{"id":282,"date":"2008-03-17T12:30:27","date_gmt":"2008-03-17T12:30:27","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=282"},"modified":"2008-03-17T12:30:27","modified_gmt":"2008-03-17T12:30:27","slug":"le-leggende-del-now-ruzaspettando-la-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/le-leggende-del-now-ruzaspettando-la-primavera\/","title":{"rendered":"Le leggende del Now Ruz(aspettando la primavera)"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20080317-noruz.JPG' width='231' height='163' alt='null' \/><\/div>\n<p>\nGrazie allo studio del Sanscrito e alla profonda conoscenza della cultura della Persia e dell\u2019India del suo tempo, Birouni offre, a proposito del NowRuz, una grande quantit\u00e0 di informazioni, soprattutto nei libri Asar Al-Bagiah e Al-Qanun al-Masoudi (qui, in particolare, egli spiega il NowRuz dal punto di vista delle tecniche di calcolo dei calendari).<!--more-->Da Birouni apprendiamo che nel Now Ruz si identifica il giorno in cui l\u2019Angelo della vittoria incoraggi\u00f2 lo spirito umano a creare cose sempre nuove, e che dunque la ricorrenza esprime una grande ricchezza di benedizioni: in questa notte &#8211; racconta Birouni citando Sayd Ibn Fazi &#8211; dal monte Damavand, l\u2019altissima cima che domina Teheran, si sprigionano scintille e vi \u00e8 chi giura di aver visto una fiamma alzarsi dal pinnacolo del ghiacciaio.<br \/>\nSecondo altri, pure citati nei medesimi libri, il Now Ruz deve essere ricollegato al re Jamshid, figlio di Tahmuress, che nel giorno stesso in cui sal\u00ec al trono per governare quasi tutto il mondo (in un\u2019epoca precedente l\u2019impero degli antichi Medi) var\u00f2 alcune riforme religiose: il popolo, gradendo tali ri-forme, trasform\u00f2 la ricorrenza di quel giorno, che aveva rinnovato la vita della comunit\u00e0, nella festa di Now Ruz. <br \/>\nLa ricorrenza venne poi osservata anche dagli antichi re ed i festeggiamenti furono organizzati secondo una speciale gerarchia: il primo giorno era detto appartenere ai monarchi, il secondo agli aristocratici, il terzo ai funzionari del re, il quarto ai servitori di corte, il quinto agli abitanti delle citt\u00e0 e il sesto ai contadini. <br \/>\nPresso i Sassanidi (III-VII secolo d.C.), per  come ricorda  poeta Birouni, il primo giorno di Now Ruz il re chiamava a raccolta il popolo, invitandolo alla fratellanza; il secondo egli si occupava dei problemi della popolazione rurale; il terzo giorno lo dedicava apparteneva al clero e ai soldati, il quarto alla famiglia reale, il quinto ai servi del re, che in questa occasione venivano gratificati o promossi di rango ed il sesto al monarca in persona.<br \/>\nAltre tradizioni aggiunsero elementi ulteriori alle gesta di Jamshid, narrando che il grande re si era costruito un carro a bordo del quale attraversava i cieli; una volta viaggi\u00f2 cosi dal Damavand sino a Babol, sulla costa del Mar Caspio, e tutta la gente si raccolse per vederlo passare: il NowRuz costituirebbe tra l\u2019altro anche la festosa celebrazione annuale di quel passaggio. <br \/>\nVi \u00e8 anche racconta che nel suo peregrinare celeste Jamshid si recava a volte anche nell\u2019Azarbay-djan, dove si fermava e si sedeva su un trono d\u2019oro che la popolazione locale trasportava sulle spalle: il NowRuz sarebbe dunque la ricorrenza del giorno in cui, grazie alla presenza di Jamshid, il trono sfavillava davanti al sole. <br \/>\nLa figura di Jamshid compare in molte delle leggende relative al NowRuz. Birouni, citando un sacerdote zoroastriano, informa che la canna da zucchero fu scoperta in Iran nel giorno di NowRuz, quando Jamshid assaggi\u00f2 un poco della linfa secreta dal suo fusto: la trov\u00f2 dolce e ordin\u00f2 di lavorarla sino a produrne zucchero che divenne cosi popolare benedi scambio e dal quel tempo si usa confezionare dolcetti da offrire per il capodanno. <br \/>\nAl concetto di dolcezza si collega anche la credenza popolare secondo cui, se ci si sveglia la mattina del Now Ruz, e in silenzio si assaggia un po\u2019 di miele prendendolo con tre dita e si accende una candela, si verr\u00e0 preservati dalle malattie. <\/p>\n<p>Birouni cita inoltre Ibn Abbas per introdurre una delle tradizioni che illustrano il fondersi della tradizione iranico-zoroastriana del Now Ruz con l\u2019Islam: un giorno qualcuno offr\u00ec al Profeta Mohammad un dolce su un piattino di rame, ed il Profeta  chiese spiegazioni. Gli fu riposto che quel giorno era NowRuz. Il Profeta domand\u00f2 che cosa fosse Now Ruz. \u201cLa grande festa degli Iraniani\u201d, gli fu rispostio. \u201cIo so &#8211; ribatt\u00e8 il Profeta  &#8211; che la giornata di oggi ricorda il momento in cui l\u2019Onnipotente resuscit\u00f2 Askareh.\u201d \u201cMa che cos\u2019\u00e8 Askareh?\u201d gli domandarono a loro volta i suoi ospiti. <br \/>\nE il Profeta spiega che un tempo migliaia di persone avevano lasciato la loro terra per paura della morte e si erano recate nel deserto; ma proprio laggi\u00f9 Dio aveva ordinato che morissero, ed erano morte tutte sull\u2019istante. Subito per\u00f2 l\u2019Onnipotente, impietositosi, aveva ordinato alle nuvole di versare acqua sui loro corpi, perch\u00e9 tornassero in vita e tutta quella gente era resuscitata (probabilmente da questo deriva l\u2019usanza di spruzzare l\u2019acqua il giorno di Capodanno). <br \/>\nTerminata la spiegazione, il Profeta dell\u2019Islam divise quel dolce fra tutti i presenti (da qui l\u2019abitudine di offrire doni per NowRuz) e disse: \u201cVorrei che ogni giorno fosse NowRuz\u201d.<br \/>\nSecondo il sesto Emam degli Shi\u2019iti, Jafar ibn Muhammad as-Sadiq , NowRuz \u00e8 il giorno in cui Dio strinse un patto con gli uomini a Lui fedeli, i quali promisero di non avere mai altro Dio che Dio (ovvero accettarono il monoteismo) e di credere nei suoi Profeti, nei suoi comandamenti e negli Emam (dello Shi\u2019ismo); \u00e8 inoltre il giorno in cui l\u2019arca del Profeta No\u00e8 tocca finalmente il monte Ararat dopo il diluvio universale ed anche il giorno in cui il Profeta Abramo distrusse gli idoli dei pagani. <br \/>\nL\u2019Emam Jafar si ricollega al racconto di Askareh quando aggiunge che il miracolo della resurrezione di migliaia di Figli di Israele al comando di Allah, cos\u00ec com\u2019\u00e8 rivelato nella Sura \u201cal-Baqara\u201d, versetto 243, del Corano, si verific\u00f2 proprio nel giorno di Now Ruz: una pestilenza aveva ucciso molti in una citt\u00e0 della Siria, perch\u00e9 Dio aveva voluto punire la disobbedienza della popolazione ai locali leader religiosi; alcune decine di migliaia di ribelli avevano allora lasciato la citt\u00e0 ritenendosi in grado di opporsi con successo al volere divino; e nel deserto Dio li aveva fatti morire della stessa piaga cui avevano creduto di poter sfuggire. <br \/>\nAnni dopo il Profeta Ezechiele, mosso a piet\u00e0 alla vista dei loro cadaveri, aveva pregato Dio perch\u00e9 li riportasse in vita, ed il giorno di Now Ruz era stato esaudito. <br \/>\nSecondo un\u2019altra leggenda, il Re Salomone, figlio di Davide, aveva perduto il suo anello, e con esso aveva perduto anche il regno. Ma il giorno di NowRuz egli ritrov\u00f2 l\u2019anello, e tutti gli uccelli gli si raccolsero attorno. Allora Salomone ordin\u00f2 al vento di trasportarlo verso una nuova destinazione. Ma l\u2019upupa lo ferm\u00f2, per raccontargli di avere fatto il nido su un albero lungo la strada e di avervi deposto un uovo: \u201cTi prego, o Re &#8211; aggiunse &#8211; non distruggere il mio nido\u201d. E il re, per non distruggere quel nido, cambi\u00f2 strada. Per ringraziarlo, l\u2019upupa gli spruzz\u00f2 un po\u2019 d\u2019acqua con il becco e gli don\u00f2 una cavalletta &#8211; e forse si pu\u00f2 spiegare anche cos\u00e8 l\u2019abitudine di spruzzare ritualmente qualche goccia d\u2019acqua e soprattutto distribuire piccoli doni nel giorno di NowRuz.<br \/>\nAlcuni ricercatori iraniani ritengono che il giorno di \u201cGhadir Khom\u201d, nel decimo anno dall\u2019Egira, quando il Profeta nomin\u00f2 il genero Ali  proprio successore e lo present\u00f2 come tale ai seguaci (egli sarebbe divenuto infatti il primo Imam degli Shi\u2019iti), cadesse proprio nel giorno di Now Ruz, il ventinovesimo giorno del mese dei Pesci di un anno bisestile. <br \/>\nChe il NowRuz sia passato dal Mazdeismo all\u2019Islam come speciale retaggio culturale \u00e8 testimoniato da tradizioni secondo cui gli Zoroastriani si recarono a rendere omaggio all\u2019Emam Ali  portandogli in dono vasi colmi di zucchero; egli distribu\u00ec lo zucchero fra i compagni, e accett\u00f2 i vasi in pagamento delle tasse dovutegli dai seguaci di Zarathustra. <br \/>\nNella tradizione iranica il primo uomo, e primo mitico re dell\u2019Iran, si chiama Kiumars, come testimonia il poema di Ferdowsi  Shahnameh (\u201cIl libro dei Re\u201d), che indica NowRuz come il giorno della creazione di Kiumars. Nella Persia islamica, Kiumars venne poi identificato con Adamo (il primo dei Profeti venerati dal-l\u2019Islam), e anche sulla base delle affermazioni dell\u2019Emam Jafar , NowRuz \u00e8 ritenuto il giorno in cui appunto Adamo fu creato.<br \/>\nRiguardo alle origini del NowRuz esistono anche teorie elaborate da vari studiosi da quelle che esposte sin qui (sebbene non contrastanti): per esempio, secondo l\u2019iranologo danese Kristiansen questa festivit\u00e0 sarebbe il retaggio della festa babilonese di Zadmuk. <br \/>\nTra le leggende pi\u00f9 popolari, entrate ormai a far parte della favolistica persiana, c\u2019\u00e8 il ritorno di \u201cZio Anno Nuovo\u201d: ogni anno, il primo giorno di primavera, Zio Anno Nuovo indossa il cappello di feltro, si avvolge nella sciarpa e scende in citt\u00e0, appoggiandosi al bastone: visiter\u00e0 ogni casa della Persia, portando il nuovo anno a tutta la gente. Presso la porta della citt\u00e0 vi \u00e8 uno dei giardini pi\u00f9 belli della Persia, coperto di fiori, soprattutto rose, che sbocciano vivide nel giorno d\u2019inizio della primavera. <br \/>\n -Armeni Apostolici e Ortodossi Russi  Lo chiamano il Babbo d\u2019 inverno anziche babo natale per il  capodanno Cristiano; &#8211; \u201cZmer Papi o Ded Maro- z\u201d<br \/>\n Proprietaria del giardino \u00e8 una simpatica vecchietta. Ella non ha mai visto Zio Anno Nuovo, ma ogni anno, il primo giorno di primavera, lo attende ansiosa nella speranza di incontrarlo: si alza prima dell\u2019alba e si prepara a riceverlo, pulendo a fondo la casa, stendendo un tappeto di seta sul pavimento della veranda, innaffiando con cura i fiori &#8211; specialmente le rose, le preferite di Zio Anno Nuovo. Porta un po\u2019 di mangime ai pesci rossi nell\u2019acqua fresca della vasca in giardino, si accerta che la fontanella nel centro diffonda spruzzi in abbondanza, e davanti all\u2019ingresso depone una bacinella d\u2019acqua dove galleggiano petali di rose. Indossa l\u2019abito migliore, di seta finemente ricamata, annoda intorno ai capelli uno scialle color d\u2019oro, accende il fuoco nel camino, nella veranda prepara il tavolo con i \u201csette sin\u201d, sistemandovi anche sette piatti di cristallo colmi di sette diversi tipi di dolci&#8230; proprio come fa ogni famiglia persiana, in ogni casa del Paese.<br \/>\nQuando tutto \u00e8 pronto, la vecchietta siede sul tappeto, in ansiosa attesa di Zio Anno Nuovo: sa bene che chiunque lo incontri torner\u00e0 giovane di nuovo, proprio come la terra quando incontra la primavera. Aspetta&#8230; e nell\u2019attesa pian piano si addormenta. <br \/>\nQuando lo Zio arriva, la vede dormire, e non trova il coraggio  di svegliarla: coglie la rosa pi\u00f9 bella e gliela mette fra le dita; assaggia la met\u00e0 di una mela intinta nello zucchero; prende un tizzone dal camino e si accende la pipa. Poi riparte, verso la citt\u00e0, perch\u00e9 deve visitare tutte le case. Solo pi\u00f9 tardi, il sole desta la vecchietta. <br \/>\nElla vede la rosa e la mezza mela rimasta e comprende che Zio Anno nuovo \u00e8 passato anche quest\u2019anno, e che anche quest\u2019anno non l\u2019ha visto. \u201cE\u2019 accaduto ancora!\u201d piange. \u201cOra dovr\u00e0 attendere un altro anno intero per vederlo e tornare giovane!\u201d E forse, la prossima primavera vi riuscir\u00e0.                                  <br \/>\nNowRuz, \u201cnuovo giorno\u201d. Nella tradizione, nella cultura e nella mentalit\u00e0 persiana, da quattromila anni il giorno di NowRuz rappresenta la vittoria sull\u2019inverno  \u00e8  una vittoria che  nessuna circostanza storica \u00e8 mai riuscita ad oscurare nel cuore degli Iraniani. <br \/>\nNowRuz \u00e8 il Capodanno persiano, che cade il primo giorno del mese di farvardin, in una data corrispondente al 21 marzo del calendario cristiano (la data si mantiene fissa grazie all\u2019introduzione dell\u2019anno bisestile nel calendario solare persiano), giorno considerato in Occidente come l\u2019inizio della primavera perch\u00e9 segnato dall\u2019equinozio ascendente.<br \/>\nNella lingua Farsi, Now significa \u201cnuovo\u201d, Ruz \u201cgiorno\u201d; e il termine Ruz \u00e8 il risultato della contrazione del nome di Hormozd, a sua volta derivante per contrazione dal nome di Ahura Mazdah, il \u201cSignore Saggio\u201d unico Dio della Avesta di Zarathustra, l\u2019Entit\u00e0 positiva del Mazdeismo (prima religione monoteistica, nata sull\u2019altopiano iranico quasi tremila anni orsono): spiegazioni, queste, fornite gi\u00e0 in epoca medievale da Abu Reyhan al-Birouni, grande storico, scienziato, matematico, astronomo e letterato persiano nato a Kharazm nel 983 d.C. e morto nel 1061.<br \/>\nRinvigorita dall\u2019avvento dell\u2019Islam, la tradizione del Now Ruz \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai vitale in Iran, dove d\u00e0 vita ad una delle festivit\u00e0 pi\u00f9 care alla popolazione.<br \/>\nRecita la Sura 2, versetto 164, del Sacro Corano: \u201cNella creazione dei cieli e della terra, nell\u2019alternarsi del giorno e della notte, nella nave che solca i mari carica di ci? che \u00e8 utile agli uomini, nell\u2019acqua che Dio fa scendere dal cielo, rivivificando la terra morta e disseminandovi animali di ogni tipo, nel mutare dei venti e delle nuvole costrette a restare tra il cielo e la terra, in tutto ci? vi sono segni per la gente dotata di intelletto.\u201d<br \/>\nLe celebrazioni del NowRuz : Anteriormente all\u2019epoca sassanide si celebravano il primo e il sesto giorno di farvardin (Hormodz e Khordad), ma nel iii secolo d.C. si cominciarono a considerare festivi anche i giorni intermedi. Le celebrazioni iniziavano comunque sempre circa una settimana prima del 21 marzo, poich\u00e9 la creazione dell\u2019universo (analogamente a quanto narrato nel-l\u2019Antico Testamento) si pensava avvenuta in sei fa-si, o tappe, con la comparsa dell\u2019uomo soltanto il sesto giorno, in concomitanza con l\u2019equinozio di primavera; il che conferiva a quel giorno un\u2019importanza speciale, in quanto manifestazione del culmine della potenza e della gloria di Dio.<br \/>\nNella definizione delle sei fasi della creazione (gahanbar) ciascuna di esse era stata inoltre identificata in un particolare periodo dell\u2019anno: in altre parole, l\u2019anno solare era diviso in sei stagioni, e alla fine di ognuna di esse gli antichi Persiani celebravano una festa; il pi\u00f9 grande dei festeggiamenti era ovviamente riservato al NowRuz, momento in cui si celebrava il completamento della Creazione, e si credeva che le anime viventi in terra si incontrassero con gli spiriti celesti e le anime dei cari defunti.<br \/>\nTra le manifestazioni popolari con cui si prepara e si accoglie questa, che \u00e8 la festa pi\u00f9 gioiosa dell\u2019anno, vi \u00e8 quella denominata Haji Firouz. Si tramanda che Haji Firouz fosse un uomo vestito di panni rossi che andava di strada in strada cantando e suonando il tamburello per salutare il nuovo anno ed informare la popolazione dell\u2019arrivo della primavera; per compensarlo di aver recato la buona notizia, la gente gli regalava cibo o qualche moneta. Cos?, nei giorni precedenti il Now Ruz, tuttora per le strade delle citt\u00e0 e dei villaggi iraniani scendono gli Haji Firouz di oggi, simili nel ruolo agli zampognari italiani che vagano tra i passanti durante le festivit\u00e0 natalizie: vestiti di panni coloratissimi e con un cappello a punta, i volti neri di carbone, agitano il daf (il tamburello a sonagliera), cantano antiche strofe di buon auspicio e rispondono ai piccoli doni in denaro augurando ogni bene per l\u2019anno nuovo.<br \/>\nAltrettanto cara alla popolazione iraniana \u00e8 la festa del Tchahar Shanbeh Souri, che la sera prima dell\u2019ultimo mercoled? dell\u2019anno rievoca le antiche cerimonie del culto mazdaico del fuoco: quando scende la sera si accendono i fal\u00f2 e tutti, in special modo i giovani, spiccano salti superando d\u2019un balzo le fiamme, e cantando: \u201cZardi-e man az to, Sorkhi-e to az man\u201d (\u201cIl mio giallo a te, il tuo rosso a me\u201d), perch\u00e9 il fuoco assorba gli elementi negativi presenti nella persona &#8211; il \u201cgiallo\u201d parla di malattia e debolezza &#8211; cedendole in cambio la sua energia e salute &#8211; il \u201crosso\u201d.<br \/>\nLa stessa sera, bambini e ragazzi vanno di casa in casa, tenendo celato il volto e il corpo con lenzuola per non farsi riconoscere e percuotendo con cucchiai il fondo di ciotole di metallo: si fermano dinanzi a ogni porta finch\u00e9 chi vive nella casa non apre, per regalare loro dolci, frutta secca o altri piccoli doni, cercando scherzosamente di far cadere le lenzuola per scoprire chi siano i \u201cdisturbatori\u201d.<br \/>\nVi \u00e8 chi ricorda, nelle medesime ore, di osservare il Falgush, cio\u00e8 l\u2019usanza di restare nascosti in attesa che passino due persone intente a chiacchierare fra loro: le parole pronunciate dai due passanti e intese di sfuggita, avulse dal loro contesto, vengono poi interpretate per trarne auspici.<br \/>\n<b>Gli Haft Sin <\/b><br \/>\nL\u2019attenzione alla forza simbolica dei numeri si ri-specchia nel rito dello Haft Sin (\u201chaft\u201d significa \u201csette\u201d, \u201csin\u201d \u00e8 il nome della lettera \u201cs\u201d in Farsi), la pi\u00f9 famosa delle tradizioni persiane di Capodanno, strettamente rispettata in tutte le case iraniane.<br \/>\nIn ogni famiglia si sceglie un tavolo o un ripiano dove viene stesa una tovaglia; su questa si collocano sette oggetti il cui nome, in lingua persiana, inizia con la lettera \u201cs\u201d, e ciascuno dei quali in vario modo rappresenta il trionfo del bene sul male o della vita sulla morte, dal sabzeh (\u201cpiante verdi\u201d: semi fatti germogliare in un piatto) alla mela (sib), all\u2019aglio (sir), ad una qualit\u00e0 particolare di frutta secca (senjed), dall\u2019aceto (serkeh) alla spezia chiamata somaq e ad un impasto di germi di grano e farina (samanu), o in altri casi il fiore di narciso (sombol), o una moneta (sekkeh).<br \/>\nAccanto ai sette sin, i Musulmani collocano una copia del Corano (e gli Zoroastriani l\u2019Avesta) per implorare la benedizione di Dio sul nuovo anno. Molti sistemano sulla tovaglia anche una brocca d\u2019acqua, segno di purezza, un pane, alimento fondamentale della vita, e persino latte fresco, frutti, datteri, melagrane, una candela, qualche uovo, magari colorato &#8211; si pensa che i diversi colori delle uova simboleggino le diverse \u201crazze\u201d umane, considerate tutte uguali di fronte al Creatore &#8211; o uno specchio.<br \/>\nNella cultura iraniana, come in tante altre, il numero sette \u00e8 considerato di ottimo auspicio. Allamah Majlesi, nel suo libro Bahar-ul-Anwaar, scrive: \u201cI cieli sono formati di sette strati, e cos? pure la terra; e sette angeli li custodiscono; e se nel tempo in cui il nuovo anno si sostituisce al vecchio tu reciterai sette versetti o sette Sure del grande Corano che comincino con la lettera ess\u00ec dell\u2019alfabeto arabo, allora sarai protetto da tutte le disgrazie della terra o del cielo per l\u2019intero anno che inizia\u201d. In precedenza anche Ferdowsi, nello Shahnameh, aveva scritto che i cieli e la terra sono \u201cfatti ciascuno di sette strati\u201d; e narrato inoltre delle \u201csette meravigliose imprese di Rostam\u201d, il pi\u00f9 popolare fra gli eroi della tradizione epica persiana.<\/p>\n<p>Ma gi\u00e0 nell\u2019Avesta di Zarathustra del numero sette si era parlato come di un segno sacro; e da radici altrettanto antiche derivava la credenza degli Iraniani del passato secondo cui l\u2019anima di ogni credente, ovvero l\u2019essenza della sua esistenza, dopo il momento della morte terrena si posava sul tetto della casa in cui egli aveva trascorso la vita, e l\u00ec rimaneva per sette giorni e sette notti, quindi si recava alla propria tomba, e l\u00ec di nuovo si fermava sino alla quarantesima notte; dopo di che, poteva finalmente raggiungere la dimora celeste (tuttora comunque i riti funebri per i defunti si celebrano nella ricorrenza del settimo e del quarantesimo giorno dal trapasso).<br \/>\nIn testi di epoche lontane sono spesso menzionate le \u201csette storie dell\u2019inferno\u201d, e si fa riferimento ad un \u201cre delle Sette Terre\u201d (a \u201csette terre\u201d o \u201csette regioni\u201d accenna anche il testo introduttivo dello Shahnameh).<br \/>\nIn uno dei pi\u00f9 noti racconti mitologici, la storia di Sinbad, si parla di Kurdis, re dell\u2019India, e dei suoi \u201csette ministri dotti\u201d, fra i quali appunto Sinbad era il pi\u00f9 sapiente. Esiste poi una narrazione relativa al Profeta Mohammad (S), citata da Saab bin Ebadeh, che racconta: \u201cDel giorno di venerdi sono sette gli attributi, e l\u2019uomo fu creato nel giorno di venerdi\u201d.<br \/>\nNel Corano, il numero sette \u00e8 citato in almeno sette Sure e versetti; il Testo Sacro parla in varie occasioni di \u201csette giorni\u201d, \u201csette strade\u201d, \u201csette mari\u201d, \u201csette cieli\u201d, \u201csette notti\u201d, \u201csette buoi maschi\u201d e \u201csette verdi spighe di grano\u201d.<br \/>\nPer quanto riguarda il pi\u00f9 eloquente dei sette sin, il sabzeh, bisogna ricordare che la sua preparazione risale ad una tradizione molto antica. Generazione dopo generazione, le famiglie persiane erano solite approntare dodici piccoli piedistalli di argilla, in rappresentanza dei mesi, tutto attorno al cortile di casa, seminando sopra ciascuno di essi vari tipi di piante, in particolare frumento, orzo, riso, fagioli, fave, lenticchie, miglio, piselli, sesamo e mais. Il sesto giorno di farvardin (27 marzo), riunita tutta la famiglia, si festeggiavano i germogli, cantando e suonando gli strumenti tradizionali. Le colonnine d\u2019argilla dovevano restare intatte sino al sedicesimo giorno di farvardin, quando la famiglia verificava la crescita di ciascuna pianta: il seme che aveva prodotto il germoglio pi\u00f9 alto veniva scelto per la coltivazione principale dell\u2019anno appena iniziato.<br \/>\nTuttora si provvede con una cura particolare alla preparazione dei germogli, sebbe il rito conservi ormai soltanto un carattere simbolico. Almeno dieci giorni prima di NowRuz \u00e8 responsabilit\u00e0 della pa-drona di casa preparare una manciata di semi (la quantit\u00e0 dipende dal numero dei membri della famiglia), formulare un desiderio e un augurio di buona salute e prosperit\u00e0, e nel frattempo deporre i semi stessi in un recipiente d\u2019argilla pieno d\u2019acqua. Quando si fanno bianchi, la padrona di casa toglie i semi dall\u2019acqua e li dispone su un tessuto; non ap-pena spuntano i germogli, li trasferisce su un vassoio di rame e li copre con un tovagliolo umido. Quando le piantine, ormai verdi, raggiungono una certa altezza, la donna le lega delicatamente con un nastro rosso: faranno parte della tavolata di Haft Sin finch\u00e9, il tredicesimo giorno dopo Capodanno (Sizdeh-bedar), divenuti gialli, cio\u00e8 maturi, verranno deposti in un ruscello perch\u00e9 tornino a fondersi con la natura.<br \/>\nQuando l\u2019orologio indica l\u2019arrivo del nuovo giorno, del primo giorno dell\u2019anno nuovo, i membri della famiglia, spesso in abiti nuo-vi, si raccolgono attarno al tavolo, vicino al ripiano dove sono sistemati gli Haft Sin. Tutti recitano in-sieme almeno una preghiera, si abbracciano augurandosi reciprocamente salute e benessere, e infine cominciano il pranzo di Capodanno (abbondante e ricco quanto i \u201ccenoni\u201d occidentali). Il piatto tipico \u00e8 il Sabzipolo mahi, riso alle verdure con salmone bianco del Caspio.<br \/>\nPoi i membri pi\u00f9 anziani distribuiscono gli eidi (piccoli doni) ai familiari pi\u00f9 giovani: in genere, a seconda delle disponibilit\u00e0 economiche, monete d\u2019oro o banconote nuove (gesto di benevolenza in uso anche nei luoghi di lavoro, a favore dei dipendenti o dei sottoposti).<br \/>\nIl periodo di NowRuz si caratterizza anche per l\u2019usanza degli scambi di visite tra parenti e amici; in questi casi si privilegiano le persone pi\u00f9 anziane, e spesso si approfitta dell\u2019occasione per rappacificarsi dimenticando le vecchie liti.<br \/>\nSecondo una delle antiche tradizioni, nel passato si riteneva che il ritorno delle anime dei defunti si verificasse il tredicesimo giorno di farvardin, il quale veniva dunque chiamato \u201cil giorno dei morti\u201d (proprio per la solennit\u00e0 di questo incontro ancora oggi gli Iraniani usano preparare le case al Capodanno con un\u2019accuratissima pulizia di locali, tappeti, cortili, cos? resi degni di accogliere il ritorno dei familiari scomparsi). Forse per questa ragione, o forse per le valenze scaramantiche attribuite al numero tredici, in un passato piuttosto lontano in questa data si usava rompere qualche stoviglia, mentre tuttora si continua ad osservare l\u2019usanza del Sizdeh-bedar, cio\u00e8 ad organizzare gite di fa-miglia nel verde, per esorcizzare le forze del male.<br \/>\nAttualmente infatti il Now Ruz, cominciato il primo giorno di farvardin, si protrae sino al tredicesimo, quando si esorcizza il \u201ccattivo auspicio\u201d del numero tredici con la gita fuori casa e fuori citt\u00e0. In quest\u2019occasione, le ragazze in et\u00e0 da marito annodano due fili d\u2019erba, mentre esprimono il desiderio di poter trascorrere il successivo Sizdeh-bedar in compagnia di uno sposo: \u201cSizdeh-bedar, sal-e digar, khuneh-ye shohar, batcheh baqal\u201d (\u201cChe passi il Tredicesimo! L\u2019anno prossimo, nella casa del marito, un bimbo in braccio\u201d). In questo giorno si preparano piatti di verdure, e una zuppa tradizionale chiamata Ash-e reshteh.<br \/>\n<b>Il calendario<\/b><br \/>\nScrive Omar Khayyam: \u201cSi tramanda che Kiumars, il re persiano, fece coincidere il giorno di NowRuz con l\u2019origine della storia. Cos?, ogni anno la luce del sole sarebbe stata vista 365 volte. Egli divise l\u2019anno in dodici parti, ciascuna parte a sua volta divisa in trenta porzioni, ed a ciascuna porzione diede il nome di un angelo.\u201d<br \/>\nOmar Khayyam (Abolfath Khayyam di Ney-shabour, citt\u00e0 del Khorassan) \u00e8 forse il poeta persiano pi\u00f9 popolare in Occidente; \u00e8 tuttavia meno noto che egli fu anche &#8211; o soprattutto, secondo molti studiosi &#8211; un matematico e un astronomo valente; e come \u201cpresidente\u201d di una commissione di astronomi, nell\u2019anno 467 dell\u2019Egira (1073 d.C.) venne incaricato da Nezam ol-Molk, ministro del monarca selgiuchide Jalal ol-Din Malek shah, di riformare in modo scientifico il calendario. L\u2019assassinio di Nezam ol-Molk e la morte di Malek shah non consentirono che l\u2019impresa fosse portata a termine; ma Khayyam riusc? ad elaborare un nuovo calendario chiamato \u201cJalali\u201d, e lasci? ai posteri un breve trattato in prosa, il Nowruznameh (\u201cLibro del Capodanno\u201d), da cui \u00e8 stata tratta la precedente citazione.<br \/>\nQui il pensatore, che negava con forza di essere seguace del pensiero greco, ma si dedicava volentieri agli studi di filosofia naturale, descrisse i mesi, le caratteristiche di ciascuno di essi, il rispettivo rapporto con la costellazione del Toro.<br \/>\n<b>Farvardin<\/b> (dall\u2019espressione fara avardan, \u201cri-svegliare\u201d, \u201cfar crescere\u201d), \u00e8 il primo mese dell\u2019anno, che include i trentuno giorni tra il 21 marzo e il 20 aprile, e d\u00e0 il via alla crescita delle piante.<br \/>\n<b>Ordibehesht<\/b>, il secondo (trentuno giorni, dal 21 aprile al 20 maggio), \u00e8 il mese \u201cdel paradiso\u201d (behesht), per la luce e il clima dolce che lo caratterizzano.<br \/>\n<b>Khordad <\/b>(trentuno giorni, tra il 21 maggio e il 20 giugno) trae il nome dal verbo khordan, \u201cmangiare\u201d, perch\u00e9 rifornisce gli uomini di alimenti preziosi quali il frumento o la frutta pi\u00f9 succosa.<br \/>\n<b>Tir <\/b>(termine che equivale a \u201cforza\u201d, \u201cpotenza\u201d) \u00e8 il mese della mietitura, dura 31 giorni e include le settimane tra il 21 giugno e il 21 luglio occidentali.<br \/>\n<b>Mordad<\/b> (22 luglio &#8211; 21 agosto: trentuno giorni) ri-chiama il verbo mordan, \u201cmorire\u201d, perch\u00e9 la terra ha ormai esaurito il suo compito, e si inaridisce.<br \/>\n<b>Shahrivar<\/b>, che dura trentuno giorni dal 22 agosto al 21 settembre, \u00e8 il mese della prosperit\u00e0, quando pagare le tasse al signore (allo shah) \u00e8 meno penoso per il contadino.<br \/>\n<b>Mehr <\/b>(la parola significa \u201camore\u201d, \u201caffetto\u201d) \u00e8 il mese della gentilezza, quando ciascuno \u00e8 disposto ad offrire al vicino i frutti del proprio campo, poich\u00e9 sta per arrivare l\u2019autunno: dura trenta giorni, dal 22 settembre al al 21 ottobre.<br \/>\n<b>Aban<\/b> \u00e8 segnato dalle piogge (ab significa \u201cac-qua\u201d), e conta trenta giorni dal 22 ottobre al 20 novembre.<br \/>\n<b>Azar<\/b> (\u201cfuoco\u201d), il nono mese, di trenta giorni tra il 21 novembre e il 20 dicembre, segna il tempo in cui il contadino comincia ad accendere il fuoco per riscaldarsi.<br \/>\nDopo Dey (trenta giorni, tra il 21 dicembre e 20 gennaio), forse cos? denominato per ingraziarsi i daeva, le devinit\u00e0 pre-mazdaiche, nel periodo in cui la terra non pu? dare frutto, e dopo il duro <b>Bahman<\/b> (trenta giorni, tra il 21 gennaio e il 19 febbraio), con<b> Esfand<\/b> (che \u00e8 anche il nome dell\u2019incenso) il ciclo della vita potr\u00e0 ricominciare. Esfand conta ventinove giorni, che diventano trenta negli anni bisestili, tra il 20 febbraio e il 20 marzo.<br \/>\nIl calendario civile persiano, ancor oggi in uso, \u00e8 dunque solare, e fissa l\u2019inizio dell\u2019anno esattamente in corrispondenza dell\u2019equinozio di primavera: il momento del risvegliarsi della vita, in cui pienamente si esplica l\u2019azione miracolosamente rivivificatrice di Dio. L\u2019istante preciso in cui si verifica il cambio dell\u2019anno viene calcolato in base al calendario solare dell\u2019Egira, che ha preso avvio dal viaggio del Profeta Mohammad (S) dalla Mecca a Medina, avvenuto gioved? 26 settembre del 622 d.C.; di conseguenza ogni anno occorre individuare esattamente l\u2019ora dell\u2019arrivo dell\u2019anno nuovo. Tale compito, anticamente svolto dagli astrologi e poi dai primi astronomi, \u00e8 affidato oggi al Centro di Astrofisica dell\u2019Universit\u00e0 di Teheran.<br \/>\n<b>\u201cLa gioia e il segreto del vivere\u201d<\/b><br \/>\nAli Shariati, il grande pensatore, scrittore e sociologo iraniano (1923 -1977), ha riassunto in un bra-no di grande spessore e forza poetica i molteplici significati che il NowRuz assume nella cultura e nella mentalit\u00e0 dell\u2019Iran: <br \/>\nNowRuz, la celebrazione del primo giorno dell\u2019anno persiano, che si erge fiero sopra tutte le altre festivit\u00e0, non \u00e8 un\u2019artificiosa convenzione sociale, n\u00e9 un\u2019imposizione politica. E\u2019 l\u2019esultare di una nazione ed anche l\u2019esultare della terra, del cielo e del sole. E\u2019 il giorno che inizia.<br \/>\nNowRuz risveglia le persone proprio mentre si risveglia la natura. In questa grande festa la gente esce dalle case e s\u2019abbandona in grembo alla natura e ai suoi profumi: ancora una volta comincia a sentire la vita in tutto il proprio essere, con la tenera pioggia di primavera, la dolce menta odorosa e gli aromi ristoratori della terra e dei fiori. NowRuz \u00e8 abbandonarsi a un ricordo grande, il ricordo della solidariet\u00e0 fra l\u2019uomo e la natura. NowRuz \u00e8 un mo-tivo perch\u00e9 gli Iraniani continuino a vivere, perch\u00e9 \u00e8 in s\u00e9 stesso l\u2019inizio della vita. Quando arriva, trasmette agli esseri umani la gioia e il segreto del vivere. NowRuz vuol dire un giorno nuovo, un giorno nuovo vuol dire sperimentare una nuova vi-ta, e questa vita, per la gente iraniana, \u00e8 il giorno del crescere e del fiorire. <br \/>\nNowRuz \u00e8 stato vissuto dalla nostra gente non solo in situazioni felici, ma anche in momenti molto dolorosi. Nel tempo in cui Alessandro distruggeva con il fuoco Persepolis e Gengis Khan e Tamerlano passavano a fil di spada il popolo del Khorassan, e durante tutte le pagine della storia di questa nazione, vi era anche Now Ruz, per noi, istituzione incancellabile da amare. E persino mentre i sicari dei califfi impiccavano Has-san Jouri e i suoi seguaci, la gente celebrava Now Ruz con tutte le proprie forze nei rosseggianti templi del fuoco e dai minareti delle moschee. <br \/>\nNowRuz, nel lontano come nel recente passato, \u00e8 sempre stato la celebrazione di una natura degna di lode. Non \u00e8 la celebrazione dell\u2019oblio e dell\u2019inconsapevolezza. E\u2019 una ferma espressione dell\u2019esistenza e di ci? che perdura. E\u2019 una prova che si pu? resistere, il collegarsi del passato al presente e la loro continuit\u00e0.<br \/>\nNowRuz \u00e8 sempre stato caro al cuore degli Iraniani: al cuore dei sommi sacerdoti di Zoroastro, dei Musulmani, degli Shi\u2019iti, al cuore di tutti coloro che considerano questa istituzione come qualcosa di proprio. Ci? che lo rende ancora pi\u00f9 caro \u00e8 il fat-to che l\u2019Imam Ali (la pace sia con lui) fu scelto co-me il primo Imam degli Shi\u2019iti durante NowRuz.<br \/>\nNowRuz \u00e8 il primo giorno della creazione. E\u2019 il giorno in cui Ahura Mazdah cominci? a creare il mondo. E\u2019 per questo che il primo giorno del mese persiano di Farvardin (21 marzo) \u00e8 stato chiamato \u201cHormozd\u201d. Che bella leggenda, ancora pi\u00f9 bella della realt\u00e0! Quel giorno &#8211; il primo giorno del primo mese della prima stagione dell\u2019anno, la primavera &#8211; \u00e8 stato il giorno dello spuntare dell\u2019erba e del fiorire sia delle piante, sia degli esseri umani. <br \/>\nAccendiamo di nuovo il fuoco di Ahura in questo giorno e dimostriamo l\u2019esistenza della storia tramite la nostra esistenza. Prendendo parte alle feste di NowRuz manifestiamo la nostra esistenza come nazione nella bufera dei tempi e dei cambiamenti. <br \/>\nRingraziamo  <b>Vah\u00e8 Vartanian<\/b> di averci mandato il testo.<br \/>\n<b>Documento completo fornito dall\u2019istituto Culturale dell\u2019Ambasciata Iraniana <\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie allo studio del Sanscrito e alla profonda conoscenza della cultura della Persia e dell\u2019India del suo tempo, Birouni offre, a proposito del NowRuz, una grande quantit\u00e0 di informazioni, soprattutto nei libri Asar Al-Bagiah e Al-Qanun al-Masoudi (qui, in particolare, egli spiega il NowRuz dal punto di vista delle tecniche di calcolo dei calendari).<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[54],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}