{"id":116,"date":"2008-04-03T03:24:47","date_gmt":"2008-04-03T03:24:47","guid":{"rendered":"https:\/\/mahmag.org\/nucleus-import\/item\/116"},"modified":"2008-04-03T03:24:47","modified_gmt":"2008-04-03T03:24:47","slug":"nadia-anjuman-poesie-scelte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mahmag.org\/archive-italian\/nadia-anjuman-poesie-scelte\/","title":{"rendered":"Nadia Anjuman, Poesie scelte"},"content":{"rendered":"<div class=\"rightbox\"><\/div>\n<p>\nNADIA ANJUMAN, POESIE SCELTE. TRADUZIONE DAL PHARSI IN ITALIANO A CURA DI PIROOZ EBRAHIMI E CRISTINA CONTILLI. INTRODUZIONE DI CRISTINA CONTILLI, TORINO, EDIZIONI CARTA E PENNA, 2008.<\/p>\n<p>Introduzione<br \/>\nLa poetessa afghana Nadia Anjuman, morta a soli venticinque anni il 5 novembre 2005, in seguito alle percosse ricevute dal marito, ha continuato a \u201cvivere\u201d attraverso la diffusione su internet di pochi significativi testi, tradotti dal persiano prima in inglese e successivamente in tedesco e in italiano. <br \/>\n<!--more-->A febbraio del 2006 \u00e8 uscito con una casa editrice di Torino un libro dedicato a Nadia, realizzato con la collaborazione della poetessa vicentina Ines Scarparolo (\u201cElegia per Nadia Anjuman\u201d, Carta e Penna editore) che conteneva i versi di quattordici scrittrici italiane, versi di solidariet\u00e0, ma anche di protesta.<br \/>\nQuesti versi, pubblicati insieme alla traduzione di quattro poesie di Nadia, nel sito del Centro Studi Ettore Luccini di Padova e nel sito \u201cSegniesensi\u201d, dedicato da Alina Rizzi alla scrittura al femminile, sono stati copiati da un blog all\u2019altro ed hanno dimostrato sia l\u2019interesse crescente verso la figura di questa poetessa sia l\u2019inconsistenza del diritto d\u2019autore nell\u2019editoria virtuale.<\/p>\n<p>\nA distanza di un anno e mezzo dalla morte di Nadia, dopo la presentazione del libro dedicato a<br \/>\n lei a Macerata e a Vicenza e dopo l\u2019uscita di altre traduzioni dei suoi testi nel sito \u201cNazioneindiana\u201d e nella rivista \u201cNuovi argomenti\u201d, \u00e8 giunto per me il momento di riprendere in mano il lavoro fatto: di tornare, dunque, ad un trafiletto apparso nel \u201cCorriere della sera\u201d del Novembre 2005 ed inviato tramite e-mail ad alcune scrittrici, con cui collaboro, insieme ad un articolo in inglese della giornalista Cristina Lamb ed una poesia dello scrittore iraniano Aashish Ameya intitolata \u201cElegy for Nadia Anjuman\u201d in cui lei viene definita \u201cSparrow of cage\u201d (passerotto in una gabbia). <br \/>\nNell\u2019oggetto dell\u2019e-mail avevo scritto \u201cper riflettere\u201d, ma dopo pochi giorni, dalle risposte ricevute, mi sono accorta che la morte di Nadia aveva suscitato in molte scrittrici, non distaccate riflessioni, ma un senso di rabbia, di impotenza, di solidariet\u00e0, quasi che la memoria delle ingiustizie subite dalle donne nel corso dei secoli si fosse risvegliata dentro tutte noi e avesse fatto nascere nel profondo del nostro essere  l\u2019urgenza di dedicare a Nadia dei versi.<br \/>\nNel frattempo il fratello della poetessa ha ceduto ad un Archivio di Copenaghen, che raccoglie testi di scrittori iraniani ed afghani, costretti ad andare in esilio oppure morti in circostanze tragiche, i diritti d\u2019autore relativi all\u2019intera produzione poetica di Nadia, costituita da 180 componimenti, raccolti in due libri, pubblicati ad Herat tra il 2005 ed il 2006. <br \/>\nIn collaborazione con quest\u2019Archivio esce ora la prima traduzione ufficiale di una scelta delle poesie di Nadia, per dare ai lettori italiani la possibilit\u00e0 di conoscere ed apprezzare in modo pi\u00f9 consapevole e completo l\u2019opera di questa poetessa.<br \/>\nCristina Contilli<br \/>\n&#8195;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NADIA ANJUMAN, POESIE SCELTE. 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