{"id":207,"date":"2007-07-14T17:16:38","date_gmt":"2007-07-14T17:16:38","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=207"},"modified":"2007-07-14T17:16:38","modified_gmt":"2007-07-14T17:16:38","slug":"honey-trova-un-amico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/honey-trova-un-amico\/","title":{"rendered":"HONEY TROVA UN AMICO"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070714-honey.JPG' width='244' height='124' alt='' \/><\/div>\n<p>\n<b>HONEY TROVA UN AMICO<\/b><br \/>\nIllustrazioni e fiaba: <b>Ines Scarparolo<\/b><\/p>\n<p>C\u2019era una volta un bel cucciolo di pastore tedesco dal pelo lungo e soffice color del miele. Vivace, sano, di aspetto grazioso, esso ispirava una immediata simpatia; avrebbe potuto essere il pi\u00f9 felice cagnolino di questa terra ma, purtroppo, era solo al mondo.<br \/>\n<!--more-->Traballante sulle sue zampette, infreddolito (l\u2019inverno era alle porte), il piccolo girovagava impaurito per le strade della citt\u00e0 tra lo smog delle fabbriche, lo sfrecciare delle auto e il via vai frettoloso della gente.<br \/>\nDel suo primo periodo di vita, Honey ricordava soprattutto la dolcezza della madre, il caldo tepore che lei gli trasmetteva quando, con frenetica voracit\u00e0, egli si attaccava alle sue mammelle succhiandone il latte saporito per poi lasciarsi andare ad un sonno beato.  Oh, la sua mamma era davvero fantastica in tutto, pensava il piccolo tergendosi con la zampetta le lacrime che gli solcavano il musetto immalinconito. S\u00ec, era stata proprio MOLTO coraggiosa: aveva rincorso quel vagabondo mentre tentava di intrufolarsi in casa la notte di Halloween. Incurante del pericolo, aveva cercato dapprima di dare l\u2019allarme abbaiando con tutta la sua forza, quindi di affrontarlo direttamente, strattonandogli i calzoni per farlo desistere dai suoi brutti propositi; l\u2019uomo per\u00f2, con crudele determinazione, le si era rivoltato contro colpendola violentemente e ripetutamente con un bastone. La povera Sweet era rimasta a terra, agonizzante, fino al ritorno del padrone che, con lucida prontezza, aveva richiesto l\u2019intervento del veterinario pi\u00f9 capace, cercando intanto di soccorrerla come meglio poteva tamponandole il sangue dalle ferite. Quando per\u00f2 il dottor Giacobbi era arrivato, questi non aveva potuto che constatare la morte dell\u2019animale. <br \/>\nHoney, rannicchiato nella sua cuccia, aveva assistito impotente alla tragica fine della mamma. Sconvolto e tremante, era fuggito. <br \/>\nSi sentiva davvero inerme ma avrebbe fatto il possibile per diventare presto forte e coraggioso. E nessun vagabondo gli avrebbe pi\u00f9 fatto paura\u2026<br \/>\nE il padre di Honey? \u2013 chiederete voi. Mamma un giorno gli aveva raccontato di lui e del loro grande amore. Lo chiamavano Blues ed era un magnifico esemplare di pastore tedesco dal lungo pelo colore del miele del tutto simile a quello del figlio; le aveva catturato il cuore in una notte di primavera, quando la luna in cielo era all\u2019apice del suo splendore e la vallata risplendeva, ammantata d\u2019erba fresca di rugiada. Da tutti, Blues veniva considerato uno scavezzacollo, sempre alla ricerca di nuove emozioni e di avventure. Fin dal loro primo incontro Sweet aveva capito che era uno spirito libero e che molto presto le avrebbe spezzato il cuore. Ci\u00f2 nonostante, complice l\u2019astro d\u2019argento e la fragranza dei fiori, se ne era perdutamente innamorata. <br \/>\nHoney era venuto al mondo in una luminosa mattinata d\u2019estate ed era subito rimasto incantato dal fantastico scorcio di mondo che gli si presentava dinanzi. S\u00ec, la vita era davvero un dono meraviglioso! Sweet, estasiata dalla bellezza del cucciolo, mentre con la lingua gli puliva orgogliosa il musetto e il pelo arruffato, aveva pensato che il piccolo sembrava davvero aver ereditato il temperamento estroso e vivace del padre. Chiss\u00e0 in quale angolo del mondo ora si trovava il suo compagno\u2026 Forse, il sapere di avere un figlio lo avrebbe reso pi\u00f9 saggio\u2026<br \/>\nHoney continuava intanto il suo cammino dirigendosi verso la periferia. Allontan\u00f2 da se\u2019 ogni inutile rimpianto quindi, poich\u00e9 gi\u00e0 il cielo era infuocato dal tramonto, si pose a cercare rifugio per la notte. La fame lo attanagliava. In quelle ore egli aveva potuto soltanto dissetarsi alla fontana e rifocillarsi con un pezzo di pane raffermo che un bimbo aveva lasciato cadere a terra. <br \/>\nVerso sera incroci\u00f2 certi brutti ceffi che lo presero di mira, stuzzicandolo e parlandogli di un negozio l\u00ec vicino pieno di ogni ben di Dio. Che diamine! Bisognava arrangiarsi e sopravvivere infine. Perch\u00e9 mai non li seguiva? Sarebbe stato loro sufficiente attendere che il macellaio chiudesse bottega; avrebbero avuto agio e tempo per entrare dal retro e  riempirsi la pancia con le carni pi\u00f9 prelibate.<br \/>\nMa Honey, sconcertato dal singolare incontro, se ne era fuggito, incurante delle loro risate sguaiate. Aveva cercato di non ascoltare il brontolio del pancino e di darsi un contegno; Sweet e Blues non sarebbero certo stati contenti se avessero saputo che elemosinava avanzi di cibo mischiandosi a loschi tipi oppure, addirittura, che rubava! Desiderava sentirsi degno di loro e presentarsi ovunque con il pelo pulito e ben pettinato e la coscienza limpida. Il padre era un artista scanzonato e sognatore ma non certo un delinquente! Entr\u00f2 in uno scuro androne e si sent\u00ec l\u2019acquolina in bocca nell\u2019annusare gli odori appetitosi di una cucina dello stabile. Suvvia! Avrebbe riempito lo stomaco non appena avesse trovato un lavoro dignitoso con il quale mantenersi senza problemi.<br \/>\nSognava di diventare una star del circo, oppure un valente cane poliziotto\u2026<br \/>\nIntanto, per non ascoltare la fame, inizi\u00f2 un\u2019accurata toilette. Il suo pelo, prima cos\u00ec soffice e dorato, era ora  sporco ed arruffato all\u2019inverosimile ed anche le zampette gli si erano insudiciate con il fango delle pozzanghere. La sua linguetta ruvida lavorava alacremente tanto che, ben presto, il piccolo si sent\u00ec nuovamente presentabile. Quasi subito si addorment\u00f2, spossato dai dolorosi avvenimenti delle ultime ore.<\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070714-lupo1.JPG' width='283' height='162' alt='' \/><\/div>\n<p>Di l\u00ec a poco si riscosse sentendo una carezza lieve sul musetto. Ad un secondo dolce tocco, Honey apr\u00ec dapprima un occhio, poi l\u2019altro e\u2026 chi poteva mai essere quel bimbo che lo guardava con tanta simpatia? Lo osserv\u00f2 con attenzione: no, non aveva certo cattive intenzioni. Era pulito e ben pettinato, con una giacchina a quadri abbottonata forse in maniera poco ortodossa ma senz\u2019altro di buona fattura. I pantaloncini a mezza gamba gli conferivano l\u2019aria di un piccolo montanaro. Ma i suoi occhi&#8230; che strano! Parevano spenti e contrastavano con il calore del suo sorriso. Si era accoccolato accanto al cagnolino stringendolo con tenerezza e, dopo avergli scoccato un bacio sul nasino, aveva cominciato a parlargli: \u201cQuando sono inciampato in un batuffolo di pelo ne son stato sicuro! Quanto bene mi vogliono mamma e pap\u00e0! Allora avevano indovinato qual\u2019\u00e8 il mio desiderio pi\u00f9 grande\u2026 Tu starai sempre con me, vero? E mi aiuterai ad andare a scuola, ad attraversare la strada, a non inciampare per le scale\u2026 Ora i miei occhi vedranno attraverso i tuoi, vero? E quanto sei soffice! Si, tu sarai il mio grande amico e non mi staccher\u00f2 pi\u00f9 da te. Mamma, mammina, babbo, papino, presto! \u00c8 arrivato il mio regalo di Natale!\u201d <br \/>\nUna porta si spalanc\u00f2 all\u2019improvviso e vi si affacciarono un\u2019uomo e una donna dal volto preoccupato, gli occhi lucidi ed arrossati.<br \/>\n\u201cMichele, Michelino, dove ti eri nascosto? Lo sai che non devi spaventarci cos\u00ec ma\u2026  e quel cucciolo? \u00c8 un pastore tedesco\u2026 Non l\u2019avrai rubato a qualcuno, vero, Michele?\u201d<br \/>\nIl piccino scoppi\u00f2 in una risata liberatoria e, aggrappandosi allo scorrimano sal\u00ec piano le scale, ben attento a dove metteva i piedi. \u201cMa che dici, mammina? Era qui, e mi aspettava. \u00c8 l\u2019amico che ho sempre desiderato. Non vedo l\u2019ora di andare a scuola con lui per farlo conoscere a tutti i miei compagni. Io so che non mi abbandoner\u00e0 mai, che star\u00e0 sempre accanto a me\u201d. <br \/>\nHoney, quasi avesse compreso, gli si strofin\u00f2 addosso. Sembrava capire che quel piccino aveva assoluto bisogno della sua amicizia. Quando furono nella stanza, lo colp\u00ec il prelibato profumo di cibo che gi\u00e0 lo aveva solleticato nel seminterrato. Si strusci\u00f2 contro le gambe della donna e lei, dopo aver fatto sedere il figlio e avergli servito un piatto colmo di polenta e spezzatino, si dedic\u00f2 al cucciolo che sempre le stava appresso. Ed ecco gi\u00e0 pronta, anche per l\u2019amico a quattro zampe, una ciotola di latte ed un piattino ben ricolmo di cose buone! Lascio a voi immaginare con quale voracit\u00e0 Honey si gett\u00f2 sul cibo\u2026 Era tutto cos\u00ec buono e quella casa cos\u00ec accogliente gli rammentava il calore che lo aveva circondato nei suoi primi mesi di vita. <br \/>\n\u201cAnche il cucciolo non scherza, in quanto ad appetito!\u201d \u2013 afferm\u00f2 allegra la mamma di Michelino rimirando piatti e ciotola tirati quasi a specchio. \u201cE va bene \u2013 continu\u00f2 rivolta al marito \u2013 questo arrivo inaspettato pu\u00f2 essere la risposta alle nostre preghiere. Ma ricordati Michelino, dovrete prendervi cura l\u2019uno dell\u2019altro ed ubbidire, altrimenti nulla potr\u00e0 scusarvi se ne approfitterete combinando qualche guaio, capito?\u201d  <br \/>\nIl piccolo assent\u00ec, rise felice ed abbraccio con entusiasmo mamma e pap\u00e0. Quale ultimo regalo, chiese di poter avere un bel guinzaglio colorato per andarsene in giro con il suo fedele amico. Infine, preso dalla commozione, strinse forte  a s\u00e9 il cucciolo e gli sussurr\u00f2: \u201cFammi capire, ti prego, se anche tu sei felice di starmi accanto\u201d!<br \/>\nHoney si rizz\u00f2 prontamente sulle zampette leccandogli pi\u00f9 volte, con tenerezza, le manine protese.<br \/>\n<i>Era sicuro che mamma Sweet e pap\u00e0 Blues sarebbero stati contenti del compito che in quel momento si era assunto: diventare amico di un bambino cieco ed aiutarlo a crescere, vivendo con gioia ogni momento che la vita gli avrebbe regalato. S\u00ec, questo proposito era davvero molto, MOLTO importante. <br \/>\n<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>HONEY TROVA UN AMICO Illustrazioni e fiaba: Ines Scarparolo C\u2019era una volta un bel cucciolo di pastore tedesco dal pelo lungo e soffice color del miele. 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