{"id":289,"date":"2008-03-27T10:51:41","date_gmt":"2008-03-27T10:51:41","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=289"},"modified":"2008-03-27T10:51:41","modified_gmt":"2008-03-27T10:51:41","slug":"le-letture-persiane-di-amir-madani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/le-letture-persiane-di-amir-madani\/","title":{"rendered":"Le letture persiane di Amir Madani"},"content":{"rendered":"<p>Le letture persiane di <b>Amir Madani<\/b><br \/>\ndi <b>Roberto Colella<\/b> &#8211; da www.ilbenecomune.it<\/p>\n<p>E\u2019 un \u201cMondo Nuovo\u201d quello che ci viene raccontato con grande passione e spirito critico da Amir Madani che da grande esperto di geopolitica ha capito da subito l\u2019evoluzione alla quale si sta assistendo. Il mondo del post guerra fredda e post crollo del comunismo \u00e8 cambiato. <!--more-->La grande partita geopolitica si sta giocando proprio in Medio Oriente. Qui si possono vedere le divaricazioni nette tra l\u2019Europa e gli Stati Uniti. L\u2019Europa sempre pi\u00f9 contraria alla costruzione della democrazia attraverso l\u2019occupazione militare e gli Stati Uniti che non possono ritirarsi dal mondo ma che non possono avere il dominio del mondo.<br \/>\nTutto questo ed altro viene sviscerato nelle lettere scritte da Amir Madani a Marcello Villari, redattore del Tg 5, che vanno dall\u2019aprile del 2004 alla fine del 2007 e che sono legate alle vicende dell\u2019Iraq, dell\u2019Iran, dell\u2019Afghanistan, del Libano, di Israele  e a quelle degli ex stati dell\u2019Unione Sovietica ora indipendenti: Azerbaijan, Uzbekistan, Kazakistan ecc.<br \/>\nInteressante il riferimento che Madani fa nella sua prima lettera del libro al Presidente Bush che inizia le sue giornate leggendo la Bibbia. Interessante per evidenziare il significato recondito della crisi politica a livello mondiale nascosto tra i versetti biblici, interessante perch\u00e9 subito dopo l\u201911 settembre, il presidente americano fece i suoi primi discorsi proprio in alcune cattedrali americane. Tutto ci\u00f2 a suffragare la teoria di Georges Burdeau che soleva dire che la politica quanto \u00e8 in crisi si rifugia nei templi. G.W. Bush  ha pensato cos\u00ec di ottenere il consenso proprio nei luoghi di culto, sfruttando la fede come collante della societ\u00e0 civile e come mezzo per trovare approvazione alle sue finalit\u00e0 belliche.<br \/>\nUn presidente di guerra che da paladino della democrazia ha ben pensato di esprimerla al meglio umiliando la popolazione irachena, vedi quello che \u00e8 accaduto nel carcere di Abu Ghraib. Metodi di tortura  poco \u201cdemocratici\u201d e soprattutto poco civili denunciati da Amnesty International e dallo stesso autore nel testo. Oppure la testimonianza di Kamil, bambino di otto anni, al quale gli americani avevano rubato il campo da gioco, per far posto a sei carri armati dell\u2019esercito.<br \/>\nMa se gli americani rappresentano un potere antidemocratico, l\u2019Europa sta a guardare. Nonostante Madani nutra un grande senso di ammirazione verso il nostro continente, \u00e8 costretto a lanciare un je accuse verso l\u2019asse franco-tedesco innanzitutto, degno erede di quell\u2019impero carolingio che si distinse a sua volta per immobilismo e per la sua incapacit\u00e0 di esercitare una forza di mediazione. <br \/>\nSempre l\u2019Europa potrebbe oggi svolgere un ruolo importante anche in Iran, il quale attraverso molte componenti della societ\u00e0 guarda con favore al vecchio continente. Non a caso negli ultimi 200-300 anni l\u2019intellighenzia iraniana si \u00e8 formata in Europa.<br \/>\nUn Iran sempre pi\u00f9 polveriera pronta ad esplodere a causa delle forti fratture interne tra  conservatori e riformisti, tra i Pasdaran della rivoluzione e la parte pragmatica, ma soprattutto lontano dai processi democratici che scandiscono la vita politica di un Paese, per colpa di una societ\u00e0 civile sostanzialmente neutralizzata. In mezzo a tutto ci\u00f2 il programma nucleare che Ahmadinejad vuole continuare a portare avanti nonostante l&#8217;opposizione degli Usa. Sebbene il Trattato di non proliferazione imponga agli Stati nucleari il disarmo progressivo, Washington continua a stanziare 27 miliardi di dollari per conservare e costruire nuove armi nucleari. Di sicuro un attacco americano in Iran potrebbe sconvolgere l\u2019intero mondo islamico e quello delle comunit\u00e0 sciite, presenti in mezzo mondo , tanto da far precipitare il mondo in una forte crisi non solo energetica, ma anche di sicurezza. Ma forse la \u201cpresunta\u201d minaccia nucleare iraniana non \u00e8 cos\u00ec imminente come sostengono molti esperti compresi quelli dell\u2019Agenzia Atomica, anche perch\u00e9 fino a questo punto Tehran sta procedendo all\u2019arricchimento dell\u2019uranio attraverso vecchie centrifughe ma non \u00e8 ancora dotata di testate nucleari, per dotarsi delle quali avrebbe bisogno di diversi anni.<br \/>\nDi sicuro una crisi energetica porterebbe gli Usa sempre pi\u00f9 al collasso. Gli Stati Uniti sono obbligati a proteggere il monopolio del dollaro nel mercato del greggio, anche perch\u00e9 stanno vivendo un momento molto difficile che ha portato alla recessione.  E cos\u00ec i cinesi pagano la loro sicurezza attraverso l\u2019interdipendenza con gli Usa acquistando buoni del tesoro del debito estero americano.<br \/>\nCorollario a tutto ci\u00f2 il terrorismo. I taliban afgani si sono rigenerati grazie all\u2019appoggio dell\u2019Isi, i servizi segreti pakistani, che stanno diventando una sorta di nebulosa jihadista. Il Pakistan vede nell\u2019Afghanistan una piattaforma strategica. Non dimentichiamo infatti  che anche da un punto di vista etnico-antropologico, ci troviamo di fronte ad un&#8217;entit\u00e0 comune che contraddistingue sia parte del  Pakistan che parte dell\u2019 Afghanistan: l\u2019etnia Pashtun.<br \/>\nNon si pu\u00f2 non spendere per\u00f2 una parola su Al Qaeda. Molto probabilmente Bin Laden \u00e8 morto ed ha ragione Amir Madani quando dice che il movimento jihadista guidato da Al Qaeda che ha privatizzato e internazionalizzato il terrore, si \u00e8 frantumato nel tempo in realt\u00e0 minori, capaci di autoriprodursi. Aggiungo che l\u2019autoriproduzione \u00e8 dovuta principalmente ai vari focolai di guerra soprattutto in Medio Oriente senza dimenticare per\u00f2 i Balcani, vedi gli esempi prima della Bosnia e ora del Kosovo, dove le diverse cellule terroristiche trovano terreno fertile per rigenerarsi in nome di quel progetto jihad. Allo stesso tempo Amir Madani evidenzia come la rete telematica con oltre cinquemila siti integralisti , ha sostituito per certi aspetti i campi di addestramento e i centri di indottrinamento dando vita alla nuova generazione di jihadisti. Come dire che oggigiorno accanto al barile liquido di petrolio, bisogna fare i conti con quello che alcuni definiscono barile elettronico, un barile vuoto, inesistente nella sostanza ma che sposta denaro da una parte ad un&#8217;altra del mondo e che genera diverse azioni speculative nel campo del mercato borsistico.<br \/>\nIl lettore trover\u00e0 in questo libro ricostruzioni storiche meticolose corroborate da una scrupolosa analisi della storia delle relazioni internazionali e da una grande capacit\u00e0 di acquisire informazioni, vedi il conflitto tra Israele e Palestina o la questione libanese. <br \/>\nAmir Madani ci parla del Medio Oriente rispolverando quel substrato civile che in pochi conoscono e ne approfitta per riportare alla luce fatti sottaciuti o poco rilevanti per alcuni ma che invece hanno una importanza strategica fondamentale. Il tutto ancora una volta in nome di una democrazia nella quale egli crede fermamente ma che non pu\u00f2 essere imposta con l\u2019uso delle armi e che invece va conquistata, giorno dopo giorno, passo dopo passo, attraverso la partecipazione di tutta la societ\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le letture persiane di Amir Madani di Roberto Colella &#8211; da www.ilbenecomune.it E\u2019 un \u201cMondo Nuovo\u201d quello che ci viene raccontato con grande passione e spirito critico da Amir Madani che da grande esperto di geopolitica ha capito da subito l\u2019evoluzione alla quale si sta assistendo. 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