{"id":191,"date":"2007-05-16T13:39:30","date_gmt":"2007-05-16T13:39:30","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=191"},"modified":"2007-05-16T13:39:30","modified_gmt":"2007-05-16T13:39:30","slug":"il-derviscio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/il-derviscio\/","title":{"rendered":"Il Derviscio"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070516-Alberto Rondalli1.JPG' width='200' height='194' alt='Alberto Rondalli' \/><\/div>\n<p>\n<b>Alberto Rondalli<\/b><br \/>\nNato a Lecco nel 1960. Rondalli dal 1989 si occupa di cinema e teatro frequentando la scuola Europea di Milano e &#8220;Ipotesi cinema&#8221; diretta da Ermanno Olmi. Ha al suo attivo seminari di regia teatrale con Eugenio Barba e di regia cinematografica con Krysztof Kieslowski.<!--more-->In teatro realizza le messe in scena di Sceriffo 2 (1990) di Renzo Casali, &#8220;Tango Notte&#8221; (1991) e &#8220;L&#8217;amante&#8221; (1992) di Harold Pinter.<br \/>\nAl cinema realizza i corti: &#8220;Tre tocchi, tre volte&#8221; (&#8217;90), &#8220;Il nome di un fiore&#8221; (&#8217;91), &#8220;Le nuvole&#8221; (&#8217;92), &#8220;Il temporale e le parole&#8221; (&#8217;95), &#8220;Nuovi esercizi&#8221; (&#8217;96-97).<br \/>\nIl mediometraggio &#8220;Quam Mirabilis&#8221; del 1993 gli vale la menzione special della Giuria e Miglior Recitazione al Festival Internazionale di &#8220;Molodist&#8221; a Kiev, Miglior regia al &#8220;Sulmona Cinema &#8217;94&#8221;, Miglior Interpretazione al festival di &#8220;Dunkerque&#8221;, Premio Speciale della Giuria al &#8220;Festival di Messina&#8221;.<br \/>\nNel &#8217;95 la rivista Linea d&#8217;Ombra lo premia come miglior regista giovane nell&#8217;edizione del &#8217;94.<br \/>\nNel 1997 realizza il suo primo lungometraggio &#8220;Padre Pio da Pietralcina&#8221; prodotto da Rai Uno.<br \/>\nPer la televisione tra il 1997 e il 1998 sigla diversi documentari per il programma A sua immagine per Rai Uno, Bonito per Rai International, Qualcosa di Tufo per Rai International (&#8217;98). Nel 2000 dirige il film &#8220;<b>Il Derviscio<\/b>&#8220;.<br \/>\n<b><br \/>\nIl derviscio<\/b><\/p>\n<p>Ahmed Nurettin \u00e8 un derviscio dell&#8217;ordine dei Mevlevi, ovvero sceicco della tekija, capo della comunit\u00e0 civile e religiosa. Una sorta di parroco di campagna. Siamo a inizio Novecento in una cittadina qualunque dell&#8217;impero ottomano. Nurettin vive di certezze assolute dategli dal Corano, ma l&#8217;arresto di suo fratello minore (innocente) provoca in lui una rabbia tale e un desiderio di vendetta che fanno vacillare tutto. Tradisce un amico, fomenta una rivolta, \u00e8 ossessionato dall&#8217;odio. Un uomo normale che reagisce con rabbia a un torto e a un dramma. Proprio le sue debolezze, appena emerse, segneranno il suo destino. Tratto dal romanzo del bosniaco Mesa Selimovic, Il derviscio e la morte , Dervis\u00e8 un bel film, sia per contenuto che per confezione, non certamente facile. La Cappadocia, che ha fatto da location per il set, regala paesaggi \u00abnon luoghi\u00bb, in cui la disperazione del derviscio, il suo vogare in cerca di una sola verit\u00e0 (ormai le ha perse tutte), trovano lo \u00abspazio\u00bb pi\u00f9 adatto per elaborarsi. Attuale, non solo perch\u00e9 si parla di Islam, ma perch\u00e9 Nurettin \u00e8 un uomo di tutti i tempi, o senza tempo, che deve lottare con se stesso, con le sue debolezze, prima ancora di lottare con la vita. Una nota speciale va alla fotografia di Claudio Collepiccolo, eccezionale e molto difficile da rendere cos\u00ec realistica. Un viaggio bellissimo in un altro mondo, in un&#8217;altra cultura, ma con le nostre debolezze. (<b>andrea amato<\/b>) <br \/>\nFonte: <b>www.delcinema.it<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alberto Rondalli Nato a Lecco nel 1960. Rondalli dal 1989 si occupa di cinema e teatro frequentando la scuola Europea di Milano e &#8220;Ipotesi cinema&#8221; diretta da Ermanno Olmi. 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