{"id":325,"date":"2008-10-20T13:23:33","date_gmt":"2008-10-20T13:23:33","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=325"},"modified":"2008-10-20T13:23:33","modified_gmt":"2008-10-20T13:23:33","slug":"punturina-e-il-trapianto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/punturina-e-il-trapianto\/","title":{"rendered":"PUNTURINA E IL TRAPIANTO"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20081020-Ines1.JPG' width='155' height='213' alt='null' \/><\/div>\n<p>\nViveva una volta, in un paesino di poche pretese vicino al mare, una piccola zanzara tigre, leggiadra nell&#8217;aspetto e agile nel volo; il suo nome era Punturina, e apparteneva alla nobile casata dei Pungi-pungi. La piccola aveva un solo, grande difetto, era distratta, anzi&#8230; distrattissima: quando prendeva di mira qualcuno dall&#8217;aspetto gustoso, si entusiasmava talmente da non badare a nulla e a nessuno, nella sua rincorsa&#8230; <br \/>\n<!--more-->Il capogruppo Big-Zanzi, tempo addietro, si era fratturato una zampina, cercando di far deviare Punturina da una rama con tanti ricci di castagne, tanto che ancora oggi, dopo mesi di riabilitazione, era costretto a sorreggerla con una piccola stampella di legno di noce; la levatrice pi\u00f9 anziana, inoltre, si ritrov\u00f2 un giorno con 108 larve sparse in ogni dove, perch\u00e9 Punturina aveva perso l&#8217;equilibrio guardando un millepiedi addormentato ed era caduta col culetto proprio nell&#8217;incubatrice di raccolta&#8230; Ahi, ahi, ahi! L&#8217;ostetrica dovette cercare le piccole larve ad una ad una, controllando con la lente in ogni dove, contando e ricontando per non incorrere nella sanzione del severo Giudice Flit, tutore dei minori abbandonati&#8230;<\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20081020-ines2.JPG' width='156' height='216' alt='null' \/><\/div>\n<p>\nLe altre zanzare cominciarono cos\u00ec ad evitare di trovarsi nei paraggi della compagna distrattona e Punturina, poco alla volta, si abitu\u00f2 suo malgrado alla solitudine, tanto da non accorgersi, una sera di burrasca novembrina, che l&#8217;intera comunit\u00e0 delle zanzare tigre si era allontanata. Colta da una profonda malinconia, non si dette da fare per raggiungerle, ma si lasci\u00f2 andare, scordando persino di nutrirsi, tanto&#8230; la gente ormai se ne girava ben infagottata e, se lei si arrischiava ad entrare in qualche cucina per trovare un po&#8217; di calore, immediatamente vedeva mani gigantesche e minacciose che le si scagliavano contro&#8230; Povera piccina! Una sera, scorse un esserino minuscolo, di un tenero rosa, addormentato in una culla accanto a un focolare e,  mentre nell&#8217;aria si alzava il suo lieve, tranquillo respiro, le venne voglia di incunearsi sotto alla sua testina per godere di quella dolce compagnia. Trovarsi accanto a quel morbido fagottino, le fece venir voglia di baciarlo e, vogliosa di affetto, spinse avanti il suo pungiglione e con quello lo accarezz\u00f2 un po&#8217; dappertutto. <br \/>\nOh, nooo!!! Il piccolo prese a piangere disperatamente e Punturina, spaventata, fugg\u00ec, nascondendosi dietro ad un librone della biblioteca. Intanto nella stanza erano accorse due donne, una vecchia con una crocchia grigia sul capo ed una giovanetta snella e bionda: \u201cZanzare maledette! Ma non dovrebbero essersene andate tutte, ormai\u201d? E la vecchia, con fare deciso, raccolse il piccolo e cerc\u00f2 di calmarlo mentre la giovane gli metteva una cremina morbida massaggiandogli la pelle.<br \/>\n\u201cNon riesco a farne una di buona&#8230;\u201d, pens\u00f2 fra se&#8217; Punturina e, rattristata e affamata, usc\u00ec di casa attraverso una finestra che dava sul cortile. Se ne stava sconsolata a piangere accanto all&#8217;ultimo bocciolo infreddolito di una pianta di rose selvatiche, quando le si fece accanto un alto e irsuto cane pastore, dal pelo sporco e arruffato.<br \/>\n\u201cEhil\u00e0, piccolina, non mi avevano detto che c&#8217;era la possibilit\u00e0 di balneazione anche in questa stagione&#8230; Hai le lacrime che formano un lago&#8230;\u201d. E rise con un \u201cBuh buh buh\u201d che lo fece sussultare tutto. La zanzarina si asciug\u00f2 con una zampetta gli occhi e, curiosa, lo guard\u00f2. \u201cCome ti chiami, e perch\u00e9 ti sei fermato a chiacchierare con me? Tutti mi scacciano, e sono rimasta sola, uhuh uhuh uhuh&#8230; Non riesco a combinarne una di buona&#8230; Volevo dare i bacini a una creaturina piccola, tutta rosa, e non sono riuscita che a farla piangere&#8230;\u201d  E riprese a singhiozzare disperatamente, aggrappandosi all&#8217;orecchio sinistro del cane pastore. \u201cEhi, distrattona \u2013 fece quello &#8211; non ti accorgi di pungermi, oltre che di inondarmi di lacrime salate? Vabb\u00e8, mi presento, sono Dentone: come vedi, ho un dente scheggiato e giallo, che mi \u00e8 anche cresciuto storto&#8230;\u201d Poi riprese a ridere con simpatia. <br \/>\nLa zanzarina Punturina, scorgendo sul volto della bestia un sorriso benevolo, si rilass\u00f2, tolse delicatamente il pungiglione che, per sbaglio, gli aveva affondato nella carne e, speranzosa, gli chiese: \u201cDentone, che dici? Diventeremo amici?\u201d \u201cCerto, a patto che il tuo attrezzo di tortura se ne resti a distanza di sicurezza dalla mia pelle, anzi, che ne diresti di venire dal mio chirurgo plastico, per un piccolo intervento?\u201d <\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20081020-ines3.JPG' width='154' height='216' alt='null' \/><\/div>\n<p>\nLa piccolina cominci\u00f2 a tremare e a balbettare impaurita: \u201cMah, mah&#8230; \u00e8 proprio con il mio Pungy che mi sono nutrita, e difesa sinora&#8230;\u201d. \u201cGi\u00e0, gi\u00e0, lo so, ma so anche che una zanzarina distratta lo affonda sempre e ovunque, senza badare alle minime precauzioni. Al mio chirurgo suggerir\u00f2 di dotarti di qualcosa che&#8230; ti far\u00e0 benvolere da tutti&#8230; Su, muoviamoci!\u201d Punturina si appoggi\u00f2 fiduciosa alla schiena di Dentone e, tanto per risparmiare fatica, si lasci\u00f2 trasportare in tal modo attraverso un sentiero sassoso che portava, dalla spersa laguna, all&#8217;interno di un bosco ombroso.  <br \/>\nNella parte inferiore del grosso tronco di un pino marino, stava un portoncino appena accostato. Dentone vi batt\u00e8 sopra con la zampa e, abbaiando concitato, prese a chiamare: \u201cSignor Chirurgo, Signor Chirurgo, \u00e8 un&#8217;emergenza!\u201d. Il portoncino si apr\u00ec e ne usci, con il muso accigliato e le penne arruffate, un grosso gufo. Sopra il becco portava due occhialoni a mezza lente e, sotto un&#8217;ala, teneva una forbice dall&#8217;aspetto, per Punturina, non troppo rassicurante&#8230; <br \/>\n\u201cAh, sei tu, Dentone&#8230; E questa piccola in lacrime? Chi \u00e8, e come mai non se n&#8217;\u00e8 partita con le altre?\u201d. \u201cDottor Gufotto, mi scusi, ma \u00e8 per lei che son venuto sin qui; ho sentito parlare dei suoi trapianti, di becco, d&#8217;ala, di coda&#8230; Non sarebbe per caso possibile togliere a Punturina il suo affilato pungiglione e trapiantarle qualcosa di meno pericoloso?\u201d. \u201cMmmh&#8230; Ma non ha pensato, la piccola, che cos\u00ec facendo dovr\u00e0 rinnegare tutto ci\u00f2 per cui \u00e8 nata e cresciuta? E cosa le trapianteremo mai, al posto di questo?\u201d  <\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20081020-ines4.JPG' width='216' height='156' alt='null' \/><\/div>\n<p>\nLa zanzarina ascoltava, attenta e silenziosa, ripensava alle sue compagne che non l&#8217;avevano mai accettata, ai suoi tentativi inutili di farsi amica la gente, al suo nuovo amico Dentone che, con affetto sincero, voleva vederla felice. Ricordava anche la dolcezza provata quando, quello stesso giorno, si era appoggiata alla tenera carne del bimbetto addormentato&#8230; <br \/>\n\u201cSignor Chirurgo Gufotto, forse io sono una zanzara un po&#8217; diversa&#8230; Ho sempre un po&#8217; invidiato i baci che si danno gli umani: quello tra una mamma e il suo bambino, quello tra fratelli, quello tra due innamorati&#8230; Che ne direbbe di trapiantarmi delle labbra morbide, fatte a cuore?\u201d<br \/>\nIl chirurgo ci pens\u00f2 per un po&#8217;, poi accondiscese e, fatta addormentare la zanzarina con una foglietta di Valeriana, provvide ad innestarle, al posto di Pungy, la tenera boccuccia che lei tanto desiderava.<br \/>\nE da quel momento, tutte le zanzare che a novembre girano per casa o nei giardini, possono forse dare soltanto un po&#8217; di fastidio con il loro zampettare ovunque ma, ammettiamolo, non pungono! Osservatele bene, forse hanno pure loro una boccuccia con labbra morbide, fatte a cuore.<\/p>\n<p>10 luglio 2008                        <br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<b>Ines Scarparolo<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viveva una volta, in un paesino di poche pretese vicino al mare, una piccola zanzara tigre, leggiadra nell&#8217;aspetto e agile nel volo; il suo nome era Punturina, e apparteneva alla nobile casata dei Pungi-pungi. 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