{"id":366,"date":"2009-07-15T14:09:32","date_gmt":"2009-07-15T14:09:32","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=366"},"modified":"2009-07-15T14:09:32","modified_gmt":"2009-07-15T14:09:32","slug":"misteri-persiani-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/misteri-persiani-2\/","title":{"rendered":"Misteri Persiani"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20090715-amirbasic.JPG' width='200' height='144' alt='Amir Madani' \/><\/div>\n<p>\n&#8220;<b>Misteri Persiani<\/b>&#8221; di <b>Antonello Sacchetti<\/b><br \/>\nIntroduzione di <b>Amir Madani<\/b><br \/>\nLe pagine di questo libro (come quello precedente scritto dall\u2019autore, I ragazzi di Teheran) sono l\u2019insieme di osservazioni, riflessioni, analisi, resoconti, notizie in cui la passione e la seriet\u00e0 sono coniugate con precise nozioni di carattere storico-culturale anche di stampo accademico. <!--more-->Sembra che un filo magico reale e realista renda il semplice racconto continuo, compatto e coe\u00acrente. L\u2019autore parla e racconta, con la semplicit\u00e0 di un ruscello che scorre sotto un sereno cielo azzurro raggiungendo la pianura dalle alte montagne, i personaggi, gli usi e costumi, gli stati d\u2019animo, i luoghi, gli spazi, le citt\u00e0 che ha visto e conosciuto direttamente. In questo l\u2019autore, per l\u2019acutezza delle os\u00acservazioni, sembra un diretto discendente dei viaggiatori europei come Marco Polo (1254-1324), Ambrogio Contarini (1474-1475), Ruy Gonzalez de Cla\u00acvijo (1404-1405), Jean-Baptiste Tavernier (1629-1635), Jean Chardin (1665-1677), Eng von Kaempfer (1684-1688), Arminius V\u00e1mb\u00e9ry (1862-1863) e soprattutto il romano Pietro della Valle (1616-1623), che riesce a raggiungere la corte dei re sufi (Safavidi 1501-1736.); quella corte la cui fama dei fasti e splendori rientra nei sogni e desideri di Shakespeare, il quale nella sua Dodice\u00acsima Notte esprime il desiderio di trascorrerci appunto qualche nottata.<br \/>\nI grandi viaggiatori del passato erano in realt\u00e0 un coacervo di scrittori, inviati speciali, giornalisti, mercanti, ambasciatori, missionari e a volte spie come \u00e8 il caso di Arminius V\u00e1mb\u00e9ry. Le memorie, le lettere, i libri di viaggio di ciascuno di essi sono caratterizzati secondo la sensibilit\u00e0 umana e gli indirizzi professionali degli autori. Quel che colpisce di Sacchetti \u00e8 la sua straordina\u00acria sensibilit\u00e0 umana: descrive cio\u00e8 un semplice evento come farebbe non un iranista ma un iranofilo. Un Iran che nella sua continuit\u00e0 storica e nella sua cultura sincretistica \u00e8 stato non solo terra di grandi re, ma anche il terreno d\u2019incontro e di scontro tra molti popoli e civilt\u00e0; un Iran di famose correnti di pensiero angelico-mistico nel tentativo di avvicinare Dio all\u2019uomo ma an\u00acche di grandi movimenti sociali e di note personalit\u00e0 che hanno combattuto contro il dispotismo. L\u2019Iran (la Persia), come potenza orientale dell\u2019evo antico e alla stregua del suo omologo occidentale (cio\u00e8 Roma), \u00e8 stato un impero civilizzatore e promulgatore di leggi. Un Iran che, convertendosi in parte e in diverse tappe all\u2019Islam, ha avvicinato la religione primitiva al raffinato pensiero poetico-mistico-filosofico producendo pensatori come Ghazali (1058-1111), precursore storico del dubbio logico e visto da pi\u00f9 parti come predecessore di Cartesio, letto e citato da San Tommaso D\u2019Aquino.<br \/>\nL\u2019Iran dei grandi filosofi, medici, matematici e fisici come Avicenna, Farabi, Zakariya Razi, e Shahab al-Din Suhrawardi il martire, dei grandi poeti come Ferdows&#299; T&#363;s&#299;, Hafez di Shiraz, Sheikh Saadi, Mawl&#257;n&#257; Jal&#257;l-ad-D&#299;n Rumi, Muhammad Balkh&#299;, Nez&#257;mi-ye Ganjav&#299;, la lettura del quale \u00e8 consigliata tra i classici da Italo Calvino. L\u2019Iran inteso come l\u2019area di lingua persiana che, dal\u00acl\u2019India persofona dei Gran Moghul all\u2019Asia Centrale e il Turkestan cinese fino alle coste dell\u2019Adriatico ha prodotto pensatori come Iqbal di Lahore e poeti come l\u2019\u201cAlbanese\u201d Naim Ferasheri (che \u2039\u2039era stato in missione a Salonicco tra il 1915 e il 1917 ed era poi caduto nella primavera di quell\u2019anno durante in\u00acfruttuosa operazione britannica nel settore Doiran\u203a\u203a<b>2<\/b> che scrivevano appunto in lingua persiana.<br \/>\nL\u2019Iran dei re sufi (Safavidi) alleata dello Stato pontificio (si veda la corri\u00acspondenza tra il re Abbas il Grande e Paolo V). L\u2019Iran del 1800 della dinastia di Qajar, ovvero l\u2019immagine di una Persia lontana dai fasti del passato e in piena decadenza. Quando Filippo De Filippi, inviato del re d\u2019Italia e membro della Reale Accademia delle Scienze di Torino, la raggiunge nel 1862, scrive con sorpresa: \u2039\u2039Senza che il governo se ne curi gran fatto, l\u2019istruzione elemen\u00actare \u00e8 pi\u00f9 diffusa in Persia che in alcune province della stessa Europa. (\u2026) Quasi tutto coloro che al vestito si palesano superiori all\u2019umile plebe sanno leggere e scrivere. I persiani riconoscono la supremazia degli europei in tutto quanto si riferisce al benessere materiale della vita ma in fatto di teologia, di filosofia e di letteratura essi tengono gli europei per bambini, o senza cerimo\u00acnie per barbari\u203a\u203a<b>3<\/b>. <br \/>\nL\u2019Iran dell\u2019intellighenzia illuminata formata in Europa e dei grandi pen\u00acsatori del riformismo della rivoluzione costituzionalista del 1906 che, nata dalle dinamiche endemiche e con la massiccia partecipazione dei ceti popolari, si \u00e8 ispirata anche alla rivoluzione francese. Una rivoluzione unica in tutto l\u2019Oriente, in quanto civile e ad alta partecipazione e diversa dalle contempo\u00acranee, come i cambiamenti dei Giovani Turchi in Turchia e la Rivoluzione delle Delegazioni in Cina, ambedue di stampo militare. L\u2019Iran del movimento democratico di Mossadegh, giurista di alto profilo democraticamente eletto che viene destituito da un golpe angloamericano nel 1953. Un golpe che, chiudendo quella esperienza democratica, diede inizio al radicalismo dilagante di stampo confessionale in tutta la regione mediorientale. L\u2019Iran delle poetesse come Tahereh Borghani, Parvin E\u2019tesami, Forugh Farrokhzad e degli scrittori come Hedayat (morto suicida a Parigi nel 1963), dei pensatori come Ehsan Tabari e poeti come Ahmad Shampoo, la cui paura \u00e8 di morire in una terra \u2013 paradiso da culto infernale \u2013 \u201cdove il salario del becchino \u00e8 superiore ri\u00acspetto al valore della libert\u00e0 dell\u2019uomo\u201d. L\u2019Iran della rivoluzione del febbraio 1979, legata al nome dell\u2019ayatollah Khomeini: una rivoluzione democratica con istanze di libert\u00e0 e diritti ancora da raggiungere. Una rivoluzione caratte\u00acrizzata da tendenze riarcaizzanti e passatiste del tradizionalismo da un lato e da tendenze moderniste e di apertura verso l\u2019esterno e soprattutto verso l\u2019Europa. L\u2019Iran dell\u2019attivismo e protagonismo del mondo della cultura e del lavoro, delle lotte delle donne coraggiose e de I Ragazzi di Teheran, esempi di una so\u00acciet\u00e0 civile giovane (il 70% della popolazione ha meno di 30 anni) e dinamica sempre pi\u00f9 avanti rispetto al governo stesso.<br \/>\nCome racconta l\u2019autore stesso, un giorno a Piazza Venezia (nella splendida citt\u00e0 eterna, cio\u00e8 Roma, che gli ha dato i natali) una ragazza iraniana lo ferma e comincia a parlargli in lingua persiana con un\u2019aria familiare. L\u2019autore, sor\u00acpreso, dice di non capire la lingua e di essere un italiano e non un iraniano come la ragazza aveva pensato. Questo evento segna l\u2019inizio di una passione che lo porter\u00e0 pi\u00f9 volte in Iran come viaggiatore e osservatore \u201csemplice\u201d e senza un mandato. Una semplicit\u00e0 che si trasforma in un lavoro serio basato sullo studio pi\u00f9 profondo e sull\u2019osservazione pi\u00f9 acuta, permeata di amore e passione. Tutto questo lavoro \u201csemplice\u201d si svolge nell\u2019ambito di un\u2019etica di rispetto come se l\u2019autore volesse trovare attraverso il dialogo esempi di convi\u00acvenza umana.<br \/>\n\u00c8 straordinario come l\u2019autore coniughi le acute osservazioni di Pier Paolo Pasolini sulla citt\u00e0 di Esfahan con quel che coglie nel pensiero del grande e compianto accademico italiano Alessandro Bausani sull\u2019apertura e chiusura  ciclica che caratterizzano la civilt\u00e0 iranica sin dagli albori: un\u2019apertura verso l\u2019esterno e verso le altre culture, seguita da una ri-arcaicizazzione che si mani\u00acfesta in un ritorno anche violento alle proprie tradizioni<b>4<\/b>. <br \/>\nSacchetti, con racconti apparentemente semplici ma pieni di osservazioni, considerazioni e riflessioni di carattere storico e socioculturale e con il suo ri\u00actorno allo stile dei viaggiatori del passato ma adattato allo spirito di oggi, sem\u00acbra che abbia intuito la necessit\u00e0 di dover colmare il vuoto che separa il mondo accademico e le discipline cosiddette classiche dal mondo del giornalismo che segue l\u2019attualit\u00e0. Una caratteristica tipica degli studi dell\u2019orientalismo italiano che non cerca di avvicinare lo studio dell\u2019attualit\u00e0 e di aiutare il giornalismo pi\u00f9 serio a spiegare la realt\u00e0 delle aree geografico-culturali mediorientale non pi\u00f9 complesse da altre aree. <br \/>\nUna complessit\u00e0 dovuta soprattutto alla partita geopolitica globale che si sta giocando nel modo pi\u00f9 sanguinoso nell\u2019area mediorientale per il controllo delle risorse energetiche in uno scenario che vede le guerre dell\u2019amministrazio\u00acne neocon degli Usa (vedi Iraq, Afghanistan) ed emergere delle potenze asiati\u00acche (Cina, India, Russia ) e l\u2019immobilismo di un\u2019Europa che vive da tempo un stato pre-esistenziale e pericolosamente tarda a presentarsi come global player politico anche se per ragioni socio-economiche, storico-culturali dovrebbe es\u00acsere la pi\u00f9 interessata al medioriente. <br \/>\nSacchetti giornalisticamente si ispira a un orientalismo che a livello accade\u00acmico, in particolar modo nell\u2019opera di Bausani, si basa su uno sforzo sincero per la conoscenza e per un convivere umano nell\u2019ambito del dialogo, ed \u00e8 sostanzialmente diverso da quello di nomi altisonanti come Bernard Lewis o Samuel Huntington che, tra un libro e l\u2019altro, fanno consulenza al Pentagono e sono teorici-pensatori dello scontro tra le civilt\u00e0 e paladini del neocoloniali\u00acsmo basato sulla guerra senza confine e senza limite di tempo.<br \/>\nIl compito del mondo accademico, che \u00e8 stato ed \u00e8 l\u2019esempio di onest\u00e0 intellettuale nell\u2019aiutare il giornalismo pi\u00f9 serio e corretto, diventa pi\u00f9 arduo in questi tempi, in cui il potere dominante, attraverso vari conservatorismi delle congreghe neocon (che praticano politiche neocoloniali in nome delle democrazie e libert\u00e0 formali), ha trasformato una gran parte dei giornalisti  in epigoni e insetti che spacciano i comunicati dei dicasteri di guerra come notizie e dopo la fabbricazione del giornalista embedded ha dato origine alla nuova specie dello scrittore embedded (vedi Khaled Hosseini e il suo Mille Splendidi Soli). <br \/>\nL\u2019autore, seguendo la tradizione della ricerca sincera all\u2019insegna del dia\u00aclogo e del convivere umano e portando avanti la sensibilit\u00e0 della tradizione italico-latina nelle sue varie anime, prende posizione di fronte al pensiero di autori come Bernard Lewis e Samuel Huntington, ovvero i fautori del\u00aclo scontro e del monologo. Una posizione che con il suo realismo sul pia\u00acno materiale e la pacatezza del linguaggio e del pensiero potrebbe suggerirci anche la necessit\u00e0 del superamento da un lato la durezza della polemica di scrittori come Edward Said (che crede che questo Oriente sia un\u2019invenzione delle scuole orientaliste dell\u2019Occidente) e dall\u2019altro il pensiero di autorevoli pensatori come Hans Kung che, credendo nel dialogo, lo cercano soprattutto a livello interreligioso, trascurando l\u2019uomo e i suoi diritti nelle sue varie sfere esistenziali (religione compresa)<b>5<\/b>.<br \/>\nSacchetti attratto dalle diversit\u00e0, le considera una ricchezza capace di rom\u00acpere la monotonia e di diminuire la noia (per usare le parole di Sciascia e Cioran) vedendo la vita dell\u2019altro come l\u2019immagine della propria. Le pagine del libro di Sacchetti sono la testimonianza dello sforzo per capire avvicinan\u00acdo le nozioni al racconto nello spirito di superamento delle divisioni tribali (etnico, culturali, geografiche) che sono inventate artificiosamente dai fautori del potere per poter perpetuare il proprio dominio. Picasso nel girare, capo\u00acvolgere, sezionare un oggetto cercava di trovare la quarta dimensione nella rappresentazione artistica. Secondo i futuristi \u2013 che volevano aggiungere alla simultaneit\u00e0 della rappresentazione la continuit\u00e0 \u2013 questo metodo distruggeva l\u2019oggetto nella sua continuit\u00e0 spaziale.<br \/>\nNelle pagine di questo libro possiamo vedere come sagge riflessioni, acute osservazioni, sincere considerazioni e illuminate citazioni vengono magistral\u00acmente coniugate alle nozioni di stampo accademico e attraverso il ritmo pacato del racconto letterario e un realismo magico presentano un moderno e piace\u00acvole lavoro nella continuit\u00e0. Il libro ci racconta come da millenni etnie (come persiani, azeri, curdi, armeni, baluchi, turkmeni) e vari indirizzi di pensiero e di fede nell\u2019ambito di una cultura sincretistica convivono all\u2019insegna dell\u2019etica del rispetto e in pace. Questo all\u2019autore sembra un modello da trasformare in un manifesto. Perci\u00f2 si chiede le ragioni di tanta pressione sull\u2019Iran attuale. Il perch\u00e9 \u2013 come abbiamo gi\u00e0 detto \u2013 va cercato nella guerra geopolitica che si sta combattendo nel modo pi\u00f9 sanguinoso per accaparrare le risorse (vedi le guer\u00acre in Iraq) e attraverso loro controllo mettersi in una posizione di vantaggio nei confronti degli avversari: l\u2019altopiano iranico tra il Caspio e il Golfo Persico \u00e8 al centro delle maggiori risorse energetiche e chi metter\u00e0 le mani su queste risorse si trover\u00e0 in una posizione di vantaggio sui competitori globali, attuali e futuri consumatori (l\u2019Europa e l\u2019Asia che gravita intorno a Cina, Russia e India).<br \/>\nIl libro ci presenta pagine molto intense e di buona lettura. Si fanno leggere con immenso piacere per tutte queste ragioni e perch\u00e9 Misteri persiani \u00e8 una testimonianza di quel raro sforzo etico dei nostri tempi che in modo raffinato ci invita a evitare la terra di desolazione e non cadere nella trappola dello scon\u00actro e credere nell\u2019unicit\u00e0 della sostanza di vita a prescindere dalla provenienza etnico-culturale e vedere gli esseri umani come membri dello stesso corpo. Dice <b>Sa\u2019adi<\/b>: <br \/>\n<b><br \/>\nI figli dell\u2019uomo sono membri dello stesso corpo<br \/>\nChe nella creazione son della stessa sostanza<br \/>\n<\/b><br \/>\nSembra che Sacchetti, citando una poesia di Shebestari, voglia suggerirci: <br \/>\nConsiderate il mondo come il bagliore della luce della Verit\u00e0. <br \/>\nL\u2019intensit\u00e0 del bagliore \u00e8 cos\u00ec grande che ha nascosto la verit\u00e0 dentro di s\u00e9.<br \/>\n<b>Amir Madani<br \/>\nRoma, settembre 2008 <\/b><\/p>\n<p><b>1 <\/b>Scrittore e intellettuale di origini iraniane. <\/p>\n<p><b>2 <\/b> Alan J.B. Wace, Greece untrodeden, traduzione italiana di G.Becatti, Sentieri scono\u00acsciuti di Grecia, Roma 1969, pag. 71.<br \/>\n<b>3 <\/b> Filippo De Filippi, Note di un Viaggio in Persia, G.Daelli &amp; C.Editori, Milano 1865, pag. 229. <br \/>\n<b>4<\/b>  Alessandro Bausani, L\u2019Iran e la sua tradizione millenaria, Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, Roma, 1971. <\/p>\n<p><b>5 <\/b> Hans Kung, Islam. Passato, presente e futuro, Rizzoli, Milano, 2007. <\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Misteri Persiani&#8221; di Antonello Sacchetti Introduzione di Amir Madani Le pagine di questo libro (come quello precedente scritto dall\u2019autore, I ragazzi di Teheran) sono l\u2019insieme di osservazioni, riflessioni, analisi, resoconti, notizie in cui la passione e la seriet\u00e0 sono coniugate con precise nozioni di carattere storico-culturale anche di stampo accademico.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/366"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=366"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/366\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}