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	<title>MahMag  Italian</title>
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		<title>Amore Condiviso- Ahmad Shamlu</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 08:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pirooz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[“Amore Condiviso”  (Ahmad Shamlu poeta persiano &#8211; 1925-2000) Le lacrime sono segreti Il sorriso è celato L’amore è inconfessabile Le lacrime di quella sera, il sorriso del mio amore furono...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=kf8O-YhQUd0">“Amore Condiviso”</a> </strong><br />
<strong>(Ahmad Shamlu poeta persiano &#8211; 1925-2000)</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong></strong><a href="http://mahmag.org/it/2013/04/07/amore-condiviso-ahmad-shamlu/shamloo/" rel="attachment wp-att-2734"><img class="aligncenter size-full wp-image-2734" src="http://mahmag.org/it/files/2013/04/shamloo.jpg" alt="" width="210" height="240" /></a></p>
<p>Le lacrime sono segreti<br />
Il sorriso è celato<br />
L’amore è inconfessabile</p>
<p>Le lacrime di quella sera, il sorriso del mio amore furono</p>
<p>Non sono una favola da narrare<br />
Una canzone da cantare<br />
Una voce da udire<br />
qualcosa da vedere,<br />
o da apprendere, sapere</p>
<p>Io sono il dolore condiviso<br />
Grida il mio nome!</p>
<p>L’albero parla con la foresta<br />
L’erba con il deserto<br />
L’astro con l’universo<br />
Ed io parlo con te</p>
<p>Dimmi il tuo nome<br />
Dammi la tua mano<br />
Confidati con me<br />
Donami il tuo cuore<br />
Poiché le tue radici ho ritrovato<br />
Con le tue labbra, con le altre ho parlato<br />
E le tue mani riconoscono le mie</p>
<p>Nella luce della solitudine con te ho pianto<br />
Per coloro che vivono<br />
E nell&#8217;oscurità del cimitero con te ho cantato<br />
I meravigliosi canti di lode<br />
Poiché i defunti di quest’anno<br />
I più innamorati tra i vivi furono</p>
<p>Dammi la tua mano,<br />
Le tue mani riconoscono le mie<br />
Te, che troppo tardi ho ritrovato, con te parlo<br />
Come la nuvola con la tempesta<br />
L’erba con il deserto<br />
E come la pioggia con il mare<br />
Come la rondine con la primavera<br />
Come l’albero con la foresta parlo</p>
<p>Solo perché io,<br />
Ho ritrovato le tue radici<br />
Solo perché la tua voce riconosce la mia.</p>
<p style="text-align: center">
Traduzione dal Persiano in Italiano: <strong>Maryam Fatemi Far</strong></p>
<p style="text-align: center">
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		<title>IL CAPODANNO PERSIANO</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 20:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pirooz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Event Calendar]]></category>

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		<description><![CDATA[NOROUZ &#8211; Dal tempo degli Acmenidi &#8211; XXII secolo a. c.- per la tradizione millenaria Persiana il 20/21 marzo coincide con il Capodanno Iraniano, la festa di NORUZ che significa...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://mahmag.org/it/2013/03/19/il-capodanno-persiano/sale-no/" rel="attachment wp-att-2724"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2724" src="http://mahmag.org/it/files/2013/03/sale-no-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left" align="left"><strong>NOROUZ</strong> &#8211; Dal tempo degli Acmenidi &#8211; XXII secolo a. c.- per la tradizione millenaria Persiana il 20/21 marzo coincide con il Capodanno Iraniano, la festa di <strong>NORUZ</strong> che significa “nuovo giorno”. La festa, laica e pagana, è cosi chiamata anche dalla comunità etniche persiane e al di fuori della nazione iraniana, quali Kurdi, Afgani, Hindù, Tagiki, Pakistani etnie Mozabiti in Algeria e Zoroastriani.</p>
<p style="text-align: left" align="left">L’anno inizia ufficialmente quando il sole lascia il segno zodiacale dei pesci per entrare in quello dell’ariete, un segno di fuoco che rappresenta l’Equinozio di primavera. Il preciso momento in cui il sole attraversa l’equatore è un calcolo anticamente svolto dagli astrologi e oggi dagli astronomi del centro astrofisico di Tehran.</p>
<p style="text-align: left" align="left"><strong>I festeggiamenti e le antiche tradizioni.</strong><br />
<strong>Haji Firouz</strong> &#8211; La leggenda narra di un uomo vestito di rosso che camminava per le strade cantando strofe di buon augurio per salutare l’anno nuovo ed informare il popolo dell’arrivo della primavera. La gente in cambio della buona notizia lo compensava dandogli cibo o monete. Tuttora per le strade sia delle città sia dei villaggi iraniani nei giorni precedenti <strong>NOROUZ</strong> si vedono gli <strong>Haji Firouz</strong> con cappelli neri a punta, vesti colorate, visi tinti col carbone, suonare il duf, un tamburo con sonagli, similmente agli zampognari che animano le festività natalizie.<strong></strong></p>
<p style="text-align: left" align="left"><strong>Chaharshanbé-Suri</strong> &#8211; Rievocazione della cerimonia mazdaica del fuoco la sera della vigilia.</p>
<p style="text-align: left" align="left">Questa cerimonia prende origine dalla cultura zoroastrica di oltre 3000 anni fa. I suoi fedeli veneravano la divinità nei templi del fuoco. Attraverso questa cerimonia la gente fa un falò di tutti i propri errori e disgrazie, si perdona e chiede perdono per l’umanità. Le fiamme di questi falò devono raggiungere il mondo celeste per poter chiedere dai propri antenati la speranza come atto di clemenza per combattere il male (Ahriman) e attraverso la purezza raggiungere il bene (Ahuramazda). I giovani cercano di spiccare alti salti per superare le fiammedei grandi falò cantando:“<strong>zardi – e man az to, sorkhi – e to az man</strong>”, che sta a significare “il mio giallo a te, il tuo rosso a me”; l’auspicio è che il fuoco assorba le negatività (il giallo ) e dia in cambio l’energia e la vitalità (il rosso).</p>
<p style="text-align: left" align="left">Durante la serata di vigilia, bambini e ragazzi vanno di casa in casa coperti dalla testa ai piedi con un lenzuolo per non farsi riconoscere, tenendo in mano pentole e cucchiai coi quali fanno rumore per raccogliere dolci, frutta secca e piccoli doni.</p>
<p style="text-align: left" align="left"><strong>Falgush &#8211; </strong>Altri invece osservano il<strong> Falgush</strong>, che è l’usanza di restare nascosti cercando di percepire i discorsi dei passanti e trarne da questi auspici per il futuro.</p>
<p style="text-align: left" align="left"><strong>Sofreh </strong><strong>Haft Seen</strong> &#8211; Come in Italia a Natale si fa il presepe e si addobba l&#8217;albero, così in Iran praticamente tutte le famiglie apparecchiano il tavolo delle <strong>Haft Seen</strong> ovvero delle <strong>Sette Esse</strong>.  Vengono posti sulla tavola sette oggetti simbolici i cui nomi iniziano con la lettera Esse, in persiano <strong>Seen</strong>.  I sette oggetti sono:</p>
<p style="text-align: left" align="left"><strong>Sombol</strong>                  giacinto                                 la rinascita della natura<br />
<strong>Sib</strong>                                         mela rossa                            il primo frutto di Adamo ed Eva<br />
<strong>Somagh</strong>                 spezia                                    considerata la spezia della vita<br />
<strong>Sir</strong>                                          aglio                                      contro i demoni<br />
<strong>Serkeh</strong>                   aceto                                      simbolo delle molte trasformazioni nella vita<br />
<strong>Sekkeh</strong>                   monete                                   la forza e la speranza di prosperità futura<br />
<strong>Sabzeh</strong>                  semi germogliati   la fertilità</p>
<p style="text-align: left" align="left">Sulla tavola vengono posti anche il <strong>Libro Sacro</strong> della famiglia: i musulmani una copia del Corano , gli zoroastriani una copia dell’Avesta, i cristiani la Bibbia e gli ebrei la Torah per invocare la benedizione dell’anno nuovo; uno <strong>specchio</strong> (Ayne) che riflette l’immagine dell’anima e vede il futuro, delle <strong>candele</strong> che rappresentano la luce della vita, un <strong>pesce rosso </strong>(mahi ghermes), ovvero un essere vivente, <strong>pane e dolci</strong> per augurare un nuovo anno ricco di abbondanza, un <strong>uovo colorato</strong> per ogni membro della famiglia che inoltre simboleggia la varietà delle razze umane considerate tutte uguali davanti al Creatore.</p>
<p style="text-align: left" align="left">Ci si riunisce attorno alla tavola tenendosi per mano e, mentre si attende il preciso istante in cui avviene l’Equinozio &#8211; momento che varia ogni anno-,  per buon auspicio si tiene in bocca qualche cosa di <strong>dolce</strong> e una <strong>monetina</strong> stretta in mano. Al momento della transizione nel nuovo anno <strong>Sal Tahvil</strong>, tutti si abbracciano, si fanno gli auguri e si scambiano regali.</p>
<p style="text-align: left" align="left"><strong>Sizdah Bedar &#8211; </strong>Tredici giorni dopo il capodanno si celebra <strong>Sizdah Bedar </strong>(Tredici fuori), che conclude I festeggiamenti per il nuovo anno. Il tredicesimo giorno dell’anno è considerato infausto perciò da passare fuori casa, in una gita fuori porta all’aria aperta. Le ragazze nubili annodano e intrecciano fili d’erba, rito propiziatorio per sposarsi entro l’anno mentre esprimono il desiderio di poter trascorrere il successivo tredicesimo giorno di <strong>NOROUZ</strong> in compagnia di uno sposo“<strong>Seezdah Bedar Sale degar, khune-ye shohar, bache-ye bagal</strong>”: “Che passi il tredicesimo! L’anno prossimo, nella casa del marito con un bimbo in braccio”.<br />
<strong>Sabzeh</strong>, ovvero i semi germogliati che erano sulla tavola a <strong>Noruz</strong>, vengono gettati in un corso d’acqua per propiziare la futura fertilità che ogni primavera porta con sè.<strong></strong></p>
<p style="text-align: left"><strong>Le formule augurali</strong><br />
No-Rooz Mobarak                                               Buon Anno<br />
Eid-eh Shoma Mobarak                       Buon Anno a te (a Lei)<br />
No-Rooz Pirooz                                   Auguri per un prospero buon anno</p>
<p style="text-align: left">Sad Saal be in Saal-ha                        Auguri per 100 felici anni nuovi</p>
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		<title>NON SOFFRIRE VIAGGIATORE</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 16:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pirooz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non soffrire viaggiatore perché anche noi, qui, siamo stranieri. Da tanto tempo ci manca la luce della nostra luna. Senza di te non c&#8217;è differenza tra la primavera e l&#8217;autunno....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://irantune.net/artists/maryam-heydarzadeh/photos/artist-small.jpg" alt="Maryam Heydarzadeh" /></p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore perché anche noi, qui, siamo stranieri.</p>
<p style="text-align: center">Da tanto tempo ci manca la luce della nostra luna.</p>
<p style="text-align: center">Senza di te non c&#8217;è differenza tra la primavera e l&#8217;autunno.</p>
<p style="text-align: center">Oh!Come sono diventate tristi tutte le mie poesie!</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore perché il tempo non è cattivo.</p>
<p style="text-align: center">Qui, invece, il cielo non sa neanche piovere.</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore perché mi si stringe il cuore.</p>
<p style="text-align: center">Mi perdo nella luce dei tuoi occhi belli.</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore, è brutto respirare quando si è lontani,</p>
<p style="text-align: center">ma io lo so quanto sei paziente.</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore, presto farai ritorno e</p>
<p style="text-align: center">vedrai cos&#8217; abbiamo fatto da quando sei partito.</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore, la sofferenza è inutile.</p>
<p style="text-align: center">So che nessuno conosce il tuo cuore.</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore, siamo nel mese di Esfand(1):</p>
<p style="text-align: center">la primavera è vicina  e tu allora tornerai, sorridi.</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore, il presente non è eterno.</p>
<p style="text-align: center">Amore, non sarai lontano per sempre.</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore, un&#8217;altra nascita.</p>
<p style="text-align: center">Non soffrire viaggiatore, non soffrire stella.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">(1) Ultimo mese dell&#8217;inverno.</p>
<p style="text-align: center"> <strong>POESIE-Maryam HEIDARZADE</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong>Carta e Penna Editore-2011</strong></p>
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		<title>Zayandeh rud</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Mar 2013 15:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pirooz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Da dove vengo? Che il mio vestito ha il profumo del dragoncello Che proviene dal giardino di mio padre, E le mie guancie,rosse Come il fiore Dell’Albero del melograno. Da...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mahmag.org/it/2013/03/19/zayandeh-rud/mahnaz_and_hand-2/" rel="attachment wp-att-2715"><img class="aligncenter size-full wp-image-2715" src="http://mahmag.org/it/files/2013/03/mahnaz_and_hand.jpg" alt="" width="192" height="299" /></a></p>
<p style="text-align: center">Da dove vengo?<br />
Che il mio vestito ha il profumo<br />
del dragoncello<br />
Che proviene dal giardino di mio padre,<br />
E le mie guancie,rosse<br />
Come il fiore<br />
Dell’Albero del melograno.</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">Da dove vengo?<br />
Che le mie mani sono come<br />
Il gambo di una delicata pianta di pomodori<br />
E il sapore nella mia bocca<br />
È il sapore dei pussywillows<br />
Nel tè di mia madre.</p>
<p style="text-align: center">Da dove vengo?<br />
Che tutti i miei sogni<br />
Sono di colore blu,<br />
Lo stesso colore del Mar Caspio.</p>
<p style="text-align: center">Da dove vengo?<br />
Che, in primavera,<br />
La pianta del melo<br />
Germoglia in me.<br />
Lo sapete, lo sapete.<br />
Io provengo da quel fiero Fiume,<br />
lo Zayandeh Rud<br />
Dalla montagna alta,<br />
di Alborz.<br />
Dalla terra che ha dato Zarathusthra<br />
Il primo poeta sulla terra</p>
<p style="text-align: center"><strong>Mahnaz Badihian<br />
Traduzione dall’inglese in italiano:Cristina Contilli</strong></p>
<div style="text-align: center">POESIE SCELTE-Edizioni Penna d’Autore-2007</div>
<div style="text-align: center"><strong><br />
</strong></div>
<div style="text-align: center"></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>il sogno verde di tehran-Maryam Rahimi</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 22:33:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pirooz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[A ben vedere, c’è molto più privato che politico in questo libro. C’è il desiderio struggente di una donna di non arrendersi, di rischiare la propria vita per dare il...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://mahmag.org/it/2013/01/12/il-sogno-verde-di-tehran-maryam-rahimi/mythos_cop-3/" rel="attachment wp-att-2316"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2316" src="http://mahmag.org/it/files/2013/01/Il-sogno-verde-di-Teheran_rahimi-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a></p>
<p style="text-align: center">A ben vedere, c’è molto più privato che politico in questo libro. C’è il desiderio struggente di una donna di non arrendersi, di rischiare la propria vita per dare il proprio contributo in una lotta, che non può proprio delegare ad altri. È un sogno maturo, nel senso che la protagonista ha marito e figli e ha sulle spalle gli anni, le delusioni e la fatica ancora sconosciuti a molti dei ragazzi con i quali si ritrova a scendere in piazza a Teheran. Eppure questo non le impedisce di sognare ancora, di prendere un aereo e partire, nonostante il parere contrario di tutti quelli che la circondano. C’è una scena molto bella, quasi cinematografica. È quella che descrive la fuga notturna delle protagoniste sopra i tetti di Teheran. Sono pagine piene di paura e di speranza e anche di solidarietà, di coraggio. Questo libro ricorda, anche a noi italiani, che la politica (e forse la vita stessa) dovrebbe essere soprattutto passione, non soltanto calcolo. Utopia? Secondo il grande Gialal al-Din Rumi, “colui che non sente la musica, pensa che chi danza sia matto”.<br />
Antonello Sacchetti</p>
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		<item>
		<title>Due poesie di Gabriel Mandel</title>
		<link>http://mahmag.org/it/2012/07/04/due-poesie-di-gabriel-mandel/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 21:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pirooz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[1) Un portale a Kashan Come una lenta traccia nera, il tempo: donne in attesa ne chador, che è segno della jihad terrena. Gli occhi, i visi, le guance belle...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1) Un portale a Kashan</strong></p>
<div id="attachment_260" class="wp-caption aligncenter" style="width: 143px"><strong><a href="http://mahmag.org/it/2012/07/04/due-poesie-di-gabriel-mandel/gabrielemandel/" rel="attachment wp-att-260"><img class="wp-image-260  " src="http://mahmag.org/it/files/2012/07/GabrieleMandel.jpeg" alt="Gabriele Mandel" width="133" height="137" /></a></strong><p class="wp-caption-text">Prof. Gabriele Mandel</p></div>
<p>Come una lenta traccia nera, il tempo:</p>
<p>donne in attesa ne chador, che è segno</p>
<p>della jihad terrena. Gli occhi, i visi,</p>
<p>le guance belle spiccano ridenti</p>
<p>mentre gli abiti- spazi acuti e grafici-,</p>
<p>xillografia mutevole, punteggiano,</p>
<p>sottolineano, esaltano</p>
<p>gli azzurri cupi i gialli zafferano</p>
<p>i rosso fuoco densi i viola  spenti</p>
<p>del parlato ceramico. Nel tempo</p>
<p>l’arte ha fissato un simbolo di Dio?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2) In Persia di notte</strong></p>
<p>E’ notte: è il segno di una notte fredda.</p>
<p>Oltre la neve, tra due fuochi, dorme</p>
<p>La carovana che si è kervansaray.</p>
<p>In cielo, a sciami, tremano e balbettano</p>
<p>Le stelle, come perle bianche in fondo</p>
<p>Al calamaio dell’inchiostro blu.</p>
<p>Seguono i giorni, i secoli, i millenni</p>
<p>Delle leggende, e delle fiabe, splendide,</p>
<p>di cui si fa la Persia.</p>
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		<item>
		<title>Jack Hirschman /Rome</title>
		<link>http://mahmag.org/it/2011/10/05/jack-hirschman-rome/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 17:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[hirschman la casa del tramonto.wmv]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-241" href="http://mahmag.org/it/2011/10/05/jack-hirschman-rome/jack-hirshman/"><img class="aligncenter size-full wp-image-241" src="http://mahmag.org/it/files/2011/10/jack-hirshman.jpg" alt="" width="127" height="154" /></a><br />
click on jack Hirschman<a href="https://www.youtube.com/watch?v=WXhi4JBeLk0&amp;feature=player_embedded">hirschman la casa del tramonto.wmv</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Io sono Musulmano/Sohrab Sepehri</title>
		<link>http://mahmag.org/it/2011/09/01/io-sono-musulmanosohrab-sepehri/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 22:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Io dico le mie preghiere

Quando il vento chiama i fedeli alla preghiera]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> La Mia Mecca  è  una Rosa<a rel="attachment wp-att-236" href="http://mahmag.org/it/2011/09/01/io-sono-musulmanosohrab-sepehri/s-sepehri/"><img class="aligncenter size-full wp-image-236" title="s.sepehri" src="http://mahmag.org/it/files/2011/09/s.sepehri.jpg" alt="" width="277" height="182" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Io sono Musulmano</strong></p>
<p>Il mio ghebleh (1) è la rosa rossa</p>
<p><strong>Il mio Janamaz(2) una sorgente d’acqua</strong></p>
<p>Il mio Mohr (3), la luce</p>
<p>Il prato è il mio tappeto da preghiera</p>
<p>Io faccio le abluzioni col palpito delle finestre</p>
<p>Nelle mie preghiere fluisce la luna</p>
<p>E l’intero spettro dei colori</p>
<p>La  roccia  si rende visibile attraverso la mia preghiera</p>
<p>Ogni particella della mia preghiera è scintillante cristallo</p>
<p>Io dico le mie preghiere</p>
<p>Quando il vento chiama i fedeli alla preghiera</p>
<p>Dall’alto del cipresso</p>
<p>Io dico le mie preghiere</p>
<p>Quando l’erba annuncia il “takbirat-al-ahram”(4)</p>
<p>Io dico le mie preghiere</p>
<p>quando sento le onde che proclamano il “Qad &#8211; Qamat”(5)</p>
<p>La mia Kaaba è accanto all’acqua</p>
<p>La mia Kaaba è sotto un’acacia</p>
<p>La mia Kaaba è la brezza che soffia</p>
<p>di giardino in giardino</p>
<p><strong>Di città in città</strong></p>
<p>(1)   <em>ghebleh:</em> Qibla or Qiblah, è la direzione della Kaaba alla Mecca verso la quale tutti I Musulmani si rivolgono durante la preghiera.</p>
<p>(2)   <em>Janamaz </em>è un ritaglio di stoffa con preziosi ricami cucito appositamente per    conservare gli oggetti sacri.</p>
<p>(3)   <em>Mohr</em>: è un pezzo di argilla indurita  presa da un luogo sacro sul quale I Musulmani posano la fronte quando devono inchinarsi durante la preghiera.</p>
<p>(4)   <em>Takbirat-al-lahraam</em> è un’espressione per dire :”Dio è grande” pronunciata all’inizio della preghiera quotidiana</p>
<p>(5)   <em>Qad- Qamat</em> o <em>ghad-ghaamat: in </em>arabo significa “alzati”<em> </em>. Il significato letterale sarebbe “alzati per pregare”.</p>
<p>-         Dal poema :  “ Il  Suono del passo dell’acqua” oppure  “Il passo dell’acqua “</p>
<p>Sohrab Sepehri    Kashan   Villaggio di  Chenar   Estate 1964.</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Traduzione:Amir  Gennaio 2011</p>
<p>Con la preziosa collaborazione di Barbara Fanini</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Due poesie di Zef Mulaj</title>
		<link>http://mahmag.org/it/2011/07/27/due-poesie-di-zef-mulaj/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 19:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; SCADUTO IL TEMPO Le lancette dell’ orologio mosse   dal vento all’ orizzonte. L’ uomo in silenzio. L’orologio  dorme. Il tempo è scaduto. Inizierà  un  nuovo giorno Con il secolo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; SCADUTO IL TEMPO</p>
<p>Le lancette dell’ orologio</p>
<p>mosse   dal vento</p>
<p>all’ orizzonte.</p>
<p>L’ uomo in silenzio.</p>
<p>L’orologio  dorme.</p>
<p>Il tempo è scaduto.</p>
<p>Inizierà  un  nuovo giorno</p>
<p>Con il secolo</p>
<p>sul vecchio cavallo.</p>
<p>Le lancette  dell’orologio</p>
<p>spinte dal tempo</p>
<p>UOMO</p>
<p>Sulla pietra seduto sta un  uomo<br />
abbandonato all’orizzonte freddo.<br />
Intorno gli uomini camminando<br />
la sua ombra calpestano.<br />
Accanto al freddo e al destino.<br />
E la testa appoggiata<br />
sopra il cielo  stellato.<br />
Il sorriso nella solitudine.<br />
Il suo corpo misura l’universo,<br />
dorme sul confine<br />
che separa  l’uomo e il mondo.<br />
Il suo nome sconosciuto,<br />
ma non sa da dove viene e dove va…<br />
Sulla pietra scrive  il nome<br />
del secolo.<br />
Nomi dei fantasmi. Lasciando i versi<br />
di una canzone  nei gli occhi  del nostro</p>
<p>Mondo…..<br />
Va via come il giaccio<br />
Che si scoglie .<br />
Questa e la stagione dell’ uomo…<br />
Uomo senza nome…</p>
<p>Zef Mulaj, è nato a Qereq –Mulaj (Nikaj – Mertur , Malsia e Gjakoves) Tropoja</p>
<p>(Albania), vive a Porto Recanati ( Macerata) Italia.</p>
<p>Entrato regolarmente in Italia nel 1994 come collaboratore scientifico, ha conseguito la laurea in farmacia presso l’Università di Camerino ( Macerata &#8211; Italia).</p>
<p>Ha sostenuto con esito positivo l’esame di Stato dopo essersi già laureato alla Facoltà di medicina ( farmacia ) presso l’Università di Tirana .</p>
<p>E&#8217; Dottore nelle scienze farmaceutiche,</p>
<p>Esperto in Farmacognosia, Fito – terapia</p>
<p>Esperto internazionale delle piante medicinali,</p>
<p>Specialista in Tossicologia Clinica e Ambientale ,</p>
<p>Specialista in Farmacovigilanza medica,</p>
<p>specialista sul controllo Chimico dei prodotti farmaceutici,e</p>
<p>la materia prima.</p>
<p>Nel campo scientifico, ha approfondito il suo studio sulle piante medicinali</p>
<p>Nel 2009 ha pubblicato lo studio su 880 piante medicinale sulle</p>
<p>Alpi dell’ Albania . E&#8217; Specialista della Croce Rossa nel campo medico .</p>
<p>Scrive poesie fin da ragazzo ed ha pubblicato diversi libri nelle</p>
<p>diversi lingue , come Inglese, Italiano e Albanese .</p>
<p>Fa parte di diversi associazioni culturali e artistiche</p>
<p>E’ Membro dell’associazione dei poeti mondiali World- Poets Society &#8211; W.P.S.)</p>
<p>Ha vinto premi nazionali e internazionali per la poesia.</p>
<p>Ha tradotto poeti stranieri nella lingua italiana .<br />
Ha pubblicato più 40 studi e articoli scientifici nel suo campo .</p>
<p>Si occupa nella ricerca sui nuovi principi attivi nelle piante medicinali,</p>
<p>sulla medicina tradizionale popolare e medicina Naturale.</p>
<p>- Cristina Contilli</p>
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		<item>
		<title>accompagnato dal Norooz Ensemble</title>
		<link>http://mahmag.org/it/2011/03/30/accompagnato-dal-norooz-ensemble/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 21:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[celebre cantante curdo iraniano  Sedigh Tari]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mahmag.org/it/2011/03/30/accompagnato-dal-norooz-ensemble/sadigh/" rel="attachment wp-att-220"><img src="http://mahmag.org/it/files/2011/03/sadigh.jpg" alt="" title="sadigh" width="226" height="147" class="aligncenter size-full wp-image-220" /></a></p>
<p>In occasione della VII “Settimana di Azione contro il razzismo”, promossa dall&#8217;UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni Razziali) e dal Ministero delle Pari Opportunità, l&#8217;associazione Eclettica&#038;Media di Milano, presenta domenica 3 aprile il concerto del celebre cantante curdo iraniano  Sedigh Tarif, accompagnato dal Norooz Ensemble.</p>
<p>In allegato il comunicato stampa e due immagini del concerto.</p>
<p>Restando a disposizione per ulteriori informazioni, porgo i miei migliori saluti<br />
Cinzia Santomauro</p>
<p>&#8211;<br />
Eclettica&#038;Media<br />
Ufficio stampa<br />
Cinzia Santomauro<br />
tel. 02 20240224<br />
Fax 02 20249185<br />
mob. +39 340 8415163</p>
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