{"id":38636,"date":"2007-01-07T15:49:33","date_gmt":"2007-01-07T15:49:33","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=99"},"modified":"2007-01-07T15:49:33","modified_gmt":"2007-01-07T15:49:33","slug":"atiq-rahimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/atiq-rahimi\/","title":{"rendered":"Atiq Rahimi"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070107-atiq rahimi-foto.gif' width='81' height='91' alt='Atiq Rahimi' \/><\/div>\n<p>\n<b>ANGOSCIA E SPERANZA TRA MEMORIA E TEMPO PRESENTE NEL BEL ROMANZO DELLO SCRITTORE AFGHANO ATIQ RAHIMI<\/b><br \/>\nDi.<b>Valentina A. Mmaka<\/b><br \/>\nTerra e cenere  \u00e8 la storia di un\u2019attesa, di un viaggio, di una rivelazione. E\u2019 l\u2019attesa del tempo che passa: \u201cNon sei che tu ti muovi, \u00e8 la vita che si muove. Sei condannato a restar fermo ad assistere al passaggio della vita.\u201d Sul ciglio di una strada deserta, un vecchio, Dastgh\u00ecr e suo nipote, Yass\u00ecn aspettano il passaggio di un camion in un\u2019atmosfera dove spazio e tempo sembrano essersi fermati.  Il tempo immobile \u00e8 dilatato a tratti \u201cdalle immagini e dai sogni che hai visto, ma che non volevi vedere \u2026 o di ci\u00f2 che devi vedere, ma che non vuoi vedere\u2026\u201d.  <!--more-->Il viaggio \u00e8 quello che porter\u00e0 nonno e nipote alla miniera dove lavora Mor\u00e0d, il figlio del primo e il padre del secondo. La rivelazione \u00e8 quella della perdita. Il vecchio e il bambino vanno a recare la notizia della perdita della loro famiglia, madre, moglie, fratelli, vittime di un bombardamento nel loro villaggio ad opera dei russi<\/p>\n<p>Siamo in Afghanistan durante l\u2019occupazione sovietica. Il paesaggio \u00e8 quello roccioso, desolato, grigio, polveroso di una terra aspra e difficile.  Uno scenario statico, lunare dove gli stati d\u2019animo dei personaggi prendono forma in tutta la loro irrequietezza, angoscia, vergogna, dolore. S\u00ec, il dolore di aver perso una famiglia di Dastgh\u00ecr, il dolore per una infanzia negata, quella di Yass\u00ecn, il dolore di Mor\u00e0d che sopravvive alla lacerazione della perdita. <\/p>\n<p>Ad interrompere l\u2019immobilit\u00e0 del presente \u00e8 la memoria che dilata gli spazi. Ad un certo punto Dastgh\u00ecr ritorna al tempo presente, dopo aver \u201cviaggiato nella sua infanzia a quando suo zio gli leggeva la Shahnam\u00e8h\u201d e vede il mondo attorno a lui ridiventare piccolo.<\/p>\n<p>Dastgh\u00ecr vorrebbe dormire, vorrebbe non ricordare, vorrebbe non sognare, vorrebbe avere il sonno di un bambino: \u201cNo, non come Yass\u00ecn. Come un altro bambino. Come un neonato.Un sonno senza immagini, senza memoria, senza fantasia.\u201d. Perch\u00e9 Yass\u00ecn ha visto la guerra, perch\u00e9 la guerra lo ha privato dei suoi affetti, lo ha reso mutilo nell\u2019udito, lo ha rapito dalla sua infanzia, ed \u00e8 cos\u00ec che i sonni di Yass\u00ecn non sono diversi da quelli del vecchio nonno.<\/p>\n<p>La guerra ha reso sordo il piccolo Yass\u00ecn. Di questa mutilazione non sa darsi spiegazione altra che quella di un mondo al quale i carri armati hanno tolto la voce: \u201ci russi sono venuti a togliere la voce a tutti.\u201d. E cos\u00ec l\u2019innocente pensiero del bambino che crede il mondo intero muto al suo udito spezzato, si scontra con l\u2019angoscia  del vecchio nonno:\u201dmi sembra di parlare con le pietre. Ho il cuore a pezzi. Le parole non ascoltate non sono parole: sono lacrime\u2026\u201d<\/p>\n<p>Attorno a questi tre personaggi verte la storia di un unico grande dolore, quello che scaturisce dalla guerra \u201cdove il potere diventa la fede anzich\u00e9 la fede il potere\u201d e cos\u00ec il vecchio Dastgh\u00ecr si interroga sui misteri del dolore che si insinua prepotentemente nella mente senza che alcunch\u00e9 possa fermarlo: \u201cil dolore o si trasforma in lacrime e scende gi\u00f9 dagli occhi o diventa spada e ti arriva sulla lingua. Oppure talvolta si trasforma in una bomba all\u2019interno del tuo core, una bomba che un bel giorno ti fa esplodere\u2026\u201d Dastgh\u00ecr non conosce ancora la natura del suo dolore e rivolgendosi a se stesso: \u201cIl tuo dolore non ha ancora preso corpo. Non ne ha avuto il tempo. Oh! Se il dolore si potesse calmare, prima ancora che prenda forma\u2026.\u201d.  <\/p>\n<p>Dastgh\u00ecr, Mor\u00e0d, Yass\u00ecn, tre nomi, tre volti, tre identit\u00e0, tre generazioni: il passato e il futuro vanno incontro al presente. Dastgh\u00ecr, il passato di un Afghanistan distrutto dall\u2019occupazione sovietica, Mor\u00e0d il presente ferito e sopraffatto dalla impossibilit\u00e0 di non aver potuto fare niente per salvare la sua famiglia dal nemico, e Yass\u00ecn, il futuro di un paese che cerca una nuova vita, un futuro mutilo (la sordit\u00e0 di Yass\u00ecn) ma che costituisce comunque l\u2019unica speranza possibile, una speranza in cui credere.<\/p>\n<p>Terra e cenere, \u00e8 lo sguardo lucido e tragico sull\u2019 atrocit\u00e0 della guerra.  Lo stile di Atiq Rahimi \u00e8 uno stile asciutto, essenziale, dove \u201cil non detto\u201d risale alla superficie delle parole gravandole del loro peso morale. Scritto in seconda persona, come se a raccontare la storia fosse una coscienza esterna, suprema che interpreta e capisce la desolazione interiore dei personaggi, alterna dialoghi e pause dove la memoria interna interrompe il ritmo lento del tempo presente. Scritto con pudore senza mediazioni, a tratti con slancio poetico, Terra e cenere \u00e8 un invito a tenere desta la memoria perch\u00e9 il passato serva a costruire un futuro senza perdite, senza dolore, senza guerre, senza oblio. Gli occhi di Yass\u00ecn che guarda dal basso della sua piccola et\u00e0 il mondo degli adulti, restano impressi nel nostro immaginario e ogni volta che sentiremo parlare di una guerra torneranno ad accendere la nostra memoria e riflettere lo sconcerto di un bambino che ha perso l\u2019infanzia e non torner\u00e0 pi\u00f9\u2026 ma che ha il coraggio di sperare e di far sperare.<\/p>\n<p>Valentina A. Mmaka<\/p>\n<p>Alice.it 2002<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANGOSCIA E SPERANZA TRA MEMORIA E TEMPO PRESENTE NEL BEL ROMANZO DELLO SCRITTORE AFGHANO ATIQ RAHIMI Di.Valentina A. Mmaka Terra e cenere \u00e8 la storia di un\u2019attesa, di un viaggio, di una rivelazione. E\u2019 l\u2019attesa del tempo che passa: \u201cNon sei che tu ti muovi, \u00e8 la vita che si muove. 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