221; Non alterate la vostra voce, egli dice, non forzate la mia a mutare, essa ha necessit\u00e0 di librarsi scevra d&#8217;ogni scoria, innocente sulla scena del mondo, affinch\u00e8 scorra sul &#8220;binario&#8221; delle infinite possibilit\u00e0. Non stridule alternanze, dunque, per non turbare l&#8217;intimo colloquio con il &#8220;s\u00e8&#8221; con la natura, l&#8217;universo delle idee e la loro trascendenza.<br \/>\nKambiz, poeta del divenire &#8211; che si inoltra con passo leggero ma deciso nel duro cammino della conoscenza umana, lo sguardo indagatore sul mondo; frangere, infine, con la sua poesia lo status di incomunicabilit\u00e0, tipico ora della nostra epoca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kambiz Tashayoee, nato a Tehran nel 1947,poeta,scrittore,traduttore e professore di musica, vive a Padova. Studioso di letteratura europea, in particolare quella del Novecento, ha ricevuto numerosi premi letterari sia in Italia che all&#8217;estero. Collabora con traduzioni alla rivista iraniana di poesia &#8220;Magazine Sh\u00e9r&#8221;. Tratto dal libro:Fin dietro al tempo Prefazione di Sabino S. Acquaviva. 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