{"id":38644,"date":"2006-12-17T09:21:59","date_gmt":"2006-12-17T09:21:59","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=79"},"modified":"2006-12-17T09:21:59","modified_gmt":"2006-12-17T09:21:59","slug":"con-la-forza-di-una-poesia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/con-la-forza-di-una-poesia\/","title":{"rendered":"Con la forza di una poesia"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070311-rira abassi-foto.jpg' width='188' height='250' alt='Rira Abbasi' \/><\/div>\n<p>\n<b>Con la forza di una poesia<br \/>\nIntervista alla poetessa iraniana Rira Abbasi, promotrice del Poets of Peace<br \/>\nfonte.www.peacereporter.net<br \/>\nA Teheran si terr\u00e0 prossimamente la quinta edizione di Poets of Peace, un&#8217;iniziativa aperta a tutti gli artisti che si riconoscono nei valorio universali della pace e del rispetto degli altri. L&#8217;iniziativa, patrocinata dall&#8217;Unesco, assume un valore ancora pi\u00f9 profondo per il fatto di essere organizzata in un Paese come l&#8217;Iran sempre pi\u00f9 al centro di polemiche con la comunit\u00e0 internazionale. Sull&#8217;iniziativa PeaceReporter ha intervistato Rira Abbasi, massima poetessa contemporanea iraniana e anima della manifestazione.<\/b><!--more--><b>L\u2019iniziativa Poets of Peace nasce del 2002. Che bilancio pu\u00f2 trarre dalle precedenti iniziative e cosa si aspetta da questa edizione?<\/b><\/p>\n<p>Durante l\u2019ultima edizione della Poesia per la Pace ho raccolto una collezione delle poesie in un libro dal titolo \u201cI Poeti della Pace\u201d, il primo in assoluto di questo tipo in Iran. Prima di pubblicarlo, l\u2019ho portato alla Commissione Nazionale dell\u2019Unesco in Iran. Il libro ha suscitato l\u2019interesse dei responsabili e si \u00e8 stabilito di tradurre alcune parti e pubblicarle all\u2019estero, anche se hanno cambiato il titolo in \u201cPoesia della Pace\u201d. Dopo un anno, grazie all\u2019opera delle Edizioni Qatreh, sono riuscita a pubblicarlo in Iran e sia il libro che i poeti della pace sono stati accolti calorosamente dal pubblico iraniano. Purtroppo, fino a oggi, l\u2019Unesco non ha mantenuto le proprie promesse. Auspico che un\u2019organizzazione incaricata di portare il messaggio di pace alle altre nazioni dimostri un maggiore impegno a riguardo. Mirando alla diffusione di una cultura di pace, ci siamo dati da fare per organizzare il festival della Poesia della Pace. Grazie all\u2019aiuto di amici giovani e appassionati siamo riusciti a diffondere un appello in cinque lingue (persiano, inglese, italiano, francese e tedesco) e lavoriamo tramite il mondo senza frontiere, internet, sul nostro progetto. Sebbene non abbiamo una libera tribuna, ci siamo trovati davanti al grande interesse mostrato da autori iraniani e stranieri. Colgo l\u2019occasione per ringraziare tutti i poeti partecipanti nella gara. Abbiamo anche l\u2019intenzione di organizzare, insieme alle altre sette arti, la Biennale della Poesia della Pace. Abbiamo dato il via alla cultura della pace con le mani vuote e privi del sostegno degli enti pubblici e politici e siamo consapevoli del nostro destino. Vogliamo una pace viva e dinamica. E se qualcosa dovesse ostacolare il nostro sentiero, sapremmo che esiste sempre questo sguardo aldil\u00e0 del linguaggio poetico; se bruciassero le radici di tutti gli ulivi, se tagliassero le ali di tutte le colombe della pace, i miti resterebbero per sempre fedeli all\u2019essere umano. La nostra \u00e8 la pessima era della confusione umana, perch\u00e9 la pace si \u00e8 trasformata in un giocattolo per i dittatori e i capitalisti. Oramai sappiamo tutti che la guerra \u00e8 al servizio di pochi paesi e dei loro mercati di comuni interessi che soddisfano il proprio desiderio attraverso i governi mercenari nei paesi. Oggi assistiamo tutti alle guerre in nome della pace e della libert\u00e0. Ma i fautori della guerra pensano solo al commercio durante il periodo della guerra e ai profitti dopo il conflitto, e rendono gli uomini schiavi delle proprie ricostruzioni e delle diverse amministrazioni. E gli uomini afflitti da una estrema povert\u00e0, al termine di ogni guerra, giocano sempre il ruolo delle macchine dei governi. Avete mai visto qualcuno voler fondare scuole e ospedali per i civili dopo la guerra? No. Loro incaricano il tempo di guarire i profughi. La discussione \u00e8 molto lunga. Ma il tempo \u00e8 forse l\u2019unico rifugio per un\u2019anima ferita? Questo tempo instabile? La poesia, questo appello mai domato degli uomini, un giorno potr\u00e0 affrontare e resistere alle guerre.<\/p>\n<p><b><br \/>\nLa sua prima raccolta di poesie l\u2019ha scritta quando aveva solo 16 anni. Si aspetta la partecipazione di molti giovani, oppure trova che la giovent\u00f9 iraniana sia differente da allora, che abbia interessi differenti?<br \/>\n<\/b><br \/>\nI giovani di oggi mi piacciono pi\u00f9 di quelli del mio ieri. Loro rispettano la propria individualit\u00e0. Sono un po\u2019 distretti al cospetto del nostro passato, danno meno importanza agli ideali dell\u2019umanit\u00e0. Spero che questa nostra iniziativa e la necessit\u00e0 di divulgare il messaggio di pace possa avvicinarci un po\u2019 di pi\u00f9 (naturalmente io rimarr\u00f2 giovane a qualsiasi et\u00e0). In passato noi siamo stati oppressi. Lo sono anche i giovani di oggi. Ma la differenza sta nell\u2019accesso alle informazioni e nella velocit\u00e0 del loro trasporto. Loro sono facilmente in grado di condividere le pene degli altri e condividere la loro gioia. In tale contesto le famiglie del mondo oggi non hanno il diritto di tacere nei confronti del destino dei propri prossimi, dovunque si trovino. Oggigiorno gli uomini, lontano dalla razza, dalla religione, dalla lingua, dal sesso e dalla geografia, devono pensare al destino degli altri! Forse \u00e8 proprio questo avvicinamento tra i popoli che spaventa tanto i governi capitalisti dell\u2019oggi.<\/p>\n<p><b><br \/>\nl&#8217;interno di una moschea a teheranNel suo lavoro si \u00e8 rivolta spesso ai bambini. Cosa crede che possa dire la poesia ai bambini e crede che il linguaggio poetico possa ottenere di pi\u00f9 della retorica degli adulti?<\/b><\/p>\n<p>I nostri interlocutori non sono solo bambini. Siamo riusciti forse a guardare i bambini come creature che capiscono, che hanno l\u2019intelletto e che hanno il diritto alla scelta?<br \/>\nI bambini di oggi sono i piccoli schiavi del lavoro, sono i superstiti, i profughi autosufficienti del mondo moderno. Il numero dei bambini martiri \u00e8 ben pi\u00f9 grande dei soldati stregati. Ma si pu\u00f2 leggere la poesia sotto i colpi di mortaio? Non inganniamoci, abbiamo una lunga strada di fronte a noi. Ma possiamo accorciarla con la collaborazione e la solidariet\u00e0. I bambini hanno le proprie aspettative dai loro antenati. Cosa abbiamo fatto noi per la pace? \u00c8 facile credere che se rafforziamo un mondo pieno di violenza, i bambini di domani saranno dei veri e propri cannibali. Dobbiamo fare attenzione alle guerre fantasiose dei nostri figli nelle loro camere da letto. La costruzione dei film progettati per la rovina dell\u2019essere umano, ha preso ancora una volta nel proprio mirino le madri e i figli. La frontiera tra il male ed il bene \u00e8 danneggiata, la bont\u00e0 \u00e8 debole, la violenza, invece, forte e potente. Un serio sostegno ai bambini e una riflessione pi\u00f9 approfondita su di loro faranno s\u00ec che i bambini di domani siano i veri interlocutori delle nostre poesie e non vedo alcuna distanza per non comprendere questa influenza.<br \/>\n<b><br \/>\nL\u2019Iraq, la Palestina, il Libano, l\u2019Afghanistan, la Cecenia e decine di altri conflitti che insanguinano il mondo. Si prova sconforto di fronte alle crude immagini della realt\u00e0 e al dolore di tante persone. Con che spirito si riesce a organizzare un\u2019iniziativa come questa in un clima cos\u00ec greve? Crede che un segnale di questo genere trovi davvero qualcuno disposto ad ascoltarlo?<br \/>\n<\/b><br \/>\nVi siete mai accorti della breve distanza tra le guerre e della nostra assoluta resa dinanzi ai conflitti? Dove si nasconde la reazione dei nostri dolori e delle nostre sofferenze? Abbiamo forse caricato un orologio per svegliare le coscienze addormentate dei nostri figli? Ma quando si sentir\u00e0 la sveglia? Chi \u00e8 che avvicina le guerre l\u2019una all\u2019altra? Afghanistan, Iraq, Palestina\u2026e ora anche un Iran minacciato! Taciamo anche questo volta! Silenzio! Silenzio! E permettiamo che scoppia un\u2019altra guerra! I governatori vengono mai uccisi in una guerra? O gente, volete guerra? No! No! Mille volte no alla Guerra. Non dimentichiamo: dimenticare le grandi sofferenze \u00e8 un dolore ancor pi\u00f9 grande. Ma noi abbiamo un\u2019iniziativa migliore. Noi, il popolo del mondo, diciamo: insegnate la pace ai nostri figli. Solo questo! Pensi cosa sarebbe successe se in ogni paese invece di avere le scuole di guerra, le universit\u00e0 di guerra, il gabinetto di guerra, il ministro di guerra, i comandanti di guerra e di soldati di guerra, avessimo fatto pi\u00f9 attenzione alla pace, insegnando una sola lezione di pace nelle scuole. Allora avremmo avuto l\u2019universit\u00e0 di pace, il gabinetto di pace, il ministro di pace, i comandanti di pace ed i soldati di pace e la gente stessa sarebbe stata l\u2019Organizzazione per i Diritti Umani. Perch\u00e8 questo non \u00e8 ancora successo?<br \/>\n\u00c8 vero che la realt\u00e0 si \u00e8 allontanata da noi. Ma pur sempre esistono i sogni dei bambini forti e coraggiosi che sentono la nostra voce dal cuore della tenebre. I sogni, nonostante la loro piccola misura, s\u2019innalzeranno e costruiranno un giorno una scuola di pace e realizzeranno i desideri dell\u2019essere umano.<br \/>\n<b><br \/>\nuna manifestazione di solidariet\u00e0 con l&#8217;iniziativa dei poeti per la paceChe posto d\u00e0 una poetessa alla poesia nel mondo contemporaneo? Non le sembra che la societ\u00e0 attuale abbia perso la dimensione spirituale a favore di una visione prettamente materialistica della vita?<\/b><\/p>\n<p>Il mondo di oggi, il distrutto mondo di oggi! La vita materiale! I nascosti e oppressi valori spirituali! S\u00ec. Abbiamo paura di dire che siamo puri. Abbiamo paura di affermare di essere poeti, umani che resistono di fronte all\u2019ingiustizia e alla violenza. Come dice la poetessa polacca, signora Shimbureska: \u201cIl poeta di oggi \u00e8 sospettoso e si fida di s\u00e9 meno che degli altri. Esprime con piena disinvoltura il proprio mestiere, come se ci\u00f2 fosse una vergogna. Nella nostra caotica era, ammettere le debolezze \u00e8 pi\u00f9 facile di esprimere le virt\u00f9. La bont\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 nascosta e nemmeno l\u2019uomo ci crede tanto\u201d.<br \/>\nA volte penso che i guerrafondai conoscano molto bene la poesia. Non \u00e8 immotivata l\u2019indifferenza alle poesie umane e l\u2019interesse alla poesia di guerra in alcuni paesi! Con quelle poesie loro possono convincere i giovani a fare la Guerra. Durante gli otto anni della guerra Iran-Iraq, queste poesie aumentavano solo il numero dei morti. Io sono convinta che la poesia della pace pu\u00f2 fare una rivolta contro i progettisti della Guerra. L\u2019esempio \u00e8 molto facile. Paragono due elementi ben diversi. L\u2019influenza di un proiettile e quella di una poesia. Un proiettile contro la vita umana, una poesia contro la vita umana. Se gli consideriamo una velocit\u00e0 uguale, vedremo che uno prende la vita e l\u2019altro dona la vita. Un proiettile segna la fine della vita di una persona, ma una bella poesia penetra nell\u2019anima e mantiene fresco e puro un dato periodo della vita umana. Allora attenzione alla penetrazione della poesia della pace appoggiata da sempre dalla giustizia e dalla libert\u00e0. Penso che se la vita fosse vuota di questi precetti, allora l\u2019uomo perderebbe per sempre la propria reputazione.<br \/>\n<b><br \/>\nla piazza centrale di teheranE\u2019 molto interessante che una iniziativa come questa parta da un Paese come l\u2019Iran, che in questo momento \u00e8 al centro di molte polemiche. In che modo una poetessa iraniana racconterebbe il suo Paese al mondo?<\/b><\/p>\n<p>Il mondo non guarda con gli stessi occhi fenomeni diversi. A volte noi siamo avvelenati dai nostri giudizi. Io sono inevitabilmente iraniana. Indubbiamente \u00e8 nato qualcuno come me che non pensa solo al proprio paese e che pensa oltre la sua geografia. Egli non pu\u00f2 rimanere indifferente ai diritti persi dell\u2019umanit\u00e0. Questa persona cerca la pace fuori dai limiti del proprio paese. Conosce il pensiero negativo degli altri paesi verso la sua patria e sa che nessuna tv \u00e8 un salutare nutrimento. Per lui il Grande Ciro non \u00e8 solo un iraniano che ha elaborato per la prima volta i diritti umani. Si pu\u00f2 dividere la grandezza delle persone grandiose alle grandi dimensioni dell\u2019universo. Con Charlie Chaplin si pu\u00f2 ridere, ballare e piangere in tutto il mondo. Insieme a Martin Luter King si pu\u00f2 vivere liberi in ogni angolo della terra. E usando il bastone di Gandhi, con un piccolo segno, si pu\u00f2 invitare l\u2019intero mondo alla pace. Io vivo in Iran e non trovo alcun sostegno per divulgare il mio pensiero nel mio paese! Ma non mi sentir\u00f2 mai stanca dai miei sforzi. Io sono fedele a me stessa!<\/p>\n<p><b>L\u2019Iran ha una storia culturale millenaria. Qual \u00e8 la condizione degli intellettuali nell\u2019Iran contemporaneo. Quanto e come s\u2019investe nella cultura nel suo Paese?<\/b><\/p>\n<p>Iran ha una grande identit\u00e0 con grandi dolori. Un bel paese ricco. Una gente sapiente, laboriosa e stanca. Gli intellettuali che, nonostante tutte le porte chiuse, respirano con il grido. Una cultura mai piegata dinanzi alle varie incursioni. Io chiedo coraggio alla poesia. Se tocca a una folle come me, rimarr\u00f2 sempre un essere umano trasparente che ha una voce alta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la forza di una poesia Intervista alla poetessa iraniana Rira Abbasi, promotrice del Poets of Peace fonte.www.peacereporter.net A Teheran si terr\u00e0 prossimamente la quinta edizione di Poets of Peace, un&#8217;iniziativa aperta a tutti gli artisti che si riconoscono nei valorio universali della pace e del rispetto degli altri. 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