{"id":38665,"date":"2006-12-15T14:47:16","date_gmt":"2006-12-15T14:47:16","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/item\/23"},"modified":"2006-12-15T14:47:16","modified_gmt":"2006-12-15T14:47:16","slug":"gina-labriola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/gina-labriola\/","title":{"rendered":"Gina Labriola"},"content":{"rendered":"<p><b>Due poesie di Gina Labriola<br \/>\nFonte.Internet<br \/>\n\u00e8 nata a Chiaromonte (Potenza) e si \u00e8 laureata a Bari in Lettere Classiche.<br \/>\nE&#8217; vissuta undici anni in Iran dove ha lavorato presso l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Teheran quale collaboratrice dell&#8217;ISMEO (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente), corrispondente dell&#8217;ANSA e lettrice presso l&#8217;Universit\u00e0 di Teheran.<br \/>\nE&#8217; visuta poi in Spagna, a Barcellona.<\/b><!--more-->Ha insegnato per oltre quindici anni Lingua e Letteratura Italiana presso l&#8217;Universit\u00e0 di Rennes in Bretagna e attualmente risiede a Parigi.<\/p>\n<p>Quando pu\u00f2 si trasferisce nella sua casa natale lucana a Chiaromonte, dove i suoi antenati le hanno concesso di trasformare un antichissimo catoio in un grande atelier di pittura su seta. Vi raccoglie i ricordi e i cimeli di tutte le sue patrie, fuse in un unico grande amore: quello della poesia.<\/p>\n<p>La sua attivit\u00e0 letteraria, ricca e articolata, spazia dalla narrativa alla poesia, dalla traduzione alla critica letteraria, alla pittura su seta. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue (francese, spagnolo, inglese e persiano ) e hanno riscosso prestigiosi riconoscimenti nazionali e internazionali.<\/p>\n<p>\n<b>Damavand*<\/b><\/p>\n<p>O Damavand, abbracciami.<br \/>\nTriangolo equilatero d&#8217;armonia<br \/>\nla tua perfezione \u00e8 l&#8217;infinito.<br \/>\nGigante, Signore,<br \/>\naffondi il capo<br \/>\nnelle nubi dei tuoi pensieri<br \/>\ne le cime fedeli dell&#8217;Alborz<br \/>\nsplendido e mite<br \/>\nharem di uri<br \/>\nti si inchinano<br \/>\nin veli bianchi.<br \/>\nO Damavand,<br \/>\nil tuo abbraccio \u00e8 gloria.<br \/>\nFammi entrare nella geometria<br \/>\nnelle tue nevi.<br \/>\nAbbracciami, Damavand<br \/>\nirragiungibile come la faccia<br \/>\ndel mio Amore immobile<br \/>\nche non ha carne n\u00e8 sensi n\u00e8 vene.<br \/>\nO forse anche tu<br \/>\nconosci lo spasimo delle viscere<br \/>\ndi tutto ci\u00f2<br \/>\nche non dovrebbe esistere<br \/>\ne invece esiste<br \/>\ngroviglio tuono<br \/>\nfumo doglia stortura<br \/>\ne non puoi<br \/>\no non vuoi<br \/>\ncon un boato<br \/>\nspaccare il tuo vertice di purezza<br \/>\nerompere in fuoco di rivolta<br \/>\nmolteplicare le stelle<br \/>\ncon lapilli d&#8217;odio<br \/>\nsporcare la neve con fumo e cenere.<\/p>\n<p>Dicono che emani<br \/>\ndall&#8217;inferno<br \/>\nvapori di zolfo<br \/>\ntra le crepe bianche<br \/>\ndella tua atarassia.<\/p>\n<p>O Damavand,<br \/>\nse tu fossi un uomo?<\/p>\n<p>* Vulcano inattivo presso Teheran alto oltre 5.000 m.<\/p>\n<p><b>Kash\u00e0n<\/b><\/p>\n<p>Davanti a una porta di Kash\u00e0n,<br \/>\nnon so con quale battente bussare:<br \/>\nse con quello costruito per mano virile<br \/>\ne annunciarmi -maschio-<br \/>\nche copran le donne<br \/>\ni peccaminosi capelli col velo<br \/>\ne si nascondano all&#8217;interno dei cortili<br \/>\no con l&#8217;altro, dal tocco leggero,<br \/>\ne annunciarmi donna tra le donne,<br \/>\ne venire con voi intorno al samovar<br \/>\nper dire male del maschio<br \/>\ne lavare panni e vasellame<br \/>\nnella vasca verdastra<br \/>\nseduta sui talloni<br \/>\nma qui voglio restare.<br \/>\nIn questa geometria polverosa<br \/>\ndi cupole modellate nel kagh\u00e8l (1)<br \/>\ncome forme femminee<br \/>\no bag-ghir (2) come verghe virili<br \/>\nnell&#8217;unico colore di miele<br \/>\nove si spalanca attonito<br \/>\nl&#8217;occhio verde di un prato:<br \/>\nscaldami al calore del forno<br \/>\nall&#8217;odore molle del pane<br \/>\ncome sudore della pelle<br \/>\ne riflettere la mia faccia frantumata<br \/>\nin un mosaico di specchi,<br \/>\nma qui voglio restare.<br \/>\nIo non so<br \/>\nse sono una tortora crudele<br \/>\nche divora i suoi figli nel nido<br \/>\no un mite falco<br \/>\ndalle ali scolorite<br \/>\nche cerca rifugio in un muro cadente<br \/>\nfra paesaggi sognati di occidente<br \/>\ne le acque inventate sull&#8217;intonaco<br \/>\ntra le facce idiote dell&#8217;ultimo Kajar<br \/>\ntra le sue sentinelle impotenti<br \/>\ne i suoi ambigui cortigiani<br \/>\nma qui voglio restare.<br \/>\nFrammento caduto d&#8217;intonaco<br \/>\nin un giardino nascosto<br \/>\nnella casa di Boroujerd\u00ec,<br \/>\nma qui voglio restare.<br \/>\nAnnodatemi in un filo di tappeto,<br \/>\nlasciatemi scivolare<br \/>\ntra le dita della bambina<br \/>\n-uccellino nella gabbia del telaio-<br \/>\ne diventare un fiore di lana<br \/>\nin un prato sognato nel deserto<br \/>\nun petalo con l&#8217;odore del gregge<br \/>\nma qui voglio restare.<br \/>\n(30 marzo 1973)<\/p>\n<p>(1)-Il Kagh\u00e8l \u00e8 un materiale da costruzione: fango e paglia.<br \/>\n(2)-Nei villaggi ai margini del deserto, dove spirano venti<br \/>\ncostanti, i bad-ghir (acchiappa-vento) sono altissimi comignoli costruiti in maniera da creare correnti d&#8217;aria nelle case.<\/p>\n<p><b>(da Alveari di specchi, p.170)<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due poesie di Gina Labriola Fonte.Internet \u00e8 nata a Chiaromonte (Potenza) e si \u00e8 laureata a Bari in Lettere Classiche. E&#8217; vissuta undici anni in Iran dove ha lavorato presso l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Teheran quale collaboratrice dell&#8217;ISMEO (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente), corrispondente dell&#8217;ANSA e lettrice presso l&#8217;Universit\u00e0 di Teheran. <a href='https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/gina-labriola\/' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38665"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38665"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38665\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}