{"id":339,"date":"2009-01-16T16:47:09","date_gmt":"2009-01-16T16:47:09","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=339"},"modified":"2009-01-16T16:47:09","modified_gmt":"2009-01-16T16:47:09","slug":"occidoriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/occidoriente\/","title":{"rendered":"OccidOriente"},"content":{"rendered":"<p><b>OccidOriente <\/b><br \/>\nLiberamente ispirato al racconto &#8220;Il manichino dietro il velo&#8221;di Sadegh Hedayat <br \/>\n<b><br \/>\nL\u2019IRAN OGGI VISTO DA \u201cNOI\u201d<\/b><br \/>\nCompromessi. Questa potrebbe essere la parola chiave per capire, almeno in parte, l\u2019Iran di oggi.<br \/>\n\u201cChi vuole essere felice in Iran deve trovare dei compromessi con la tradizione\u201d, a dirlo \u00e8 la 23enne Farideh ma questa frase potrebbe ben diventare lo slogan di una generazione, quella a cavallo tra i venti e i trent\u2019anni, se non addirittura di una nazione intera.<br \/>\nL\u2019Iran \u00e8 un paese sorprendente forse proprio perch\u00e9 ricco di contraddizioni.<br \/>\n<!--more-->Trovi la buoncostume che sorveglia il rispetto delle regole islamiche, che interviene se il foulard di una ragazza \u00e8 troppo allentato e che da la caccia alle coppie di fidanzati che amoreggiano in pubblico, ma trovi anche la Sigheh, che tutti questi \u201cproblemi sentimentali\u201d li sistema; un contratto che stipula un  matrimonio a tempo, a volte solo per poche ore altre per qualche mese. Con la Sigheh va tutto a posto; niente adulterio da punire o rapporti prematrimoniali da castigare.<br \/>\nL\u2019Iran \u00e8 un paese singolare e forse anche un po\u2019 surreale.<br \/>\nMentre l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 condannata con la pena di morte, i transessuali, fin dai tempi di Khomeini, sono trattati come ammalati bisognosi d\u2019aiuto e le operazioni per il cambio di sesso sono all\u2019ordine del giorno.<br \/>\nL\u2019Iran \u00e8 un paese dalle fantasiose contraddizioni.<br \/>\nLa polizia vietata alle donne, l\u2019uso del cappello invernale al posto del chador e degli stivali sui pantaloni attillati e loro, le ragazze,  s\u2019inventano la lipstikjihad, e cio\u00e8 una gran quantit\u00e0 di trucco sul viso per contestare le imposizioni del regime; anche se si sussurra che ormai sia passata di moda perch\u00e9 come dice la giovane Samineh: \u201dNon posso certo travestirmi da prostituta per avere l\u2019impressione di essere libera\u201d.<br \/>\nL\u2019Iran \u00e8 un paese che ci spiazza. <br \/>\n\u201cCi spiazza\u201d; ecco da dove siamo partiti per cercare di capire.<\/p>\n<p><b>L\u2019INCONTRO<\/b><br \/>\nUn incontro per capire; un incontro tra un gruppo di artisti italiani e uno scrittore iraniano che dell\u2019Italia ha fatto la sua seconda casa, ma che custodisce ed alimenta un profondo legame con il suo popolo e la sua cultura d\u2019origine. <br \/>\nUn incontro dove la moltitudine delle nostre domande  era appesantita dall\u2019ansia di andare oltre i luoghi comuni e dove invece, l\u2019apparente semplicit\u00e0 della risposta, indicava gi\u00e0 la strada da seguire.<br \/>\nLeggerezza e tradizione; ecco la risposta di Hamid Ziarati.<\/p>\n<p>Leggerezza di tocco per parlare di temi complessi e sfuggenti. Quell\u2019ironica soavit\u00e0 di parola che Hamid ha utilizzato, ad esempio, nel suo romanzo \u201cSalam maman\u201d (ed. Einaudi) dove la Teheran degli anni \u201970 e della rivoluzione khomeinista \u00e8 vista attraverso gli occhi innocenti e meravigliati di un bambino, un Gian Burrasca iraniano che racconta senza giudicare.<br \/>\nLa tradizione di una nazione, la vecchia Persia, dal glorioso passato, colmo d\u2019armonia e di grazia, un passato che ha saputo donare al mondo intero tre cose meravigliosamente ed irrepetibilmente inutili dal punto di vista produttivo; la poesia, la miniatura e il tappeto. Tre cose che non rendono la vita pi\u00f9 facile ma sicuramente pi\u00f9 bella.<br \/>\n<b><br \/>\nUN PROGETTO DI SPETTACOLO<\/b><br \/>\nLeggerezza e tradizione dunque per spiegare, o soltanto provare a spiegare, attraverso uno spettacolo, a noi non iraniani, non persiani, non orientali, non mussulmani cosa vuol dire Iran oggi.<br \/>\nE cos\u00ec, guidati dalla soave ironia di Hamid Ziarati abbiamo vagabondato, tra le affascinanti pieghe della tradizione letteraria e poetica persiana. <br \/>\nAlla fine abbiamo scelto un piccolo racconto che possiede due caratteristiche irrinunciabili. <br \/>\nLa prima \u00e8 che pur essendo stato scritto quasi un secolo fa narra una storia universale; una storia d\u2019emigrazione e d\u2019amore, una storia di civilt\u00e0 diverse, quella occidentale e quella orientale, che s\u2019incontrano e si scontrano, una storia dove l\u2019altro da se affascina e respinge.<br \/>\nL\u2019altra caratteristica per noi fondamentale \u00e8 che questo racconto ci ha parlato attraverso le immagini; Teheran, uno studente, Parigi, un manichino, ancora Teheran, una giovane innamorata, un velo e una pistola. E le immagini sono fondamentali quando si sceglie un testo che dovr\u00e0 poi diventare uno spettacolo.<br \/>\nIl racconto \u00e8 &#8220;Il manichino dietro il velo&#8221; (1933), l\u2019autore Sadegh Hedayat, da molti considerato il Kafka della letteratura persiana.<br \/>\nNon ci rimaneva altro da fare che affidarlo ad Hamid, perch\u00e9 lui potesse attualizzare, adattare e plasmare, sulla sua personale esperienza di scrittore iraniano immigrato da molti anni in Italia, un racconto di emigrazione scritto da un autore persiano del secolo scorso.<\/p>\n<p>E\u2019 buffo e forse  anche un po\u2019 surreale ma ad un certo punto del nostro progetto ci siamo accorti che  le fantasiose contraddizioni della realt\u00e0 iraniana erano penetrate anche all\u2019interno del nostro spettacolo.<\/p>\n<p>Protagonista \u00e8 un manichino di donna visto da un giovane iraniano in una vetrina di una citt\u00e0 europea; personaggio principale e fulcro del racconto che Sadegh Hedayat scrisse pi\u00f9 di 70 anni fa, simbolo e rappresentazione dell\u2019apparenza attraente e nel contempo repulsiva di tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere inteso come \u201cOccidente\u201d.<br \/>\nUna foto ha fatto il giro del mondo qualche mese fa; quella di alcuni manichini nudi esposti in una vetrina di Benetton a Teheran. Manichini, molto probabilmente simili a quello di Hedayat, che anche in questo caso sono diventati simboli, inconsapevoli e muti, della guerra che gli arcigni difensori della moralit\u00e0 e del costume iraniano hanno lanciato contro i marchi della moda internazionale, accusati di essere gli strumenti della penetrazione culturale dell\u2019Occidente corrotto.<\/p>\n<p><b>NOTE DELL\u2019 AUTORE<\/b><br \/>\n\u201cI genitori gli avevano riempito la testa di consigli e insegnamenti vecchi di millenni e, per esser certi che una volta giunto in occidente non smarrisse la retta via, l&#8217;avevano solennemente fidanzato ad una cugina che lo avrebbe atteso fino al suo rientro: \u201cAbbiamo cresciuto un fanciullo puro di cuore e di spirito, rispettoso delle tradizioni e dei nostri costumi.\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Iran \u00e8 una terra di mezzo, tra occidente e mondo arabo da una parte e oriente indiano e cinese dall\u2019altra, un anello di congiunzione tra mondi in contrasto, sia sul piano sociale che <\/p>\n<p>su quello culturale e ci\u00f2 determina le molteplici contraddizioni interne a cui \u00e8 arduo dare una spiegazione logica. Gli iraniani sono nutriti contemporaneamente dal nazionalismo, dal tradizionalismo persiano, dalla modernizzazione dell\u2019occidente, dal misticismo dell\u2019oriente e da una professione di fede in arabo, una lingua a loro sconosciuta. <br \/>\nTutta questa miscellanea d\u2019influenze culturali \u00e8 ci\u00f2 che rende l\u2019Iran uno scenario originale e affascinante, da ogni angolazione la si guardi. (Hamid Ziarati)<\/p>\n<p><b>NOTE DI REGIA<\/b> <br \/>\n&#8220;Ci vuole molta energia per vivere un conflitto ed altrettanta \u00e8 necessaria per raccontarlo. <br \/>\nUn conflitto vive accovacciato e diventa comunicabile, spesso, quando ormai \u00e8 troppo tardi, quando viene compiuto un gesto eccessivo, o sopraggiunge una morte, una guerra, un crollo. Spesso questo atto eccessivo viene cavalcato dai media per farne un &#8220;mostro&#8221; da prima pagina e cos\u00ec si perde nel magma e rischia di non essere nemmeno pi\u00f9 ascoltato per quello che \u00e8: una storia. <br \/>\nIl teatro parla attraverso storie e azioni eccessive, ma \u00e8 propria della tradizione del palcoscenico una certa leggerezza ed eleganza che possano rendere lievi e magiche storie che nel quotidiano ci appaiono crudeli e senza speranza. <br \/>\nIl pubblico del teatro si prepara,  esce di casa e si aspetta di assistere ad un rito civile, di condividere parole ed emozioni con altri silenziosi compagni di viaggio per vivere un&#8217;esperienza altrimenti difficile o pericolosa, addirittura, nella vita reale. <br \/>\nIl racconto di Sadegh Hedayat pu\u00f2 portare in un mondo lontano rendendolo a noi pi\u00f9 vicino, attraente perch\u00e9 ci\u00f2 che non ci aspetta accade e ci\u00f2 che \u00e8 prevedibile non accade. <br \/>\nL&#8217;ansia occidentale di correre alla ricerca di un centro di gravit\u00e0 permanente (come diceva Battiato) \u00e8 la stessa che pu\u00f2 attrarre il pubblico a questa imprevedibile storia d&#8217;amore persiana, che porta a scoprire e comprendere aspetti di una cultura pi\u00f9 simile alla nostra di quanto possiamo immaginare. <br \/>\nLa resa teatrale della storia vuole quindi essere uno stimolo per lo spettatore occidentale a vivere suoni, colori, movimenti e personaggi di un Iran leggero e sensuale dove per contrasto, la storia di chi non riesce ad integrarsi \u00e8 &#8211; come in Italia- la storia di chi rinuncia alla leggerezza e alla fatica di un sogno ogni singolo giorno in ogni singolo gesto. <br \/>\nDue luoghi e due mondi saranno a confronto, con fili di somiglianza visibili e potenti a raccontare attraverso le parole ed i gesti di un uomo, di una donna, e di un manichino, la modalit\u00e0 con cui fantasmi e ossessioni legate all&#8217;amore e ai desideri per la vita siano gli stessi e in ogni essere umano e come il conflitto sia il riflesso di energie trattenute e disincarnate. La domanda chiave \u00e8 &#8220;cosa, nella vita ci fa cambiare e crescere veramente: le richieste del mondo esterno o quello che ci aspettiamo di diventare per noi stessi?&#8221;.(Eleonora Moro) <\/p>\n<p>Tradizione, attualit\u00e0, contraddizioni, si sono fuse in un unico spettacolo che prova a raccontare l\u2019Iran dei nostri giorni. Senza per\u00f2 dimenticare la leggerezza perch\u00e9, come ci ha spiegato Hamid Ziarati: \u201cUn paese con la bandiera color anguria non pu\u00f2 che essere cos\u00ec. Un frutto verde fuori e bianco e rosso dentro, sembra duro e invece \u00e8 pi\u00f9 fragile del silenzio. Per non parlare delle raffiche di sputi che devi sparare per espellere i semi\u201d.<\/p>\n<p><b>\u201cOccidOriente\u201d<\/b><br \/>\nTerra di mezzo<br \/>\nLiberamente ispirato al racconto &#8220;Il manichino dietro il velo&#8221;di Sadegh Hedayat <\/p>\n<p>Drammaturgia<br \/>\n<b>Hamid Ziarati<\/b><br \/>\nRegia<br \/>\n<b>Eleonora Moro<\/b><br \/>\nProgetto teatrale<br \/>\n<b>Laura Negretti<\/b><br \/>\nScenografie<br \/>\n<b>Armando Vairo<\/b><br \/>\nCon<br \/>\n<b>Laura Negretti<br \/>\nUlisse Roman\u00f2<\/b><br \/>\nProduzione<br \/>\n<b>Teatro in Mostra &#8211; Como<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OccidOriente Liberamente ispirato al racconto &#8220;Il manichino dietro il velo&#8221;di Sadegh Hedayat L\u2019IRAN OGGI VISTO DA \u201cNOI\u201d Compromessi. 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