{"id":123,"date":"2007-02-05T09:46:37","date_gmt":"2007-02-05T09:46:37","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/?p=123"},"modified":"2007-02-05T09:46:37","modified_gmt":"2007-02-05T09:46:37","slug":"il-pesciolino-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/il-pesciolino-nero\/","title":{"rendered":"Il pesciolino nero"},"content":{"rendered":"<p><b><br \/>\nIl pesciolino nero<\/b><br \/>\n<b><br \/>\nSamad Behrangi (1939-1968)<\/b><\/p>\n<p>Traduzione e modifica: <b>Pirooz Ebrahimi<\/b><\/p>\n<p>Era la notte pi\u00f9 lunga dell\u2019anno e in fondo al mare Nonno Pesce stava raccontando una favola ai suoi dodicimila nipotini.<\/p>\n<p><!--more-->C\u2019era una volta un piccolo pesce nero che viveva con la sua mamma in un ruscello che usciva da una montagna e proseguiva fino in fondo a una piccola valle. La casa del pesciolino nero e della sua mamma si trovava dietro a una pietra nera e il tetto era ricoperto di muschio. Quando il pesciolino si addormentava l\u00ec sotto, spesso pensava alla luna e sperava di poterne vedere il chiarore, anche per una sola volta, attraversare la sua casa.<br \/>\nDalla mattina alla sera, il pesciolino nero, la sua mamma e altri pesci nuotavano avanti e indietro in quello specchio d\u2019acqua. Questo piccolo pesce nero era figlio unico, perch\u00e9 di tante uova che la mamma aveva deposto, forse diecimila, solo una se n\u2019era salvata. <br \/>\nDa qualche giorno il pesciolino era pensieroso e parlava poco: nuotava qui e l\u00e0 in modo pigro, svogliato e spesso se ne stava in disparte, lontano dalla sua mamma, la quale temeva che il figlioletto fosse ammalato e si augurava che guarisse presto. In realt\u00e0, il problema era un altro. <br \/>\nUn giorno, prima dell\u2019alba, il piccolo pesce nero svegli\u00f2 la sua mamma e le disse: \u201cMamma, ho bisogno di parlarti di alcune cose!\u201d.<br \/>\n\u201cFigliolo, adesso non \u00e8 il momento di parlare!\u201d rispose lei, aprendo un occhio, \u201cNon sarebbe meglio andare a fare un giro? Parleremo dopo\u201d.<br \/>\n\u201cNo, mamma!\u201d disse lui \u201cNon posso pi\u00f9 girare a vuoto, devo andare via di qua!\u201d<br \/>\n\u201cDevi andare?\u201d domand\u00f2 la mamma \u201cE dove, poi?\u201d.<br \/>\n\u201cS\u00ec, mamma. Devo proprio andare!\u201d<br \/>\nLa mamma, preoccupata, tent\u00f2 di fargli cambiare idea, ma lui non si rassegn\u00f2: \u201cVoglio andare a vedere dove va a finire il ruscello\u2026sai, \u00e8 da mesi che ci penso, tanto che stanotte non ho chiuso occhio e ho deciso di partire. Voglio conoscere altri posti\u2026\u201d.<br \/>\nLa madre sorrise: \u201cAnch\u2019io quando ero piccola pensavo spesso a queste cose, tesoro, ma adesso sono sicura che il ruscello non pu\u00f2 avere n\u00e9 un inizio n\u00e9 una fine. Tutto quello che c\u2019\u00e8 \u00e8 qui: non va a finire da nessuna parte!\u201d.<br \/>\n\u201cMa mamma!\u201d, replic\u00f2 il pesciolino nero, \u201cNon \u00e8 forse vero che ogni cosa arriva a una fine? La notte ha una fine, il giorno ha una fine e cos\u00ec anche le settimane, i mesi, gli anni\u2026\u201d<br \/>\nLei lo interruppe: \u201cSmettila di fare certi discorsi! Non \u00e8 pi\u00f9 il momento di discutere. Adesso alzati che andiamo a fare colazione.\u201d<br \/>\nMa lui si ribell\u00f2: \u201cNo. Ormai mi sono stancato di questi giri inutili, voglio vedere cosa accade negli altri luoghi\u2026 Nessuno me ne ha mai parlato, eppure ho sentito molti altri pesci che, invecchiando, si lamentavano del fatto che la loro vita era trascorsa inutilmente. Li ho visti piangere, pieni di rimpianti. Io voglio scoprire se la vita in un piccolo posto come questa pozza d\u2019acqua significa andare e tornare, avanti e indietro, finch\u00e9 diventi vecchio e null\u2019altro!\u201d<br \/>\nQuando il pesciolino nero ebbe finito di parlare, sua madre lo guard\u00f2 turbata e gli disse: \u201cTesoro, hai forse perso la testa? Mondo, mondo\u2026ma di cosa parli? Il mondo \u00e8 qui dove siamo noi e la vita \u00e8 quella che viviamo qui!\u201d<br \/>\nIn quel momento un gorsso pesce si avvicin\u00f2 alla loro casa e domand\u00f2: &#8220;Vicina, ma che succede? Perch\u00e9 stai discutendo con tuo figlio? Non avete voglia di passeggiare oggi?&#8221;.<br \/>\nLa mamma del pesciolino nero usc\u00ec dalla casa e disse: &#8220;Il mondo \u00e8 cambiato! Adesso sono i figli che vogliono insegnare ai genitori. Roba da matti!&#8221;<br \/>\nIl vicino di casa rimase perplesso.<br \/>\nMamma pesce continu\u00f2 a dire: &#8220;Vedi, questo pesciolino vuole andare a scoprire il mondo. Che idee!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma guarda un po&#8217; il piccoletto&#8221;, intervenne una vicina che aveva ascoltato i loro discorsi, &#8220;Da quando sei diventato filosofo e colto? Non ce n&#8217;eravamo accorti&#8221;.<br \/>\n&#8220;Signora&#8221;, disse in tutta risposta il pesciolino nero, &#8221; Non so cosa intenda lei quando dice che sono filosofo e colto! Io mi sono semplicemente annoiato di stare qui e non desidero pi\u00f9 nuotare inutilmente avanti e indietro in questo piccolo specchio d&#8217;acqua, fingendo di essere contento. Per arrivare poi ad accorgermi di essere un vecchio pesce che in tutta la sua vita non ha combinato nulla ed \u00e8 rimasto sempre quello che era.&#8221;<br \/>\n&#8220;Oooh! Che discorsi&#8221;, esclam\u00f2 la vicina.<br \/>\n&#8220;Non avrei mai pensato che il mio unico figlio, il mio cocco di mamma, sarebbe diventato cos\u00ec. Non riesco a capire cosa possa averlo rovinato.&#8221; aggiunse sconsolata la mamma.<br \/>\n&#8220;Nessuno mi ha rovinato&#8221;, rispose il pesciolino, &#8220;Io ho il mio cervello per ragionare e i miei occhi per vedere&#8221;. <br \/>\nLa vicina, rivolgendosi alla madre disse: &#8220;Sorella, ti ricordi di quella lumaca a spirale?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec&#8221;, rispose la madre, &#8220;Hai detto bene! Girava sempre intorno al mio piccolo! Che Dio la maledica!&#8221;<br \/>\nA quel punto, il pesciolino, seccato rispose: &#8220;Basta mamma, lei era amica mia!&#8221;.<br \/>\n&#8220;Ma pensa un po&#8217;&#8221;, comment\u00f2 la madre, &#8220;non avevo mai sentito di un&#8217;amicizia tra un pesce e una lumaca&#8221;.<br \/>\n&#8220;Nemmeno io&#8221;, disse il pesciolino, &#8220;Ma c&#8217;\u00e8 stata e voi l&#8217;avete rovinata&#8221;.<br \/>\n&#8220;Queste cose appartengono al passato&#8221;, disse la vicina.<br \/>\n&#8220;Meritava la morte&#8221;, ribatt\u00e9 la madre con tono grave, &#8220;Ti ricordi quante cose raccontava a chiunque le capitasse? Che discorsi&#8230;&#8221;.<br \/>\n&#8220;E allora ammazzate anche me!&#8221; url\u00f2 il pesciolino, &#8220;Perch\u00e9 anch&#8217;io dico le stesse cose&#8221;<br \/>\nIn breve tempo si sparse la voce: altri pesci accorrevano attirati dai discorsi del pesciolino nero e ascoltavano con disappunto.<br \/>\nUno dei vecchi disse: &#8220;Io credo che dovremmo punirlo.&#8221;<br \/>\nE un altro conferm\u00f2: &#8220;Certo che ci vuole una punizione!&#8221;<br \/>\n&#8220;Via, via, andate via&#8221;, grid\u00f2 la madre del pesciolino, &#8220;Non toccate il mio piccolo!&#8221;<br \/>\n&#8220;Signora&#8221;, replic\u00f2 un pesce, &#8220;Suo figlio \u00e8 un maleducato e va punito&#8221;<br \/>\nPersino la vicina si vergogn\u00f2 della loro amicizia e di aver vissuto accanto al pesciolino nero e alla sua mamma.<br \/>\nLa mamma si mise a piangere e a lamentarsi: &#8220;Oddio, il mio piccolo! Che devo fare? Che potrei fare?&#8221;<br \/>\n&#8220;Mamma&#8221;, grid\u00f2 il figlio, &#8220;Non piangere per me, piangi piuttosto per questi poveri vecchi pesci!&#8221;<br \/>\n&#8220;Ehi, ragazzo&#8221;, gli url\u00f2 uno di quelli, &#8220;Non offendere&#8221;<br \/>\nE un altro aggiunse: &#8220;Se te ne vai non tornare perch\u00e9 non ti permetteremo pi\u00f9 di stare qui con noi.&#8221;<br \/>\nE un terzo: &#8220;Questi sono desideri di giovent\u00f9! Ripensaci! Non andare!&#8221;<br \/>\nE un quarto: &#8220;Cosa c&#8217;\u00e8 qui che non ti va bene?&#8221;<br \/>\nE un quinto: &#8220;Non esiste un altro mondo. Il nostro mondo \u00e8 qui, torna indietro!&#8221;<br \/>\nE un sesto: &#8220;Se ti ravvedessi e tornassi indietro potremmo perdonarti&#8221;<br \/>\nE un settimo: &#8220;Ma noi ormai ci siamo abituati a te&#8230;&#8221;<br \/>\nE la madre: &#8220;Abbi piet\u00e0 di me. Non andare! Non andare!&#8221;<br \/>\nIl pesciolino nero non aveva nulla da aggiungere e alcuni suoi amici lo accompagnarono alla cascata.<br \/>\nPrima di andarsene li salut\u00f2: &#8220;Addio, non dimenticatemi!&#8221;<br \/>\n&#8220;E come potremmo dimenticarti?&#8221;, risposero loro, &#8220;Tu ci hai svegliati da un sonno pesante, ci hai insegnato delle cose che non potevamo nemmeno pensare! Speriamo di rivederci, amico sapiente e coraggioso.&#8221;<br \/>\nIl pesciolino guizz\u00f2 nella cascata e la corrente lo trasport\u00f2 in uno specchio d&#8217;acqua pi\u00f9 ampio. Dapprima ebbe paura di essersi perso, poi cominci\u00f2 a nuotare qui e l\u00e0 in quel grande spazio.<br \/>\nFino a quel momento non aveva mai visto tanta acqua raccolta in un unico luogo. Mille girini gli si avvicinarono e presero a nuotargli intorno dicendo: &#8220;Guardate un po&#8217; che buffo! Ma tu che bestia sei?&#8221;. Il pesciolino, dopo averli osservati attentamente, rispose: &#8220;Non offendetemi!! Ditemi i vostri nomi cos\u00ec ci conosceremo meglio.&#8221;<br \/>\n&#8220;Noi ci chiamiamo girini&#8221;, disse uno di loro.<br \/>\nE un altro: &#8220;Siamo una razza pura&#8221;<br \/>\nE un altro ancora: &#8220;Non esistono animali belli come noi!&#8221;<br \/>\nE un altro: &#8220;Non siamo di certo brutti come te!&#8221;<br \/>\n&#8220;Non pensavo foste cos\u00ec superbi&#8221;, osserv\u00f2 il pesciolino, &#8220;Ma non importa, vi perdono perch\u00e9 so che queste parole sono dettate dalla vostra ignoranza&#8221;.<br \/>\nE i girini tutti in coro: &#8220;Come? Ignoranti noi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Se non foste ignoranti&#8221;, disse il pesciolino, &#8220;Sapreste che in questo mondo ci sono tante persone diverse e che ognuno ha la propria bellezza&#8221;.<br \/>\nDai volti dei girini trasparivano stupore e rabbia, ma siccome il pesciolino aveva ragione e diceva la verit\u00e0 cercarono di cambiare discorso.<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 vero niente. Ogni giorno, dalla mattina alla sera, giriamo il mondo, ma non vediamo nessuno oltre ai nostri genitori e a qualche vermetto insignificante&#8221;.<br \/>\nIl pesciolino allora domand\u00f2: &#8220;Voi che non potete andare via da qui, potete parlare di girare il mondo?&#8221;<br \/>\n&#8220;Mica esiste un altro mondo oltre a questo qui&#8221;, risposero i girini.<br \/>\n&#8220;Dovreste almeno chiedervi&#8221;, disse il pesciolino, &#8220;Da dove viene quest&#8217;acqua e che cosa esiste al di fuori del vostro villaggio&#8221;.<br \/>\nE i girini: &#8220;Oltre a qui cosa c&#8217;\u00e8? Noi non abbiamo mai visto nient&#8217;altro. Ah ah ah&#8230;tu sei impazzito&#8221;.<br \/>\nIl pesciolino nero sorrise della loro ingenuit\u00e0, pens\u00f2 che fosse meglio lasciarli perdere e andarsene o provare a parlare con la loro mamma. Quindi chiese loro: &#8220;Dov&#8217;\u00e8 vostra madre in questo momento?&#8221;<br \/>\nAll&#8217;improvviso una voce lo spavent\u00f2: la rana, che era seduta su una pietra, salt\u00f2 in acqua, gli si avvicin\u00f2 e domand\u00f2: &#8220;Sono qui. Cosa vuoi?&#8221;<br \/>\n&#8220;Buongiorno Signora&#8221;, le disse lui.<br \/>\nE la rana: &#8220;Adesso cerchi di prendermi in giro con la tua galanteria, piccoletto? Io ho vissuto abbastanza a lungo per sapere che il mondo \u00e8 tutto in questo villaggio, perci\u00f2 \u00e8 meglio che tu te ne vada e che lasci in pace i miei figli.&#8221;<br \/>\n&#8220;Se anche vivessi cent&#8217;anni&#8221;, replic\u00f2 offeso il pesciolino, &#8220;Resteresti sempre una povera rana ignorante.&#8221;<br \/>\nLa rana, arrabbiatissima, salt\u00f2 verso il pesciolino, ma quello schizz\u00f2 via veloce come la luce e si allontan\u00f2, sollevando melma e vermi dal fondo dell&#8217;acqua. Quando fu abbastanza lontano, si ferm\u00f2 a guardarsi intorno e vide che la valle scendeva a spirale; il ruscello, che pur dalla cima della montagna appariva come un sottile filo bianco, si era ingrandito e l&#8217;acqua era molto pi\u00f9 abbondante. Una grande roccia si era staccata dalla montagna ed era caduta dentro il ruscello: sulla parte che sporgeva fuori dall&#8217;acqua, una lucertola, grande come il palmo di una mano, stava sdraiata a crogiolarsi al caldo del sole e guardava un granchio, seduto sulla sabbia del fondo del ruscello, intento a mangiarsi una rana appena cacciata. Il pesciolino, accortosi improvvisamente del granchio, ebbe paura e lo salut\u00f2 da lontano. <\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070402-pesciolino 2.JPG' width='272' height='269' alt='' \/><\/div>\n<p>\n&#8220;Che pesciolino educato&#8221;, disse il granchio, &#8220;Vieni avanti piccolo, vieni avanti!&#8221;<br \/>\n&#8220;Io vado in giro per il mondo, Sua Eccellenza, e non ho nessuna voglia di diventare la sua preda.&#8221; gli disse il pesciolino.<br \/>\n&#8220;Ma perch\u00e9 sei cos\u00ec sospettoso e timoroso pesciolino?&#8221;, chiese il granchio.<br \/>\n&#8220;Io non sono n\u00e9 sospettoso n\u00e9 timoroso&#8221;, ribatt\u00e9 il pesciolino, &#8220;Dico quello che vedo e quello che penso!&#8221;<br \/>\n&#8220;Dimmi cos&#8217;hai visto e cos&#8217;hai sentito allora: pensi che io voglia catturarti?&#8221;, domand\u00f2 il granchio.<br \/>\nE il pesciolino: &#8220;Non fare finta di niente&#8221;<br \/>\n&#8220;Stai parlando della rana? Non sei mica un bambino, dai! Caccio le rane, perch\u00e9 pensano di essere le uniche al mondo e io voglio far loro capire cos&#8217;\u00e8 veramente il mondo! Ma tu non devi avere paura, su vieni avanti.&#8221; gli disse l&#8217;altro avvicinandosi pian piano.<br \/>\nCamminava in modo cos\u00ec buffo che al piccolo pesce venne da ridere: &#8220;Povero granchio&#8221;, gli disse, &#8220;Non sai neanche camminare e vorresti sapere chi \u00e8 il padrone del mondo.&#8221;<br \/>\nE mentre il pesciolino si allontanava, all&#8217;improvviso un&#8217;ombra scura si abbatt\u00e9 sul granchio con un forte tonfo: un pastorello che aveva portato le sue caprette e le sue pecorelle a bere l&#8217;acqua del ruscello, lo aveva visto e lo aveva catturato. Nel frattempo gli animali avevano cominciato a immergere i loro musi nell&#8217;acqua e beeeh beeeh, il loro belare riempiva tutta la valle. <br \/>\nIl pesciolino aspett\u00f2 pazientemente che finissero di bere e quando si allontanarono chiam\u00f2 la lucertola: &#8220;Cara Lucertola, io sono Pesciolino Nero e sto cercando la fine del ruscello, e siccome credo che tu sia un animale saggio e molto colto, vorrei chiederti una cosa&#8221;.<br \/>\n&#8220;Chiedi pure tutto ci\u00f2 che vuoi&#8221;, rispose lei. <br \/>\n&#8220;Per strada mi hanno messo in guardia dai pellicani, dai pesci-sega e dalle cicogne. Cosa sapresti dirmi di questi animali che possa essermi utile per il viaggio?&#8221;<br \/>\n&#8220;Il pesce-sega non lo troverai da queste parti, perch\u00e9 vive solamente nel mare&#8221;, rispose la lucertola, &#8220;Il pellicano, invece, s\u00ec che puoi trovarlo! Non ti far ingannare da lui, altrimenti finisci nel suo sacco.&#8221;<br \/>\n&#8220;Quale sacco?&#8221;, domand\u00f2 il pesciolino.<br \/>\n&#8220;Il pellicano ha un sacco sotto il collo che contiene tanta acqua. Lui nuota sulla superficie del ruscello con il becco aperto, e, a volte, i pesci entrano involontariamente nel sacco finendo direttamente nel suo stomaco. Quando il pellicano non ha fame, si fa una riserva di pesci per poi mangiarli pi\u00f9 tardi&#8221;.<br \/>\n&#8220;Quindi se un pesce finisce nel sacco&#8221;, domand\u00f2 il pesciolino, &#8220;Non esiste nessuna via di fuga?&#8221;<br \/>\n&#8220;C&#8217;\u00e8 un&#8217;unica possibilit\u00e0&#8221;, rispose la lucertola, &#8220;Bisogna strappare il sacco. Ti dar\u00f2 un pugnale, cos\u00ec se dovessi finire in trappola, potrai salvarti.&#8221;<br \/>\nLa lucertola strisci\u00f2 sotto una pietra e torn\u00f2 con un piccolo pugnale. Il pesciolino lo prese e disse: &#8220;Grazie, cara Lucertola. Sei molto gentile, non so come sdebitarmi.&#8221;<br \/>\n&#8220;Non c&#8217;\u00e8 bisogno di ringraziare. Ne ho molti di questi pugnali, li costruisco io stessa con le spine delle piante, quando non ho nulla da fare, per poi regalarli ai pesciolini saggi come te.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma allora prima di me, sono passati altri pesciolini da qui?&#8221;, domand\u00f2 incuriosito.<br \/>\n&#8220;Certo, ma adesso si sono riuniti in un bel gruppo e hanno fatto stancare il pescatore&#8221;.<br \/>\n&#8220;Come sarebbe a dire che hanno fatto stancare il pescatore?&#8221;, chiese ancora il pesciolino nero, quasi temendo di infastidire la lucertola a forza di domande. <br \/>\n&#8220;Sai, tutti questi pesciolini girano insieme per il mare. Quando avvistano una rete del pescatore, la prendono e la trascinano nel fondale&#8230;.&#8221;A quel punto la lucertola s&#8217;interruppe per ascoltare qualcosa, tendendo l&#8217;orecchio verso una fenditura della roccia e disse: &#8220;Scusami, ma devo andare. I miei cuccioli si sono svegliati e mi stanno chiamando. Addio&#8221;.<br \/>\nCos\u00ec la lucertola spar\u00ec dentro la fenditura.<br \/>\nIl pesciolino se ne and\u00f2 e mentre nuotava continuava a farsi domande: &#8220;Il ruscello finir\u00e0 davvero nel mare? Il pellicano sar\u00e0 pi\u00f9 forte di me? Il pesce-sega uccider\u00e0 veramente i suoi simili per poi mangiarseli? Perch\u00e9 la cicogna \u00e8 nostra nemica?&#8221;<br \/>\nIntanto continuava a nuotare, a pensare e a osservare il mondo circostante. E a ogni palmo di mano vedeva e imparava cose nuove. Nel discendere una cascata gioc\u00f2 a fare le capriole, poi riprese a nuotare. Sentiva il calore del sole sulle spalle e avvertiva una sensazione di grande forza. <\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070402-pesciolino 4.JPG' width='269' height='271' alt='' \/><\/div>\n<p>\nPoco pi\u00f9 avanti c&#8217;era un daino che beveva l&#8217;acqua del ruscello con fare frettoloso. Il pesciolino nero lo salut\u00f2 e gli chiese: &#8220;Ciao bel daino. Come mai sei cos\u00ec di fretta?&#8221;<br \/>\n&#8220;Un cacciatore mi sta inseguendo. Mi ha ferito&#8230;eccolo che si avvicina&#8221;, e dicendo queste parole scapp\u00f2 via.<br \/>\nIl pesciolino nero non pot\u00e9 vedere la ferita, ma vedendolo zoppicare mentre fuggiva, pens\u00f2 che doveva soffrire molto.<br \/>\nPi\u00f9 avanti, in un angolo, delle tartarughe sonnecchiavano scaldandosi al sole e dal fondo della valle si sentivano risalire gli scoppi di risa delle pernici. Nell&#8217;aria il profumo delle erbe di montagna si mischiava con quello dell&#8217;acqua. <br \/>\nNel pomeriggio il pesciolino arriv\u00f2 nel punto in cui la valle si allargava e il ruscello entrava dentro una fitta foresta. L&#8217;acqua era diventata talmente abbondante da farlo esultare. Incontr\u00f2 molti pesciolini come lui e questo lo riemp\u00ec di gioia, perch\u00e9 dal momento in cui si separ\u00f2 dalla sua mamma non ne aveva pi\u00f9 visto uno. Alcuni di loro gli andarono incontro e gli parlarono: &#8220;A quanto pare sei straniero, vero?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, sono straniero e vengo da lontano&#8221;.<br \/>\n&#8220;E dove vuoi andare?&#8221;<br \/>\n&#8220;Vado in cerca della fine del corso d&#8217;acqua nel quale nuotiamo&#8221;<br \/>\n&#8220;Noi lo chiamiamo fiume&#8230;stai attento, perch\u00e9 il pellicano \u00e8 qui intorno.&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, lo so&#8221;, rispose il pesciolino nero.<br \/>\n&#8220;E sai anche che il pellicano ha un sacco molto grande?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec, so anche questo.&#8221;<br \/>\n&#8220;E nonostante questo, vuoi proseguire?&#8221;<br \/>\n&#8220;S\u00ec&#8221;, rispose deciso, &#8220;Devo andare.&#8221;<br \/>\nPresto si sparse la voce che c&#8217;era un pesciolino nero, venuto da lontano, che voleva andare a cercare la fine del fiume e che non aveva nemmeno paura del pellicano. Alcuni pesci avrebbero voluto seguirlo, ma temendo la contrariet\u00e0 dei genitori non riuscirono nemmeno ad aprire bocca; altri, invece, dissero che se non ci fosse stato il pericolo del pellicano si sarebbero sicuramente aggregati. Sulla riva del fiume c&#8217;era un villaggio: le donne raggiungevano le sponde per fare il bucato e lavare i piatti. Il pesciolino nero se ne stette per un po&#8217; ad ascoltare i loro rumori e a guardare i bambini che facevano il bagno, poi si allontan\u00f2. <br \/>\nNuot\u00f2, nuot\u00f2 e nuot\u00f2 ancora finch\u00e9 scese la notte. <br \/>\nTrov\u00f2 una comoda pietra, sotto la quale sistemarsi e si addorment\u00f2. Si risvegli\u00f2 quando scocc\u00f2 la mezzanotte e vide riflessa nell&#8217;acqua la luna che illuminava tutto con la sua luce chiara. <br \/>\nIl pesciolino nero amava la luna: le notti in cui il suo chiarore illuminava lo stagno, gli piaceva saltar fuori da sotto il muschio e scambiare due parole con lei, ma ogni volta la mamma si svegliava, lo andava a prendere e lo riportava a dormire. <br \/>\nQuella sera il pesciolino guard\u00f2 la luna e disse: &#8220;Ciao mia bella luna!&#8221;.<br \/>\n&#8220;Ciao pesciolino nero&#8221;, rispose lei, &#8220;Che ci fai da queste parti?&#8221;.<br \/>\n&#8220;Giro il mondo!&#8221;.<br \/>\n&#8220;Ma il mondo \u00e8 molto grande, non puoi mica girarlo tutto!&#8221;<br \/>\n&#8220;Non ha importanza, finch\u00e9 posso vado avanti&#8221;.<br \/>\n&#8220;Mi piacerebbe rimanere con te fino a mattina, ma c&#8217;\u00e8 una grande nuvola nera che viene nella mia direzione e presto coprir\u00e0 la mia luce&#8221;.<br \/>\n\u201cLuna bella, io amo la tua luce e vorrei che risplendesse sempre su di me!\u201d<br \/>\n\u201cCaro pesciolino\u201d rispose lei \u201cin verit\u00e0 io non possiedo nessuna luce, \u00e8 il sole che me la fornisce, io poi la rifletto sulla terra. A proposito, sai che gli uomini vogliono venire con un razzo a camminare su di me?\u201d chiese preoccupata.<br \/>\n\u201cMa questo \u00e8 impossibile\u201d, rispose pensieroso il pesciolino.<br \/>\n\u201cS\u00ec, \u00e8 difficile, ma gli uomini fanno tutto ci\u00f2 che vogliono\u2026\u201d, ma non pot\u00e9 finire la frase che la nuvola nera la copr\u00ec e la notte torn\u00f2 a essere buia.<\/p>\n<div class=\"rightbox\"><img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070402-pesciolino1.JPG' width='270' height='269' alt='' \/><\/div>\n<p>\nIl pesciolino nero se ne stette solo per qualche minuto a osservare il cielo coperto, poi torn\u00f2 a dormire sotto la pietra. La mattina seguente si svegli\u00f2 presto e scorse sopra la sua testa alcuni pesciolini che parlavano sottovoce tra di loro. Vedendo che lui si era svegliato gli dissero in coro: \u201cBuongiorno!\u201d<br \/>\nIl pesciolino li riconobbe subito e disse loro: \u201cBuongiorno a voi! Finalmente avete deciso di seguirmi.\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, ma abbiamo ancora paura\u201d risposero quelli.<br \/>\n\u201cIl pensiero del pellicano non ci d\u00e0 pace\u201d disse uno.<br \/>\n\u201cSiete troppo preoccupati\u201d, rispose il pesciolino nero con tono autoritario, \u201cNon si devono fare sempre brutti pensieri, andando avanti la nostra paura sparir\u00e0 del tutto.\u201d<br \/>\nAppena cominciarono a nuotare, per\u00f2, si ritrovarono intrappolati in una specie di gorgo, sopra le loro teste fu tutto improvvisamente buio e intorno sembr\u00f2 non esserci pi\u00f9 alcuna via di scampo.<br \/>\nIl pesciolino cap\u00ec immediatamente che erano finiti nel sacco del pellicano, e cominci\u00f2 a incitare gli altri: \u201cAmici, siamo caduti nel sacco del pellicano, ma c\u2019\u00e8 ancora una via d\u2019uscita.\u201d<br \/>\nI pesciolini cominciarono a piangere e uno di loro disse: \u201cNon abbiamo nessuna via d\u2019uscita. \u00c8 tutta colpa tua, ci hai ingannati.\u201d<br \/>\nE un altro aggiunse: \u201cAdesso ci ingoia tutti, siamo finiti.\u201d<br \/>\nAll\u2019improvviso una risata echeggi\u00f2 nell\u2019acqua e una voce disse: \u201cChe pesciolini ho preso! Ah Ah Ah! Che pena mi fate! Ah Ah Ah! Buon per voi che non ho voglia di mangiarvi in un sol colpo!\u201d<br \/>\nI pesciolini lo supplicarono: \u201cVostra Eccellenza Signor Pellicano! Abbiamo sentito parlare molto bene di Voi tempo fa. Se ci fate il piacere di aprire il Vostro becco prezioso, noi andremo via e Vi saremo sempre debitori\u201d.<br \/>\nIl Pellicano rispose: \u201cAdesso non ho voglia di mangiarvi, ho altri pesci da consumare, guardateli laggi\u00f9.\u201d<br \/>\nAlcuni pesci, grandi e grossi, erano caduti nel fondo del sacco.<br \/>\n\u201cEccellenza, Vostra Maest\u00e0 Pellicano!!! Noi non abbiamo nessuna colpa. \u00c8 questo pesciolino nero ad averci ingannati.\u201d<br \/>\n\u201cFifoni!\u201d, grid\u00f2 il pesciolino nero, \u201cPensate che questo truffatore sia una miniera di grazia, che lo pregate in questo modo?\u201d<br \/>\n\u201cTu non capisci affatto quello che dici\u201d, ribatterono loro, \u201cVedrai che Nostra Eccellenza, Nostra Maest\u00e0 Pellicano ci perdoner\u00e0, mentre tu verrai mangiato in un solo boccone.\u201d<br \/>\nIl Pellicano, intervenne con voce indulgente e disse: \u201cS\u00ec che vi perdoner\u00f2, ma a un\u2019unica condizione: questo pesce curioso dovr\u00e0 essere soffocato e voi sarete liberi.\u201d<br \/>\nIl pesciolino nero si allontan\u00f2 dagli altri e disse: \u201cNon accettate. Questo uccello truffatore vuole farci litigare\u2026ma io ho un\u2019idea\u2026\u201d<br \/>\nI pesciolini, per\u00f2, temevano talmente tanto per la loro libert\u00e0 che non gli diedero ascolto.<br \/>\n\u201cCodardi\u201d disse il pesciolino nero \u201cSiamo comunque tutti in trappola e non \u00e8 in questo modo che troveremo una via verso la libert\u00e0.\u201d<br \/>\nMa i pesciolini, sempre pi\u00f9 aggressivi, gli si scagliarono contro, tentando di soffocarlo nella speranza di essere liberati dal Pellicano.<br \/>\n\u201cAvete perso la testa\u201d continu\u00f2 a gridare il pesciolino \u201cNon ascoltatelo, \u00e8 un inganno\u201d, ma gli altri gli risposero che diceva cos\u00ec solo per salvare la pelle.<br \/>\n\u201cAllora ascoltatemi e ve lo dimostrer\u00f2\u201d disse lui \u201cMi finger\u00f2 morto e vedremo se il Pellicano vi lascer\u00e0 liberi o meno. Sappiate, per\u00f2, che se rifiuterete questa proposta mi difender\u00f2 con questo pugnale oppure strapper\u00f2 il sacco e mi salver\u00f2, mentre voi\u2026\u201d<br \/>\nUno di loro, strillando e piangendo lo interruppe: \u201cOra basta, io non ne posso pi\u00f9 di ascoltare questi discorsi. Uh Uh Uh.\u201d<br \/>\nVedendolo piangere, il pesciolino nero domand\u00f2 agli altri: \u201cMa perch\u00e9 avete portato con voi anche questo bambino viziato?\u201d, poi estrasse il pugnale, li minacci\u00f2 e loro furono costretti ad accettare la sua proposta. Iniziarono una lotta finta e poco dopo il pesciolino nero pot\u00e9 fingere di essere morto.<br \/>\nRivolgendosi al Pellicano, il gruppo di pesci annunci\u00f2: \u201cEccellenza, Vostra maest\u00e0! Abbiamo ucciso quello stupido pesciolino nero!\u201d<br \/>\n\u201cAvete fatto bene!\u201d dichiar\u00f2 il Pellicano ridendo \u201cAdesso come premio per il lavoro che avete svolto vi manger\u00f2 tutti in un solo boccone, cos\u00ec farete un bel giro nel mio stomaco.\u201d<br \/>\nI pesciolini, ammutoliti, vennero fatti passare, alla velocit\u00e0 della luce, attraverso la gola del pellicano e cos\u00ec fin\u00ec la loro avventura\u2026ma il pesciolino nero, a quel punto, tir\u00f2 fuori il pugnale, con un colpo solo strapp\u00f2 la membrana del sacco e fugg\u00ec fuori. L\u2019uccello, urlando di dolore, infil\u00f2 la testa nell\u2019acqua per tentare di acciuffarlo, ma non ci riusc\u00ec.<br \/>\nCos\u00ec il piccolo pesce nuot\u00f2, nuot\u00f2 e continu\u00f2 a nuotare, superando sia la montagna che la valle sottostante. Alcuni piccoli corsi d\u2019acqua, provenienti da destra e da sinistra, si univano al fiume e lo ingrossavano al punto che il pesciolino nero si accorse presto che per quanto nuotasse su e gi\u00f9, di qua e di l\u00e0, non toccava mai il fondo n\u00e9 trovava la riva del fiume stesso.<br \/>\nA un certo punto si vide correre incontro un grosso animale, lungo e velocissimo che aveva una doppia sega davanti alla bocca. <br \/>\n\u201c\u00c8 sicuramente un pesce sega\u201d pens\u00f2 tra s\u00e9, e temendo che volesse colpirlo, si mise a nuotare con tutte le forze che aveva verso la superficie.<br \/>\nSolo quando fu certo di averlo seminato, si fece coraggio e torn\u00f2 in profondit\u00e0, curioso di vedere il fondale. A met\u00e0 strada incontr\u00f2 un enorme gruppo di pesci e chiese a uno di loro: \u201cAmico, io sono uno straniero. Vengo da molto lontano. Che posto \u00e8 mai questo?\u201d<br \/>\nIl pesce chiam\u00f2 i suoi compagni: \u201cGuardate, un altro!\u201d e rivolgendosi al pesciolino nero disse: \u201cAmico, benvenuto al mare!\u201d<br \/>\n\u201cTutti i fiumi e i ruscelli finiscono qui, nel mare\u201d spieg\u00f2 uno di loro \u201cper\u00f2 alcuni arrivano in un punto in cui l\u2019acqua \u00e8 sempre ferma.\u201d<br \/>\nE un altro ancora aggiunse: \u201cSe e quando ne avrai voglia, potrai unirti al nostro gruppo e diventare uno di noi.\u201d<br \/>\nIl pesciolino, contento di essere giunto al mare, ringrazi\u00f2 e disse: \u201c\u00c8 meglio che prima mi faccia un giro, pi\u00f9 tardi mi unir\u00f2 al vostro gruppo. Mi piacerebbe davvero essere in vostra compagnia la prossima volta che porterete via la rete del pescatore.\u201d<br \/>\n\u201cPresto il tuo desiderio potr\u00e0 avverarsi\u201d rispose uno di loro \u201cAdesso vai pure a farti un giro, ma se sali verso la superficie sta\u2019 molto attento alla cicogna, che di questi tempi imperversa contro di noi! Se ogni giorno non cattura quattro o cinque pesci non \u00e8 contenta.\u201d<br \/>\nIl pesciolino nero si allontan\u00f2 dal gruppo e si mise a nuotare da solo. Sal\u00ec verso la superficie e sent\u00ec il calore del sole sulla sua schiena: era una bella sensazione e si divertiva molto.<br \/>\nTranquillo e felice nuot\u00f2 a filo dell\u2019acqua dicendo tra s\u00e9: \u201c\u00c8 possibile che la morte mi venga a cercare, ma io non le andr\u00f2 incontro: vivr\u00f2 felice quanto potr\u00f2 e se sar\u00f2 costretto ad affrontarla non avr\u00e0 importanza. Quello che conta saranno gli effetti che la mia morte o la mia vita avranno avuto sugli altri.\u201d<br \/>\nIl pesciolino nero non pot\u00e9 pi\u00f9 seguire il corso dei suoi pensieri perch\u00e9 una cicogna si tuff\u00f2 rapida nell\u2019acqua e se lo port\u00f2 via. Lui, stretto nel lungo becco dell\u2019animale, soffriva molto e pensava che stavolta non sarebbe riuscito a salvarsi. Lo teneva cos\u00ec forte che si sentiva perso.<br \/>\n\u201cQuanto potr\u00f2 resistere senza l\u2019acqua?\u201d pensava. <br \/>\nForse, sarebbe stato meglio se l\u2019avesse inghiottito in un solo boccone, cos\u00ec, probabilmente, nel suo stomaco avrebbe trovato dell\u2019acqua e sarebbe riuscito a resistere un po\u2019 di pi\u00f9. Pensando a questa cosa si rivolse alla cicogna e le domand\u00f2: \u201cPerch\u00e9 non mi mangi vivo in un solo boccone? Io appartengo a una razza di pesci che una volta morti diventano velenosi.\u201d<br \/>\nLa cicogna non rispose e pens\u00f2: \u201cFurbo di un pesciolino! Chiss\u00e0 cos\u2019hai in mente. Non sar\u00e0 mica che vuoi farmi parlare, cos\u00ec io apro il becco e tu scappi via?\u201d<br \/>\nVedendo la terra avvicinarsi sempre di pi\u00f9, il pesciolino nero pens\u00f2: \u201cSe arriviamo sulla terraferma per me sar\u00e0 la fine.\u201d<\/p>\n<div class=\"rightbox\">\n<img src='https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/media\/3\/20070402-pesciolino 3.JPG' width='268' height='272' alt='' \/><\/div>\n<p>\nQuindi apostrof\u00f2 nuovamente alla cicogna: \u201cSo che vuoi portarmi dai tuoi bambini, ma prima di giungere a terra sar\u00f2 morto e diventer\u00f2 velenoso. Cosa porterai allora ai tuoi figli, un pesce avvelenato?\u201d<br \/>\n\u201cForse ha ragione, lo manger\u00f2 io e ne pescher\u00f2 un altro per i miei piccoli.\u201d disse tra s\u00e9 la cicogna, ma mentre faceva questo pensiero si accorse che il pesciolino non si muoveva pi\u00f9 e, sempre parlando a se stessa, disse: \u201cMorto? Adesso nemmeno io lo posso mangiare. Un pesciolino cos\u00ec delizioso e io l\u2019ho rovinato!\u201d<br \/>\nAllora prese a chiamarlo: \u201cEhi, piccolo, sei ancora vivo?, ma non fin\u00ec la frase che lui, liberatosi dalla stretta del suo becco, si precipit\u00f2 verso l\u2019acqua. La cicogna, accortasi dell\u2019errore, si lanci\u00f2 in picchiata per riprenderlo. Il pesciolino nero cadeva veloce come una saetta: sentiva il vento umido del mare sulla sua bocca secca e il cuore gli batteva forte forte dalla gioia. L\u2019uccello, per\u00f2, pi\u00f9 veloce di lui, lo raggiunse e lo inghiott\u00ec in un sol boccone. Il piccolo pesce, prima ancora di rendersi conto di cosa fosse successo, si ritrov\u00f2 in un posto umido e buio: era la pancia della cicogna. L\u00ec dentro ud\u00ec un lamento e quando i suoi occhi si abituarono all\u2019oscurit\u00e0, riusc\u00ec a vedere un piccolissimo pesce che se ne stava in un angolo e piangeva perch\u00e9 aveva perso la mamma. Il pesciolino nero gli si avvicin\u00f2 e disse: \u201cPiccolo, alzati e cerchiamo una soluzione, invece di stare l\u00ec a piangere.\u201d<br \/>\n\u201cMa tu chi sei?\u201d gli rispose l\u2019altro \u201cIo sento che sto morendo\u2026ah\u2026mamma\u2026non potr\u00f2 pi\u00f9 venire con te in fondo al mare a portare via la rete del pescatore\u2026Oh mamma!\u201d<br \/>\n\u201cBasta, piccolino, adesso non piangere pi\u00f9\u201d, sentenzi\u00f2 il pesciolino nero.<br \/>\nE quando si fu calmato un po\u2019 aggiunse: \u201cUccider\u00f2 la cicogna e liberer\u00f2 i pesci, ma prima devo farti andar via.\u201d<br \/>\n\u201cMa siamo in trappola, come pensi di fare?\u201d gli chiese il piccoletto.<br \/>\nIl pesciolino nero, allora, tir\u00f2 fuori il pugnale e disse: \u201cOra io, da qui dentro taglier\u00f2 la pancia della cicogna. Prima per\u00f2 mi muover\u00f2 di qua e di l\u00e0 in modo da provocarle il solletico: appena lei aprir\u00e0 la bocca per ridere, tu salterai fuori.\u201d<br \/>\n\u201cE tu cosa farai?\u201d domand\u00f2 l\u2019altro.<br \/>\n\u201cNon pensare a me\u201d replic\u00f2 il pesciolino nero \u201cIo non uscir\u00f2 finch\u00e9 questo maledetto uccello non sar\u00e0 morto.\u201d<br \/>\nQuindi cominci\u00f2 a dondolarsi e a muoversi a destra e a sinistra, facendo il solletico alla cicogna. Appena quella cominci\u00f2 a ridere e apr\u00ec il becco, il piccolo pesce si lanci\u00f2 fuori e, tuffatosi nell\u2019acqua, scapp\u00f2 via. All\u2019improvviso ud\u00ec la cicogna gridare di dolore e la vide cadere in acqua contorcendosi. <br \/>\nDel pesciolino nero, invece, non trov\u00f2 pi\u00f9 alcuna traccia.<\/p>\n<p>Nonno Pesce termin\u00f2 la sua favola, dicendo ai suoi dodicimila, tra figli e nipoti: \u201cAdesso \u00e8 ora di dormire, su, andate a riposare.\u201d<br \/>\nMa i pesciolini in coro: \u201cMa nonno, non ci hai detto che fine ha fatto il pesciolino nero!\u201d<br \/>\n\u201cCuccioli\u201d disse il vecchio pesce \u201cQuesto racconto \u00e8 per un\u2019altra sera. Adesso tutti a dormire!\u201d<br \/>\nCos\u00ec sia i pesciolini che il nonno si addormentarono. Solo un pesciolino rosso non pot\u00e9 chiudere occhio pensando al mare\u2026<\/p>\n<p>Ringarzo Ali Behnam Farahzad per le illustrazioni.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.farahzadart.com\">www.farahzadart.com<\/a><\/p>\n<p>Ringrazio inoltre le persone che mi hanno aiutato alla correzione della traduzione:<\/p>\n<p><b>-Riccardo Rondinone<br \/>\n-Patrizia DE Franceschi<br \/>\n-Sashinka Gorguinpour<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pesciolino nero Samad Behrangi (1939-1968) Traduzione e modifica: Pirooz Ebrahimi Era la notte pi\u00f9 lunga dell\u2019anno e in fondo al mare Nonno Pesce stava raccontando una favola ai suoi dodicimila nipotini.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123"}],"collection":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=123"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/123\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}