{"id":356,"date":"2009-04-27T16:30:56","date_gmt":"2009-04-27T16:30:56","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=356"},"modified":"2009-04-27T16:30:56","modified_gmt":"2009-04-27T16:30:56","slug":"chi-troppo-vuole-nulla-stringe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/chi-troppo-vuole-nulla-stringe\/","title":{"rendered":"CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20090427-lorenzo molinari.JPG' width='320' height='237' alt='' \/><\/div>\n<p>\n<b>CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE<br \/>\nLorenzo Molinari<\/b><br \/>\n<b><br \/>\nIllustrazioni di Pierluigi di Paolo<\/b><br \/>\n\u201cUn giorno una principessa, passeggiando vicino allo stagno fuori dal suo castello, incontr\u00f2 un rospo&#8230;\u201d<br \/>\n <!--more-->&#8212;&#8212;<br \/>\nA dire il vero, fu il cavallo della principessa a vederlo per primo. Subito si blocc\u00f2 per annusare quella pallottola verde scura che aveva notato tra l\u2019erba. Goloso di ortaggi com\u2019era, sperava fosse un peperone verde o una zucchina tonda oppure un ciuffetto di tenera insalata. Non capendo di cosa si trattasse, sfior\u00f2 con la lingua il povero rospo, ma subito schifato, la ritrasse, nitrendo: &#8211; Che robaccia \u00e8 mai questa? \u2013 Poi sollev\u00f2 il capo per riprendere il passo, ma la principessa, che a quel punto aveva notato quell\u2019essere, ferm\u00f2 il cavallo, scese di sella e, lentamente, si avvicin\u00f2 al rospo, che era ancora gonfio da scoppiare, ma non pi\u00f9 in posizione di difesa, ora lo era per orgoglio, convinto di aver respinto quel grosso animalaccio spaventandolo col suo terrificante aspetto. La principessa con delicatezza riusc\u00ec a prenderlo tra le mani, non ne era schifata, nonostante la pelle umidiccia. Era la prima volta che le capitava di prendere un simile animaletto. Ricordandosi della fiaba del principe rospo, pens\u00f2 ad alta voce: &#8211; Potrei dargli un bacetto. Magari sono fortunata, in lui si cela il mio principe azzurro. \u2013 Avvicin\u00f2 le sue dolci labbra alla bocca del rospo ma questi spicc\u00f2 un grande salto e atterr\u00f2 su un sasso poco pi\u00f9 in l\u00e0, dicendo: &#8211; Ma che, sei matta? Non vorrai mica baciarmi? Metti che io sia un principe rospo! Non vorrai mica che mi trasformi! &#8211;<\/p>\n<p>La principessa rimase a bocca aperta per lo stupore, poi rispose sbiascicando e man mano con voce sempre pi\u00f9 arrabbiata: &#8211; Ma\u2026 ma\u2026 matta io? Mi pare, che qui il matto sia tu! Ti offro l\u2019incredibile opportunit\u00e0 di trasformarti in principe e diventare il mio sposo, nel caso in cui tu fossi vittima di un sortilegio, e rifiuti un mio dolce bacio? Schiere di principi e nobili altezzosi vorrebbero che li baciassi e tu, viscido di un rospo, mi rifiuti? Come osi, brutto animalaccio? \u2013<br \/>\n&#8211; Cara principessa, si d\u00e0 per certo che io sia un principe! \u2013 La vanit\u00e0 del rospo era salita a mille e gi\u00e0 si era convinto di essere veramente un principe rospo \u2013 Non penser\u00e0 mica che io desideri diventare sua sposa? Scherziamo? \u2013 e scoppi\u00f2 in una gran risata, mentre la principessa si era gi\u00e0 tolta lo stivaletto per colpirlo ma, indecisa se usare il tacco d\u2019oro o lo speroncino di cristallo, perse tempo cos\u00ec che il rospo tra un riso e l\u2019altro pot\u00e9 proseguire con le sue ragioni: &#8211; Non per offenderla, anzi mi scuso di tanta impertinenza, ma sa, al di l\u00e0 che non piace neppure esser rospo, mi farebbe un po\u2019 schifo diventare come lei. &#8211;<br \/>\nLa principessa, sentendo le sue scuse abbass\u00f2 lo stivaletto, ma sempre pi\u00f9 sorpresa dalle parole del rospo, pretese spiegazioni: &#8211; Ti faccio schifo? Ma se sono la fanciulla pi\u00f9 bella e pi\u00f9 corteggiata del reame! \u2013<br \/>\n&#8211; Non lo metto in dubbio, principessa, non lo metto in dubbio. \u2013 disse il rospo, continuando a darle del lei non tanto per rispetto, quanto per mantenere le distanze \u2013 Ma sa, non baratterei mai il mio bel color verde con il suo pallore rosa e neppure vorrei diventare azzurro come il principe dei suoi sogni! Poi, che schifo, l\u2019ho vista mangiare con gusto porcheriuole quando \u00e8 venuta a fare pic-nic lungo le rive dello stagno. Io vado matto per mosche e zanzare vive, proprio non potrei rinunciare a simili prelibatezze. &#8211;<br \/>\nLa principessa non credeva alle sue orecchie e si mise a ridere sentendo le scemenze di quello stupido animaletto e, dimenticando le offese ricevute, gli chiese: &#8211; Visto che non ti piace essere rospo e visto che, a detta tua, in te si cela un principe, chi mai vorresti che ti baciasse? \u2013<br \/>\n&#8211; Mmh, mmh\u2026 &#8211; colto impreparato, il rospo, che fino a prima dell\u2019incontro con la principessa non aveva mai sognato di poter essere un principe, non seppe cosa rispondere; poi d\u2019un tratto gli venne un\u2019intuizione, ricordandosi di strane storie che aveva sentito dire: &#8211; Mi far\u00f2 baciare solo da un\u2019extraterrestre che verr\u00e0 con la sua navicella qui sulla Terra a cercarmi. S\u00ec, solo un bella e verde marziana potr\u00e0 baciarmi, e io mi trasformer\u00f2 in principe marziano, rimarr\u00f2 della mia bella cera verde e diventer\u00f2 il re del cielo, altro che il suo regno! &#8211;<br \/>\n&#8211; Tu sei proprio suonato! \u2013 comment\u00f2 ridendo la principessa \u2013 Aspetta e spera la tua bella marzianella! Addio, e non venirmi mai a cercare. \u2013<br \/>\n&#8211; Ma chi la vuole, chi l\u2019ha mai cercata! Vada, vada. Torni al suo castello e, mi permetta un consiglio, non faccia aspettare ancora i suoi pretendenti, c\u2019\u00e8 caso che si stufino e la dimentichino. Buona fortuna! \u2013 e con un altro balzo si tuff\u00f2 nello stagno e spar\u00ec.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 molto tempo ma n\u00e9 marziani, n\u00e9 extraterrestri si fecero vedere lungo le rive dello stagno. Il rospo ormai era sempre pi\u00f9 fuori di testa, completamente in paranoia. Convinto di essere un vero principe rospo, snobbava tutti gli altri abitanti dello stagno, che non mancavano di prenderlo in giro e di ridere alle sue spalle, ogni volta che lo vedevano fissare il cielo alla ricerca di qualche oggetto volante non identificato.<\/p>\n<p>Un giorno il rospo, vedendosi solo e canzonato da tutti, fu costretto a darsi per vinto. Non poteva aspettare ancora la venuta di una marziana sulla Terra, avrebbe dovuto cercarsi un&#8217;altra sposa. Tuttavia, ostinato com\u2019era, non pose in dubbio il fatto di non essere un principe, cos\u00ec si disse che non poteva accontentarsi di sposare una volgare rospa di palude, e anche se lo avesse voluto, chi mai avrebbe sposato uno schizzato simile?<br \/>\nQuindi non trovando nessuna nello stagno che facesse al caso suo, inizi\u00f2 a perlustrare altri posti. Vag\u00f2 per il grande prato che circondava lo stagno e poi pi\u00f9 in l\u00e0, fino al muro di cinta che delimitava il parco del re, e l\u00ec chi ti incontr\u00f2? Una strana bestiola mai vista prima di allora, immobile sul muro si godeva il sole. Aveva un corpo assai lungo e magro, quattro zampe piccole e corte, dotate di chiss\u00e0 quali rostri per consentirle di stare sulla verticale della parete, e una lunga ed elegante coda. Il colore oltretutto era verde, ma non di un bel verde come il suo, si presentava un po\u2019 spento e polveroso. Non vi dico la meraviglia del rospo non appena vide la sconosciuta scattare in un baleno e acchiappare una mosca che svolazzava vicino a lui. \u201cNon solo \u00e8 verde, pi\u00f9 o meno come piace a me, ma ha pure i miei stessi gusti!\u201d, pens\u00f2 il rospo. Poi, avvicinatosi alla base del muro si present\u00f2: &#8211; Sono il principe rospo, padrone di queste terre, chi \u00e8 lei, mia cara? Non ho mai avuto il piacere di incontrarla prima, per caso \u00e8 una marziana scesa sulla Terra che desidera conoscermi? \u2013<br \/>\nLa sconosciuta, meravigliata dalle parole del rospo, rispose \u2013 No, non so di chi stia parlando, io mi chiamo Lucertola e da sempre vivo su questo muro. \u2013<br \/>\n&#8211; Lucertola? Interessante, che bel nome, che nome luminoso! E\u2019 un grande piacere per me averla incontrata. Non sar\u00e0 una marziana\u2026 ma fa lo stesso. Non so se glielo ha mai detto nessuno, lei \u00e8 proprio molto bella, cos\u00ec sinuosa e snella, non come me che sono, devo ammetterlo, un po\u2019 goffo e tozzo. Diventare come lei d\u2019un colpo con un solo bacio, senza diete e interventi estetici, non sarebbe male e, poi, che eleganza la sua lunga coda, che portamento, starebbe assai bene anche a me, non cred\u2026? &#8211; No aveva ancora finito di dire l\u2019ultima parola che: &#8211; Oh! \u2013 Il rospo rimase sbalordito, vedendo nel prato a pochi balzi da lui un\u2019altra bestia molto simile a Lucertola ma molto pi\u00f9 bella, pi\u00f9 grande, pi\u00f9 elegante, di un colore verde cos\u00ec brillante ma cos\u00ec brillante, che subito gli si rivolse chiedendogli: &#8211; Mia cara, chi sei tu? No non dirmelo\u2026 ma certo tu devi essere Brillertola? Scusa se ti ho fatto ingelosire con le parole che ho appena rivolto a tua sorella Lucertola, era solo uno scherzo, ti porgo le mie scuse. Non vorrai mica farti scappare un bel principe rospo come me? Presto, prima che si adiri tua sorella, avvicinati e baciami, affinch\u00e9 possa diventare bello come te e poi, mio amore, ci sposeremo! &#8211;<br \/>\n&#8211; Ueh! Per chi mi hai preso? Tanto per cominciare non mi chiamo Brillertola e non sono sorella di quella. Il mio nome \u00e8 Ramarro e tu mi sembri fuso nel cervello! Va\u2019, sparisci! &#8211;<br \/>\n Il rospo cambi\u00f2 colore e pens\u00f2: \u201cChe figura che ho fatto! Scambiare un maschio per una femmina, e gli ho pure chiesto di sposarmi! E se mi avesse detto di s\u00ec e mi avesse pure baciato? Meglio non pensarci, speriamo che Lucertola non si sia offesa.\u201d. Poi, vedendo che Lucertola stava risalendo il muro di cinta, la chiam\u00f2 con insistenza: \u2013 Lucertola, Lucertola! Non scappare! Dammi un bacio! Ti chiedo solo un bacio, vedrai, non ti pentirai, saremo felici insieme! &#8211; <br \/>\nNiente da fare: Lucertola prosegu\u00ec imperterrita la sua salita e spar\u00ec dall\u2019altra parte del muro. Ma il rospo pi\u00f9 determinato di prima, trovando un piccolo buco, riusc\u00ec anche lui a fatica a sgusciare dall\u2019altra parte, e cosa videro i suoi occhi?<br \/>\nUn immenso stagno contornato da canneti: un luogo incantevole, altro che quello sporco acquitrino dove aveva vissuto fino a quel giorno. Si dimentic\u00f2 addirittura di Lucertola e a grandi balzi giunse sulla riva.<\/p>\n<p>Le sorprese non erano finite. Non poteva essere vero quello che vedeva! Un essere fantastico e grandissimo simile alla bella ma piccola Lucertola, grande un\u2019infinit\u00e0 di volte pi\u00f9 di lei, era l\u00ec, pareva sonnecchiasse sulla spiaggia assolata. Il rospo si innamor\u00f2 a prima vista e si immagin\u00f2 immediatamente regale con quel corpo forte e verde, con quella grossa coda e con quei magnifici bitorzoloni allineati sulla pelle, molto, molto pi\u00f9 belli dei suoi.<br \/>\nA piccoli balzi si avvicin\u00f2 all\u2019enorme bocca di quell\u2019essere speciale, pareva sorridesse, mostrando un fila lunghissima di denti acuminati e bianchissimi. Il rospo chiuse gli occhi, aspettando di ricevere il tanto sperato bacio d\u2019amore: \u201cChe sorriso grazioso e regale ha la mia promessa sposa.\u201d pens\u00f2, e fu l\u2019ultimo dei suoi pensieri.<br \/>\n <b>Fiaba tratta dal libro:<br \/>\nLE MILLE E UNA PRINCIPESSA, STORIE DI ROSPI<br \/>\nINDAGARE IL NOSTRO TEMPO ATTRAVERSO LE FIABE:<br \/>\nL\u2019INCONTRO CON LA DIVERSIT\u00c0<br \/>\nLorenzo Molinari, Edizione per Parada Italia<\/b><\/p>\n<p><b>Lorenzo Molinari<\/b><\/p>\n<p>Sono l\u2019autore di questo libro, sono nato nel 1960 a Milano, dove tuttora vivo.<br \/>\nScrivo con l\u2019intento di condividere con i miei lettori ideali di armonia, pace e solidariet\u00e0. Coltivo alcune passioni: le discese fluviali in raft e in canoa, di cui sono stato atleta nazionale; l\u2019alpinismo, che mi porta a contemplare la bellezza del mondo dalla cima delle montagne pi\u00f9 alte; lo studio del pensiero e delle religioni, per superare quell\u2019orizzonte che si crede si ampli semplicemente raggiungendo una vetta; la cura delle piante, per comprenderne il silenzio, la tolleranza e la generosa offerta.<br \/>\nHo pubblicato nell\u2019ambito del progetto Love the child in you will save the world \u00ae:<br \/>\n&#8211; la fiaba \u201c<b>Matt-one, il mattone magico<\/b>\u201d per l\u2019Associazione Bambini in Romania, edita nel 2006 da Proedi Editore, musicata e cantata dal coro Crescercantando e presentata con Lorenzo Jovanotti al teatro Dal Verme a Milano il 21 novembre 2007;<br \/>\n&#8211; il libro \u201c<b>Le mille e una principessa, storie di rospi. L\u2019incontro con la diversit\u00e0<\/b>\u201d, edito per l\u2019associazione Parada del clown francese Miloud, a favore dei bambini di strada di Bucarest.<br \/>\nLe fiabe: \u201cToby il cane volante dal dottor Mangiacagnetti\u201d, \u201cToby il cane volante vola in cielo\u201d e \u201cLo speciale Natale di Orsola e Orsolo\u201d sono state rappresentate in forma teatrale sotto la direzione artistica di Isabella Maffi tra gli anni 1995 e 2000 dal Comune di Varese.<br \/>\nSono laureato in economia e ho lavorato per vent\u2019anni in note aziende di consulenza e istituti di ricerca, occupandomi anche di indagini di mercato in campo economico e sociale.<br \/>\nSe volete contattarmi mi trovate telefonicamente al +39 340 5131 833 o via e-mail all\u2019indirizzo molinari.studio@tiscali.it<\/p>\n<p>\n<b>Love the child in you,<br \/>\nwill save the world \u00ae<\/b><br \/>\nE\u2019 un progetto nato nel 2004 per volont\u00e0 di Lorenzo Molinari e Agnese Marchitto, rivolto a sensibilizzare ogni persona, adulta o bambina, a riscoprire o salvaguardare l\u2019innocenza, l\u2019autenticit\u00e0, la spontaneit\u00e0 e la naturalezza che \u00e8 presente in ciascuno di noi e a prevenire ogni tipo di violenza contro i bambini.<br \/>\nSpesso le persone crescendo dimenticano di essere stati bambini e soffocano il fanciullo che \u00e8 in loro; spesso i bambini sono feriti dagli adulti, che impongono loro comportamenti da grandi. Quante volte noi stessi abbiamo calpestato il fanciullo che \u00e8 in noi? Quante volte qualcuno ce lo ha calpestato? Quanta violenza gli adulti generano contro i bambini? Quanta ne verr\u00e0 generata da questi bambini, se diventando adulti, non sapranno amare il fanciullo ferito che \u00e8 in loro?<br \/>\nQuesta fiaba fa parte della collana Ai fanciulli di ogni et\u00e0 \u00ae con cui il progetto intende offrire dei piccoli semi perch\u00e9 rinasca l\u2019Amore verso il nostro fanciullo: \u201cRegala una fiaba al fanciullo che \u00e8 in te, per ridare sorriso a ogni bambino\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHI TROPPO VUOLE NULLA STRINGE Lorenzo Molinari Illustrazioni di Pierluigi di Paolo \u201cUn giorno una principessa, passeggiando vicino allo stagno fuori dal suo castello, incontr\u00f2 un rospo&#8230;\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/356"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=356"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/356\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}