{"id":38624,"date":"2006-12-11T04:28:43","date_gmt":"2006-12-11T04:28:43","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=21"},"modified":"2006-12-11T04:28:43","modified_gmt":"2006-12-11T04:28:43","slug":"nasrin-parvaz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/nasrin-parvaz\/","title":{"rendered":"Nasrin Parvaz"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/1\/20061214-soto.jpg' width='121' height='166' alt='' \/><\/div>\n<p><b>&#8220;Sotto il cespuglio della bella di notte&#8221; di Nasrin Parvaz,<br \/>\ntradotto da Amir Gorguinpour<br \/>\ncurato, nella versione italiana, da Sashinka Gorguinpour e da Patrizio Pacioni<\/b><!--more-->Nasrin Parvaz \u00e8 nata nel febbraio del 1958 a Teheran. Nel 1978 si reca in Inghilterra per la prima volta per motivi di studio. L&#8217;anno seguente, quando cio\u00e8 la &#8220;rivoluzione&#8221; khomeinista sta per esplodere, Nasrin torna in Iran per una breve visita alla famiglia, ma decide di fermarsi e dal 1980 si impegna attivamente nella lotta per i diritti civili e delle donne che stanno venendo precipitosamente a mancare. Come tantissime altre persone,nel 1982 viene arrestata e resta in carcere fino al 1990. Subisce torture e viene condannata a morte. Con l&#8217;aiuto di suo padre riesce per\u00f2 a commutare la pena capitale in dieci anni di detenzione.<br \/>\nDopo il suo rilascio continua a frequentare gli ambienti politici e a credere nella lotta per la giustizia, ma nel 1993, a causa di nuovi arresti e di persecuzioni, si rende conto che restare nel proprio paese non ha pi\u00f9 senso e riesce a raggiungere l&#8217;Inghilterra. Dopo un anno le riconoscono la condizione di rifugiata politica. Il deleterio effetto delle torture la costringe a cercare aiuto presso l&#8217; &#8220;Istituto di cura per le vittime delle torture&#8221;, dove per anni segue una psicoterapia. A Londra studia psicologia e poi segue un master in Relazioni Internazionali. In questo momento si sta occupando di uno studio sugli effetti psicologici e sociali che ha avuto l&#8217;Islam sul popolo iraniano. \u00c8 socia dell&#8217; &#8220;Organizzazione per l&#8217;emancipazione della donna&#8221;. La fondazione medica per le vittime della tortura e la scrittura l&#8217;aiutano piano piano a ricostruire la propria vita.<br \/>\nCon l&#8217;incoraggiamento della scrittrice inglese Sonia Linden, Nasrin decide di raccogliere le sue memorie in un libro, &#8220;Sotto il cespuglio della bella di notte&#8221;, edito in pharsi nel 2002, in cui racconta gli otto anni di detenzione e analizza anche quelli che sono stati gli errori fatti nel<br \/>\nprocesso di lotte delle varie organizzazioni della sinistra iraniana.<br \/>\nIl libro: <b>Sotto il cespuglio della bella di notte<\/b><br \/>\nNasrin Parvaz, ci racconta in un linguaggio scarno ma quanto mai efficace gli otto anni di detenzione patiti nei carceri di Teheran, esclusivamente a causa delle proprie idee politiche e della coerenza con la quale si \u00e8 sempre rifiutata di rinnegarle. Attraverso la storia della propria vicenda personale e una galleria di ritratti di compagne di lotta e di detenzione,l&#8217;autrice disegna un affresco suggestivo e memorabile di uno dei periodi pi\u00f9 oscuri della storia del proprio Paese.<br \/>\nUn inno alla vita, da onorare e difendere anche nelle condizioni pi\u00f9 difficili e al tempo stesso una durissima denuncia contro i soprusi, le torture e le barbarie di un regime che, con la forza bruta dell&#8217;integralismo pi\u00f9 bieco, ha soffocato un&#8217;intera generazione di iraniani.<br \/>\nUn affresco corale in cui prendono spessore e contenuto lo sforzo di migliaia di persone incarcerate che hanno lottato con estrema determinazione per difendere i valori in cui sempre hanno creduto. Eroi sconosciuti di una guerra senza quartiere grazie ai quali anche noi, anche qui, possiamo conservare la speranza di un mondo pi\u00f9 libero e pi\u00f9 giusto.<br \/>\nLa &#8220;bella di notte&#8221; del titolo \u00e8 la pianta-nascondiglio di cui si servivano Nasrin e le sue compagne per scambiare messaggi. Perch\u00e9 comunicare, nei momenti pi\u00f9 drammatici, vuol dire anche e soprattutto sopravvivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Sotto il cespuglio della bella di notte&#8221; di Nasrin Parvaz, tradotto da Amir Gorguinpour curato, nella versione italiana, da Sashinka Gorguinpour e da Patrizio Pacioni<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38624"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=38624"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/38624\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=38624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=38624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=38624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}