{"id":376,"date":"2009-08-21T12:43:13","date_gmt":"2009-08-21T12:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=376"},"modified":"2009-08-21T12:43:13","modified_gmt":"2009-08-21T12:43:13","slug":"frontier-blues","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/frontier-blues\/","title":{"rendered":"Frontier Blues"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20090821-babak jalali1.JPG' width='240' height='160' alt='Babak Jalali' \/><\/div>\n<p>\n<b>Frontier Blues <\/b>di <b>Babak Jalali<\/b><br \/>\nGorgan, un piccolo villaggio iraniano al confine con il Turkmenistan. In questa regione arida e quasi desertica vivono quattro uomini, sospesi tra solitudine e attesa. Alam ha ventotto anni, \u00e8 turco e abita con il padre. Lavora in un allevamento di polli ma passa tutto il tempo libero attaccato al walkman per imparare l\u2019inglese. Ha deciso, infatti, di sposare Ana e di portarla a Baku, capitale dell\u2019Azerbaigian, ed \u00e8 convinto che l\u00ec parlino tutti in inglese.<!--more-->Anche Hassan ha ventotto anni, e da quando la madre lo ha abbandonato per andare a stare a Parigi vive con uno zio, commerciante di abiti che nessuno acquista. Per compagno Hassan ha soltanto un asino, a cui d\u00e0 da mangiare giornali vecchi, e la sua attivit\u00e0 principale \u00e8 rubare le targhe delle macchine. Un cantastorie cinquantacinquenne diventa il protagonista di un libro di fotografie. Da quando un pastore in Mercedes verde ha sequestrato sua moglie, trascorre il tempo lamentandosi, sempre accompagnato da una marmaglia di ragazzini.<\/p>\n<p>A Gorgan &#8211; citt\u00e0 di nascita del regista &#8211; capitale della provincia di Golestan (nel nord dell\u2019Iran e a poche centinaia di chilometri da Teheran), una regione dai molti contrasti che presenta pianure aride ma si affaccia sul Mar Caspio, il tempo pare sospeso: Hassan vive con lo zio, proprietario di un negozio di vestiti dai pochi clienti e dall\u2019ancor meno merce da esporre, dopo che la madre lo ha abbandonato per cercare il marito emigrato. Trascorre le sue giornate con un asino suonando a ripetizione con un registratore Tous les gar\u00e7ons et les filles di Fran\u00e7oise Hardy. Il giovane Alam, proveniente dal vicino Turkmenistan, tenta di imparare l\u2019inglese  convinto che sia la lingua che tutti parlano a Baku, in Azerbaigian, dove medita di scappare con Ana, la donna che ama. Infine, un castastorie di mezza et\u00e0, ossessionato dal rapimento di sua moglie, avvenuto trent\u2019anni prima, ad opera di un pastore con una Mercedes verde, diventa protagonista di un libro di fotografie.<br \/>\nIn un film in cui i personaggi femminili sono quasi totalmente assenti, ma forti presenze come simboli di un agognato futuro o di un passato da ricostruire, gli uomini sono sospesi nell\u2019attesa di qualcosa che potrebbe accadere presto ma che probabilmente non avverr\u00e0. Il regista li ingabbia in pochi ambienti e, spesso, in inquadrature fisse come a tagliare dallo schermo la possibilit\u00e0 di qualsiasi strada da percorrere.<br \/>\nQuesto primo lungometraggio di Babak Jalali \u00e8 un film dallo stile fortemente personale che parla di rimpianto, aspirazione e desiderio con malinconia, disincanto e ironia. Un piccolo gioiello.<br \/>\nIl regista<\/p>\n<p>Babak Jalali \u00e8 nato nel 1978 nell\u2019Iran del Nord. Vive a Londra dal 1986. Ha conseguito una laurea in studi sui Balcani e l\u2019Est Europa e un Master in Politica all\u2019Universit\u00e0 di Londra. Ha conseguito un Master in regia alla London Film School nel 2005. Il film realizzato per la sua tesi Heydar, an Afghan in Tehran \u00e8 stato presentato a sessanta festival internazionali e ha ricevuto una nomination ai premi BAFTA come miglior cortometraggio nel 2006. E\u2019 stato selezionato e ha partecipato al programma Cannes Film Festival Cinefondation Residence nel 2006-2007 (session 13).<br \/>\nFrontier Blues \u00e8 il suo primo lungometraggio<\/p>\n<p>La zona dell\u2019Iran del Nord al confine con il Turkmenistan \u00e8 stata a lungo trascurata dal cinema iraniano.<br \/>\nSi tratta di un\u2019area molto diversificata, con aride pianure, montagne e il Mar Caspio. La popolazione locale si compone di persiani, kazaki e turkmeni.<br \/>\nE\u2019 anche dove sono nato.<br \/>\nHo sempre trovato che abbia mantenuto la sua specificit\u00e0. E\u2019 abbastanza diverso rispetto a qualsiasi altro luogo in Iran. E\u2019 sempre stato che le persone si sentissero dimenticate e tagliate fuori dal resto del Paese.<br \/>\nTrovo che sia ancora cosi adesso. Stando l\u00ec, pensi che le opportunit\u00e0 siano tantissime. Per la sua posizione di confine e la vicinanza al mare, \u00e8 stato visto come un potenziale passaggio per l\u2019Europa a Ovest e il resto dell\u2019Asia, a Est.<br \/>\nMa non \u00e8 mai stato cosi.<br \/>\nCon Frontier Blues, voglio mostrare questa atmosfera cosi unica e diversa.<br \/>\nIl film mostra frammenti di vita quotidiana delle persone che abitano in questa regione.<br \/>\nI personaggi del mio film sono persone che si trovano in situazioni un po\u2019 assurde. Sia che si tratti del menestrello che \u00e8 circondato da quattro giovani ragazzi che lo ammirano molto. O Kazem che possiede un negozio di abbigliamento, ma, purtroppo, sembra impossibile trovare un capo di abbigliamento che vada bene ai suoi clienti. Oppure Alam, che \u00e8 innamorato di una ragazza alla quale non ha mai parlato e lavora in un allevamento di polli dove non c\u2019\u00e8 davvero molto da fare. O Hassan la cui unica compagnia sono il suo asino e il suo mangianastri.<br \/>\n\u00c8 stato scritto sulla base di quello che ho visto, quello che ho sentito e ho fatto.<br \/>\n\u00c8 la frontiera iraniana del Nord.<br \/>\nE\u2019 la storia di desideri, attese, ricordi di uomini disperati e donne assenti.<br \/>\nIl film riguarda l\u2019impossibilit\u00e0 di trovare una soluzione. Ovunque essa sia\u2026<\/p>\n<p>(<b>Babak Jalali<\/b>)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=2480\"><br \/>\nFonte<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.voceditalia.it\/articolo.asp?id=37291&amp;video=1\">Video<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frontier Blues di Babak Jalali Gorgan, un piccolo villaggio iraniano al confine con il Turkmenistan. In questa regione arida e quasi desertica vivono quattro uomini, sospesi tra solitudine e attesa. Alam ha ventotto anni, \u00e8 turco e abita con il padre. 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