{"id":349,"date":"2009-03-14T07:25:15","date_gmt":"2009-03-14T07:25:15","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=349"},"modified":"2009-03-14T07:25:15","modified_gmt":"2009-03-14T07:25:15","slug":"usa-iran-il-disgelo-necessario-un-articolo-di-amir-madani-dal-magazine-domenicale-di-america-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/usa-iran-il-disgelo-necessario-un-articolo-di-amir-madani-dal-magazine-domenicale-di-america-oggi\/","title":{"rendered":"Usa-Iran, il disgelo necessario: Un articolo di Amir Madani dal Magazine Domenicale di America Oggi"},"content":{"rendered":"<p>Le relazioni Usa\u2013Iran da tre decenni sono in uno stato di stallo in cui si \u00e8 erto un muro di sfiducia che non ha giovato agli interessi di due grandi nazioni n\u00e9 a quelli della comunit\u00e0 internazionale. Se il colpo di stato angloamericano del 1953 contro il governo democratico di Mossadegh e l\u2019occupazione dell\u2019ambasciata americana a Tehran del 1979 sono stati motivi di contesa e forte discordia, non sono mancati neanche momenti d\u2019intesa come in Afghanistan,  contro il dilagante pericolo del talebanismo alleato con la nebulosa planetaria di al-Qaeda  tuttora attuale ed in Iraq, dove la maggioranza curdo-sciita sostenuta dall\u2019Iran \u00e8 impegnata nel difficile impegno di emarginare la violenza ed a stabilire la sicurezza per permettere l\u2019uscita delle forze militari Usa previsto nell\u2019ambito dell\u2019accordo Usa-Iraq sulla fuoriuscita delle forze militari Usa.  <\/p>\n<p><!--more-->Un miglioramento delle relazioni bilaterali gioverebbe comunque agli interessi degli Usa come  prima potenza mondiale e dell\u2019Iran come potenza regionale. In considerazione del crescente pericolo della violenza di guerra e di  terrorismo dovuti all\u2019instabilit\u00e0, della difficile congiuntura che ha dato origine ad una crisi economica senza precedenti sarebbe l\u2019intera comunit\u00e0 internazionale a beneficiare di un disgelo tra gli Usa e l\u2019Iran. Una maggiore stabilit\u00e0 della regione contribuirebbe a diminuire le perdite sul piano umano e materiale, garantendo la diminuzione delle spese e dei costi, incrementando la sicurezza delle rotte energetiche per far arrivare petrolio e il gas naturale al consumatore finale. L\u2019altopiano iranico, incuneato tra le risorse tradizionali del Golfo Persico e l\u2019eldorado del Mar Caspio insieme alle aree limitrofe \u00e8 il centro di quell\u2019area che nel sottosuolo ancora contiene oltre il  60% delle risorse globali di petrolio e gas naturale.<\/p>\n<p>l\u2019Iran  oltre ad  essere uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di gas e petrolio potrebbe essere il percorso pi\u00f9 sicuro ed economico di pi\u00f9 rotte energetiche e garante per la sicurezza di tante altre. Su un piano geopolitico l\u2019Iran \u00e8 collegato da un lato all\u2019area del sud-est asiatico &#8211; Pakistan e il subcontinente indiano- dall\u2019altro lato rappresenta la continuit\u00e0  geografica con l\u2019Eurasia e l\u2019Afghanistan per raggiungere la Cina e tutta Asia Centrale ex sovietica e la Russia per arrivare alla delicata area caucasica. Dall\u2019altro canto Iran \u00e8 anche al centro del turbolento mondo islamico minacciato dall\u2019estremismo. Su un piano culturale l\u2019Iran storicamente \u00e8 un paese leader dell\u2019area e nel mondo islamico. Pensare ad una sicurezza ed alla stabilit\u00e0 di questo vasto territorio senza tenere in considerazione il ruolo dell\u2019Iran che ha una vocazione euroccidentale, sembra impensabile.  <\/p>\n<p>Secondo il rapporto bipartisan Baker- Hamilton (ISG) il ruolo dell\u2019Iran come vicino primario nella stabilizzazione dell\u2019Iraq \u00e8 fondamentale. Il coinvolgimento dell\u2019Iran \u00e8 essenziale per la pacificazione del Libano e la ricerca delle soluzioni per la questione israelo-palestinese e tutta l\u2019area della sponda sud del mediterraneo dove secondo Joshka Fischer risiede anche la futura sicurezza europea. Senza l\u2019Iran \u00e8 impensabile trovare una soluzione duratura per l\u2019Afghanistan e le aree tribali pakistane dove convergono da un vasto bacino planetario tutti gli estremisti che hanno trasformato il Pakistan dei generali compiacenti con i talebani in una bomba ad orologeria. In tutti gli sceiccati del Golfo Persico e nella Penisola Arabica fino allo Yemen l\u2019Iran ha influenza su stabilit\u00e0 e sicurezza. Anche le delicate contese caucasiche troverebbero soluzioni pi\u00f9 rapide con un ruolo iraniano.  <\/p>\n<p>L\u2019amministrazione Neo-Con di Bush, optando per l\u2019uso della forza tra le tante soluzioni, meno drammatiche e meno costose ha inserito l\u2019Iran nell\u2019\u201dAsse del Male\u201d. L\u2019amministrazione Obama ha annunciato invece di volersi basare sul dialogo, sul multilateralismo. Ma come \u00e8 noto nonostante la consapevolezza di entrambi della necessit\u00e0 di un disgelo, gli interessi divergenti permangono.<\/p>\n<p>I principali punti di contrasto tra gli Usa e l\u2019Iran sarebbero:<\/p>\n<p>1-  In Afghanistan dove l\u2019oscurantista regime dei talebani \u00e8 stato abbattuto con il determinante contributo iraniano, per effetto di politiche sbagliate i taleban che insieme ad al-Qaeda sono un rischio per la sicurezza globale son riemersi. Il presidente Obama punta ad emarginare i talebani ed il talebanismo, chiedendo un maggiore impegno iraniano,  ma alcuni ambienti, soprattutto militari inglesi, pensano ad una intesa (come a Musa Qal\u2019ah) con frange dei talebani. Questa soluzione sarebbe di difficile accettazione  per l\u2019Iran per pi\u00f9 ragioni e dannosa per l\u2019immagine degli Usa. Ma considerando che sconfiggere il terrorismo \u00e8 una necessit\u00e0 per la sicurezza di entrambi, una strategia comune potrebbe emergere dalle trattative bilaterali.<\/p>\n<p>2- Varie amministrazioni Usa hanno optato per un appoggio incondizionato ed acritico alle politiche israeliane, mentre l\u2019Iran come gran parte della comunit\u00e0 internazionale e la parte realista del mondo politico israeliano sostiene il diritto dei palestinesi ad una patria e all\u2019autodeterminazione e a prescindere dalla retorica dovuta ad alta tensione fa intendere comunque di rispettare le scelte ed accordi palestinesi con la controparte.<\/p>\n<p>3-  In Iraq, l\u2019Iran chiede il rispetto del timetable del ritiro delle truppe straniere e in generale la rinuncia di Washington all\u2019ingerenza e dell\u2019accettazione dei piani di sicurezza intesi nell\u2019ambito regionale dai governi della regione. Tutto potrebbe essere compatibile con quel che viene dichiarato dal presidente Obama: \u201cVia dall\u2019Irak ad agosto 2010, Dialogo con Iran e Siria\u201d.<\/p>\n<p>4. L\u2019amministrazione Obama ha dichiarato che intende intavolare le trattative per un reale disgelo. Che ci\u00f2 possa avvenire \u00e8 necessario emarginare i residui della retorica della passata amministrazione e puntare ad un dialogo costruttivo con l\u2019Iran. Un dialogo che deve anche tener conto delle istanze dell\u2019Europa, che \u00e8 stata impegnata in una difficile mediazione per mantenere la pace nella regione . <\/p>\n<p>5. Riguardo il progetto nucleare l\u2019Iran dichiara ufficialmente che il suo programma \u00e8 per usi civili e  di essere disponibile a firmare trattati per un Medio Oriente denuclearizzato (gi\u00e0 nel 2003 ai tempi di Khatami ). Le comprensibili preoccupazioni di H.Kissinger riguardo il rischio e la diffusione di tecnologie capaci di condurre alla produzione degli armamenti e la necessit\u00e0 di un disarmo (Nesweek 19 Feb. 2009) son compresi dall\u2019Iran il quale afferma di voler  prendere impegni formali affinch\u00e8 il progetto non abbia deviazioni militari. Anche se la denuclearizzazione mediorientale e globale rimane il sommo obiettivo ideale  dell\u2019umanit\u00e0  sul quale bisogna impegnarsi e lavorare sarebbe necessario tener presente tutte le soluzioni razionali che possano contribuire ad una gestione del problema ai fini di garantire la stabilit\u00e0 e la pace mondiale. Immaginando anche gli scenari pi\u00f9 estremi non ci sarebbero le ragioni per un non disgelo verso l\u2019Iran: come scrive William Pfaff  citando Kenneth Waltz della Columbia University, la maggiore autorit\u00e0 a sostegno della proliferazione nucleare tra gli accademici americani, poich\u00e9 la dissuasione \u00e8 l\u2019unica vera utilit\u00e0 delle armi nucleari, la loro diffusione dovrebbe \u201ccontribuire alla stabilit\u00e0, alla pace e alla prudenza\u201d. Seguendo il pensiero dell\u2019analista dell\u2019Herald Tribune: \u201cLa posizione americana \u00e8 politicamente insostenibile nel lungo periodo\u201d(august, 2005), in quanto l\u2019Iran esercita un diritto riconosciuto dall\u2019NPT ( Nuclear Non-Proliferation Treaty) agli stati membri ed il progetto \u00e8 sotto regolare monitoraggio degli ispettori dell\u2019IAEA, il braccio operativo dell\u2019ONU in materia del nucleare.<\/p>\n<p>6.Perci\u00f2 non ha senso moralmente e politicamente tenere l\u2019Iran, che dichiara di non avere l\u2019arma come un target, sotto una pressione ingiustificata quando altri paesi dell\u2019area come  il Pakistan,l\u2019India e Israele cio\u00e8 stati che non hanno firmato il trattato NPT detengono armi nucleari. L\u2019Iran dovrebbe  -ed ha dichiarato che vuole &#8211; rispettare la legalit\u00e0 internazionale con maggiore trasparenza, perci\u00f2 nell\u2019interesse generale dovrebbe essere aiutato in questo sforzo.<\/p>\n<p>7. La riapertura delle relazioni Usa- Iran, utile e necessaria per la sicurezza della regione, dovrebbe tener conto anche della recente apertura di vertici iraniani e della evoluzione della situazione politica interna iraniana alla stregua dell\u2019evoluzione dell\u2019opinione pubblica Usa, che ha dato origine alla scelta del presidente Obama il quale potrebbe avvalersi dell\u2019organigramma del potere in Iran definito dalla costituzione iraniana per identificare gli interlocutori con cui avviare il processo di miglioramento e di stabilizzazione dei rapporti tra i due paesi.<\/p>\n<p>8. Anche l\u2019Italia, presidente del G-8, dando voce alle istanze europee intende invitare l\u2019Iran alla riunione ministeriale allargata del G-8 sulla stabilizzazione dell\u2019Afganistan che si terr\u00e0 a Trieste, riconoscendo cosi un ruolo politico iraniano nel processo di  stabilizzazione della regione.  <\/p>\n<p>Link da cui \u00e8 tratto l&#8217;articolo: https:\/\/www.oggi7.info\/2009\/03\/09\/1825-analisi-politica-estera-usa-iran-il-disgelo-necessario<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le relazioni Usa\u2013Iran da tre decenni sono in uno stato di stallo in cui si \u00e8 erto un muro di sfiducia che non ha giovato agli interessi di due grandi nazioni n\u00e9 a quelli della comunit\u00e0 internazionale. 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