{"id":166,"date":"2007-03-18T15:34:07","date_gmt":"2007-03-18T15:34:07","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=166"},"modified":"2007-03-18T15:34:07","modified_gmt":"2007-03-18T15:34:07","slug":"la-bicicletta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/la-bicicletta\/","title":{"rendered":"LA BICICLETTA"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070318-pip.jpg' width='133' height='166' alt='Pirooz' \/><\/div>\n<p>\n<b>LA BICICLETTA <\/b> di <b> Pirooz<\/b><\/p>\n<p>Eccomi qui, dalla finestra del mio studio guardo un gruppo di ragazzi giocare felici con la bicicletta in cortile, girano, si rincorrono, insomma sono allegri; ancora oggi nonostante siano passati molti anni, il ricordo di me bambino appare nitido nella mia mente.<!--more-->Avevo circa 6 anni e abitavo con la mia famiglia a Rasht , mio padre lavorava come operaio e all\u2019ora di pranzo veniva sempre a casa per rifocillarsi e riposare un poco, poi riprendeva il lavoro fino a sera.<br \/>\nIn quel frangente, io uscivo nel cortile di casa mia ed inforcavo la bicicletta di mio padre, nonostante fosse molto pi\u00f9 grande di me cercavo in tutti i modi di usarla, ma ahim\u00e8 per quanti sforzi facessi erano pi\u00f9 le cadute che le pedalate, ma io, testardo provavo e riprovavo a far girare quelle grosse ruote.<br \/>\nUn giorno mi feci coraggio e chiesi a mio padre di comperarmi una bicicletta tutta per me.<br \/>\nLui mi ascolt\u00f2, stette un attimo a pensare, poi rispose guardandomi con affetto che avrei dovuto aspettare quando sarei diventato un po\u2019 pi\u00f9 grande.<br \/>\nIo piansi, lo supplicai e tanto insistetti che riuscii a strappargli una promessa o quasi.<br \/>\n\u201cE va bene figlio testardo, domani quando torner\u00f2 dal lavoro andr\u00f2 dal sarto e te ne far\u00f2 costruire una su misura per te! Ora lasciami riposare\u201d \u2013 sbott\u00f2 mio padre.<br \/>\nIl cuore mi batteva forte per la felicit\u00e0 e me ne andai sognando la bicicletta tutta per me.<br \/>\nPassarono giorni e giorni e della bicicletta nessuna traccia.<br \/>\nTalvolta andavo a casa della zia a giocare con mio cugino che aveva una bicicletta ma non sapeva usarla, cos\u00ec con la scusa di aiutarlo a pedalare, giocavo io.<br \/>\nOrmai era trascorso pi\u00f9 di un mese, quindi mi feci forza ed affrontai di nuovo il discorso con mio padre.<br \/>\n\u201cPap\u00e0 ma allora questa bicicletta quando arriva?\u201d<br \/>\n\u201cTranquillo figliolo, il sarto \u00e8 lento e ha molto lavoro ma vedrai che tutto andr\u00e0 a buon fine&#8221;-  mi rispose.<br \/>\nFin\u00ec cos\u00ec l\u2019estate, e io cominciavo a prepararmi per andare a scuola \u2026 sapete\u2026 andavo in prima elementare!<br \/>\nFu in aula, un giorno che parlando con i miei compagni, compresi che le biciclette non le costruivano i sarti.<br \/>\nChe delusione! \u2026con due grosse lacrime agli occhi chiesi spiegazione a mia madre, lei mi accarezz\u00f2 il viso prendendomi la mano mi spieg\u00f2 che mio padre essendo malato e le cure molto costose, con il suo salario di operaio e una famiglia da mantenere la spesa della bicicletta era impossibile.<br \/>\nPieno di rabbia corsi in un angolo del cortile e pensai il modo di comperarmela, oppure di costruirmela o chiss\u00e0\u2026<br \/>\nPassarono cos\u00ec i cinque anni delle elementari. Alla fine della quinta classe venne indetta una gara nella scuola; i migliori tre scolari avrebbero vinto una bicicletta.<br \/>\nIl tempo era poco, solo quindici giorni per prepararmi, ma tanto era il desiderio di vincere che mi misi subito a studiare.<br \/>\nStudiavo, studiavo, non giocavo pi\u00f9, talvolta mi facevo svegliare al mattino prestissimo da mia  nonna, dopo aver fatto una buona colazione di nuovo studiavo tutto il giorno.<br \/>\nMi dolevano le spalle cos\u00ec curvo per tante ore sui libri, gli occhi si arrossavano, e anche le dita delle mani mi facevano male, ma non aveva importanza, dovevo raggiungere il mio sogno. <br \/>\nA gambe incrociate sul tappeto dondolavo ripetendo lezioni a memoria come una cantilena.<br \/>\nIl giorno dell\u2019esame arriv\u00f2, io ero emozionantissimo , eravamo in tanti: 99 bambini e solo tre potevano vincere.<br \/>\nLe gambe mi tramavano tanto il giorno che entrai a scuola e un gruppo di compagni urlavano \u201cHai vinto! Hai vinto!\u201d, oltre le gambe anche la testa cominci\u00f2 a tremarmi, ero stordito al punto di non vedere il mio nome sulla lista, ma quando arriv\u00f2 il Signor Direttore a stringermi la mano \u2026 ci credetti.<br \/>\nLa bicicletta finalmente era mia!<br \/>\nLa presi per il manubrio e la portai sino a casa poi nel cortile cominciai a girare in tondo mentre aspettavo mio padre; quando verso sera rincas\u00f2 e mi vide con la bicicletta nei suoi occhi brill\u00f2 una luce dorata, mi abbracci\u00f2, poi piano piano mi disse:<br \/>\n\u201cSono orgoglioso di te figlio caro, avrei voluto io farti questo dono\u201d.<br \/>\n\u201cAnch\u2019io sono fiero di te per tutto ci\u00f2 che fai per me e i miei fratelli, ti prometto che studier\u00f2 perch\u00e9 da grande voglio diventare un dottore, ti aiuter\u00f2 e ti curer\u00f2 amorevolmente\u201d.<br \/>\nMa purtroppo ci\u00f2 non \u00e8 potuto accadere perch\u00e9 mio padre mor\u00ec prima che io potessi laurearmi e curarlo.<br \/>\nPiano piano chiusi la finestra lasciando fuori i ricordi e ripresi il mio libro di biologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA BICICLETTA di Pirooz Eccomi qui, dalla finestra del mio studio guardo un gruppo di ragazzi giocare felici con la bicicletta in cortile, girano, si rincorrono, insomma sono allegri; ancora oggi nonostante siano passati molti anni, il ricordo di me bambino appare nitido nella mia mente.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}